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venerdì 13 marzo 2020

Guardarsi dentro. Nell'uno vive il due. Le riflessioni di Massimo Agostini

di Massimo Agostini
Gran Commendatore Cavalieri Templari d'Italia




Carissimi Compagni e Cavalieri, stiamo attraversando giorni difficili, dove la necessità di rallentare il diffondersi di questa subdola epidemia ci conduce ad un necessario isolamento, difficile per tutti i fratelli che neIla sacralità dei nostri rituali e nell’Agape fraterna ricercano l’incontro con le superne energie, che sono strumento di trasmutazione dell’intima essenza.
Come iniziati vive comunque in noi la consapevolezza che i nostri animi hanno la capacità di potersi incontrarsi e unirsi al di là di ogni impedimento fisico, in un Tempio celeste dove tempo e spazio terreni non hanno alcun significato.
Questa improvvisa condizione di “reclusi in casa” inevitabilmente condiziona le nostre consolidate abitudini, potendo diventare fattore destabilizzante per ogni animo perso nel quotidiano divenire materiale, ma per noi potrebbe anche diventare occasione di riflessione, spezzando quel quotidiano divenire  frutto di terrene circonvoluzioni mentali.
Possiamo passare questi drammatici frangenti di vita lasciando che gli eventi si impadroniscano della nostra essenza, annichilendola nel loro becero divenire, lasciandoli liberi di farci precipitare nel disarmante dualismo, dove dolore, paura, egoismo... possono, come insano fuoco, sopraffare ogni nostro benevolo intendimento, trasformando la nostra serena capacità di giudizio.
Possiamo inconsapevolmente anche lasciarci imbrigliare nella maglie di ciò che è stato o poteva essere o nell’illusone di un futuro che non conosciamo, perdendo però la forza del presente per come ci si presenta.
Oppure?
Oppure possiamo tentare di volare liberi, provando ad ascoltare la nostra più intima essenza, ora e adesso, affrontando il viaggio della vita, per ciò che ci offre,  nella consapevolezza che il Tutto vive e vibra in ogni essere umano, anche nei momenti più terribili.

«Vi ho chiamati amici perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio»
(Gv. 15,15-16)

Dolore e gioia, amore e odio, speranza e delusione … tutto è in noi, in quella magica intuizione che caratterizza l’essere umano che sa vive la bellezza della sua divina essenza.
Sta a noi scrivere le pagine della nostra vita, nella consapevolezza che, una volta scritte, vi è solo la possibilità di rileggerle, senza poterle cambiare, condizionando inevitabilmente le pagine che seguono. Ogni giorno, ogni istante della nostra vita, diventa un file criptato nell’infinita memoria dell’Anima Universale, resta lì, indelebile, a riprova del percorso dell’anima terrena nel suo divenire.
Gli errori ci appartengono, come ci appartengono gli errori degli altri, che non sono poi errori, ma possibili strumenti per chi vuole comprendere la vera essenza della propria anima.
La consapevolezza quasi mai è frutto di insegnamenti più o meno dotti, mentre trova più sicuro alimento dall’intima esperienza, come naturale frutto della propria maestria.
L’uomo è un creatore, sia su questo piano, con l’energia che emana nel suo desiderio di conoscenza e di incontro con la propria essenza divina, nel suo desiderio di riconoscerla e comprenderla, potendo emanare forme energetiche di pensiero capaci di guidarci in questo oscuro labirinto.
In un antico trattato cabalistico troviamo scritto che «L’anima del giusto ascenderà, mentre egli è ancora in vita, sempre più in alto, fino al luogo in cui le anime dei giusti (traggono) diletto, al luogo dell’unione (….)» e poi  «Quando gli uomini pii congiungono il loro pensiero con Entità superiori, qualsiasi cosa stiano contemplando e meditando viene immediatamente a esistere, nel bene o nel male...» (Kitve ha-Ramban)
L’unione del pensiero umano con le entità superiori facilita quindi la discesa dei poteri dall’alto verso il basso sull’oggetto di meditazione, appagando così le sue intenzioni, divenendo egli stesso il “magos”, il “sacerdote-Re", attraverso il quale il Superno interviene nella manifestazione e viceversa.
Oggi un fratello mi ha inviato l’omelia del Vescovo di Ariano della quale condivido questo breve brano: «Rimoduliamo il tutto, questi giorni invitano ad una sapiente gestione del tempo, ad un amore alla vita. Rimoduliamo il tutto – tra le pareti domestiche - alla luce di una “regola”. Una regola non intesa, però, quale insieme di mere prescrizioni ma, piuttosto, quale strumento utile di liberazione dai propri criteri. Una regola che rispecchia il ruolo rappresentato da Mosè per il popolo liberato dalla schiavitù: intesa come un “comando” che educa a vivere il Vangelo».
E il Libro Sacro è parte fondante del nostro percorso iniziatico, consapevoli che lo spirito divino vive in noi e ci parla, sapendolo ascoltare.

 «Guarda in cielo e conta le stelle» (Gen 15,5).

Solleviamo allora lo sguardo nella bellezza della volta celeste, la splendente dea Nut che ci abbraccia in queste notti, poiché noi sappiamo che il cielo stellato è sopra di noi ma anche dentro di noi.  Che la splendida dea guidi i nostri pensieri, i nostri comuni sforzi, fedeli che ogni nostro pensiero si riverbera nel vivere quotidiano, affinché tra i limiti e la fragilità della vita ci si possa sempre  illuminarsi d’immenso.

Concludo questo mia breve riflessione con un brano del Salmo 122: 6-9, che costituisce il proseguo del nostro rituale di Eccellentissimo Maestro:

Pregate per la pace di Gerusalemme!
Quelli che ti amano vivano tranquilli.
Ci sia pace all'interno delle tue mura
e tranquillità nei tuoi palazzi!
Per amore dei miei fratelli e dei miei amici,
io dirò: «La pace sia dentro di te!»
Per amore della casa del SIGNORE,
del nostro Dio,
io cercherò il tuo bene.


martedì 25 febbraio 2020

La Cavalleria spirituale e i rumori del mondo



Non dobbiamo aver paura che della paura, dicevano gli antichi. L’uomo è più incline a temere che a sperare. Stiamo vivendo giorni difficili, il panico ha invaso le nostre vite e i giornali alimentano e si alimentano questa antica e potente emozione umana. L’iniziato sa che le paure vanno guardate in faccia. Il senso autentico di una sana Cavalleria spirituale, è essere diffusori di buona novella, cioè dispensare sorrisi, dispensare fiducia. Che non vuol dire non affrontare i problemi, vuol dire che non siano loro ad annientare te. La semplicità e la robustezza delle nostre virtù devono essere messaggio e guida. Solo i tempi oscuri fanno in modo che l’uomo possa riflettere sul senso delle cose più piene e vere, riesce a dare priorità alle cose, riesce a orientare il suo destino, dargli una direzione. Queste giornate di incertezza possono essere utili a questo: ad avere nostalgia dei tempi lenti in cui le cose le si viveva perché le si pensava. I Cavalieri sono apologeti del tempo lento. Perché è nel silenzio del cuore, al riparo dai tumulti del mondo, che si trova la Verità.

Massimo Agostini, Gran Commendatore Cavalieri Templari d’Italia - Rito di York

Il Rito di York è più forte della paura

L'Installazione dei capitoli e dei concili della Sardegna

Il Rito di York è più forte della paura. Abbiamo navigato tra tante difficoltà, ci sono stati dei momenti in cui tenere la rotta è stato difficile, ma l’affetto e la voglia di Conoscenza e Verità è qualcosa di delicato e gentile, finisce sempre per essere più forte di tutto. Del resto non siamo un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere, ecco perché ci anima il gusto della ricerca. E la felicità, diceva Adorno, è come la verità: non la si ha, ci si è.
Ed è con questa consapevolezza che i Concili della Massoneria Criptica hanno chiuso nelle scorse settimane le istallazioni delle cariche. È con questa attenzione e con questa cura che affrontiamo le difficoltà. Viviamo momenti di grande incertezza, ma solo con il sorriso ritroveremo la nostra grandezza. Senza entusiasmo non si è mai compiuto niente di grande.

Alessandro Pusceddu, GM f.f. Gran Concilio Massoni Criptici d’Italia - Rito di York.

mercoledì 12 febbraio 2020

Il Rito di York e la Tradizione


Nei giorni scorsi in tutta Italia si sono svolte le cerimonie di insediamento delle nuove cariche nel Rito di York. Un momento importante, con un significato profondo. È importante, certo, ritrovarsi, stare insieme, è cioè l’occasione per tenere il polso allo stato di salute del Rito, che c’è, è orgoglioso, cresce. L’affetto tra i Compagni e la voglia di fare insieme questo viaggio formativo ed esaltante, che ci fa avvicinare al cuore stesso della Massoneria. Ma i nuovi Gran Sacerdoti, nei Capitoli, i nuovi Illustri Maestri, nei Concilii, i nuovi Commendatori, raccolgono dai loro predecessori il testimone di un lavoro compiuto e che viene da lontano. Quanto si sta facendo in questi giorni è la ‘rappresentazione’ migliore della Tradizione. Questo vuol dire Tradere: ’trasmettere’. Di modo che, insediamento dopo insediamento, carica dopo carica, si porti nel futuro un contenuto che viene dal passato, e tutto il patrimonio sapienziale, quello simbolico delle camere del Rito, si costituisca così come un eterno ‘adesso’, come la risposta a ogni cuore pellegrino che chiede il perché delle cose. Anche la Cabala, che così tanto sostanzia questo simbolismo, ha nel suo nome lo stesso significato. Cabala vuol dire sia ‘connessione’, ‘rete’, sia ‘ricezione’, una ‘eredità’ che viene dalla notte della storia e che è destinata a perpetuarsi in una comunità.


Ai lavori, in Piemonte, in Lombardia, in Liguria, in Toscana, in Puglia, in Calabria, in Sicilia, hanno partecipato il Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell’Arco Reale Domenico Bilotta, il Gran Maestro f.f. dei Massoni Criptici d’Italia Alessandro Pusceddu e il Gran Commendatore dei Cavalieri Templari Massimo Agostini. «Una grande fatica, un compito immenso, ma se lo si fa con l'amore nel cuore non la si cambierebbe, la fatica, con niente al mondo».



(Nelle foto gli insediamenti nelle cariche delle camere di Torino e Novara e un suggestivo Oriente a Casa Nathan, a Roma)

martedì 31 dicembre 2019

Rito di York, gli auguri di Domenico Bilotta. «Un nuovo anno, con un'altra voce e lo stesso linguaggio»



«Le parole dell’anno trascorso appartengono al linguaggio dell’anno trascorso e le parole dell’anno a venire attendono un’altra voce» scriveva Eliot. E noi massoni tutti lo sappiamo, perché è quello che facciamo ogni giorno, interpretare e costruire il presente a partire da quello che ci è stato trasmesso. Si chiama Tradizione non a caso: tradere vuol dire infatti affidare, tramandare.
Noi del Rito di York abbiamo un passato ricco e ordinato, e la bellezza che ci auguriamo nel 2020 è questa: non perdere questa nostra identità che sazia le menti e appaga i cuori. Ci abbiamo messo tanto del nostro lavoro e dei nostri sorrisi. Un augurio a tutti i Compagni e alle loro famiglie, per un anno sereno pieno di tutte le cose che amano di più, e partiamo tutti insieme con un rinnovato impegno per l'anno futuro, verso il consolidamento del nostro amato Rito di York tenendo ben presente la bussola e le stelle che ci devono guidare con  l'incondizionato presupposto della fratellanza, lealtà e sincerità. Buon Anno cari Compagni.

Domenico Bilotta,
Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Massoni dell'Arco Reale
Rito di York

Rito di York, gli auguri di Alessandro Pusceddu. «Un 2020 pieno di cose che non ci sono mai state»



«E ora diamo il benvenuto al nuovo anno», così uno splendido verso di Rainer Maria Rilke: «Pieno di cose che non ci sono mai state». Il nuovo anno è così: un contenitore vuoto, da riempire con le cose migliori. Tutto, dal bel discorso, alla musica, ha intanto bisogno del silenzio, un silenzio da riempire. Il mio augurio è che nel 2020 ci aspettino tra le cose che non ci sono mai state quelle migliori. Per lavorare, studiare, stare assieme, con quel grande spirito e quella voglia che ci accompagna. Auguro a tutti un anno di compiti e di possibilità. E che ogni giorno sia più bello di quello precedente.

Alessandro Pusceddu
Gran Maestro f.f. Gran Concilio Massoni Criptici d'Italia
Rito di York

Rito di York, gli auguri di Massimo Agostini. «La comprensione orienterà il nostro agire»



«Il tempo non ha divisioni per segnare il suo passaggio, non c’è mai una tempesta di tuoni o squilli di trombe per annunciare l’inizio di un nuovo mese o anno». È una riflessione di Thomas Mann che aggiungeva che anche quando inizia un nuovo secolo siamo solo noi mortali che suoniamo le campane e spariamo a salve. Siamo, cioè, noi che determiniamo il distacco tra un anno e l’altro, mettendoci in mezzo, per esempio, la riflessione. Senza questa voglia di bilancio, senza questa innata tendenza a dire: qui finisce il passato, qui immagino il futuro, ogni giorno sarebbe semplicemente uguale a quello successivo e non ci sarebbe nessuna idea di ciclicità del tempo. Questo è il mese in cui il passato si sublima e diventa presente da spendere. Per questo il mio augurio a tutti i cavalieri è questo: non abbiamo bisogno di tempeste di suoni o di squilli di trombe. Nel silenzio del cuore sapremo distinguere il clamore rimosso, la confusione dei giorni, dal futuro pianificato e certo che è l’emozione che guiderà i nostri passi, la comprensione che orienterà il nostro agire.

Massimo Agostini
Gran Commendatore Cavalieri Templari d'Italia
Rito di York

lunedì 23 dicembre 2019

Gli auguri del Sommo Sacerdote Domenico Bilotta. «In questi giorni nasca nei nostri cuori una Consapevolezza matura»




«"La Tradizione è una bussola, e la bussola in sé non garantisce né il buon tempo, né la buona navigazione e nemmeno la certezza del buon approdo. Ma ci fa conoscere dove siamo, ci pone in relazione col mondo, ci fa sapere di più sulla nostra provenienza e ci aiuta a navigare in vista della nostra destinazione" (M. Veneziani). È questa la "nostalgia degli dei". Un sapore antico che non appartiene ai ricordi, alla memoria, ma che illumina il futuro di ricercatori incerti, stanchi del viaggio. Ma c’è questo che mette a riparo almeno i cuori: diminuisce i rischi di naufragio, la Tradizione, è una preziosa risorsa per destreggiarsi fra flutti, correnti e maree. Il mare, cioè il nostro quotidiano, la nostra vita, continua a minacciare di rovesciarci l’imbarcazione e di buttarci giù. Ma noi sappiamo che abbiamo una rotta. Certo, non abbiamo noi il bandolo della matassa, na è Lei che “srotola il gomitolo e tende il suo filo per orientare nei labirinti”.
Che sia Solstizio o Natale oggi la Luce è bambina. Crescerà. Per questo auguro a ogni marinaio dello Spirito un futuro pieno della consapevolezza dei porti certi».
Sono parole di Domenico Bilotta, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York.

Gli auguri del GM della Criptica Alessandro Pusceddu: «La nostra serenità da iniziati deve vincere il tempo»



«"Devi finalmente comprendere quale sia il cosmo di cui sei parte, quale sia l’entità al governo del cosmo della quale tu costituisci un’emanazione, e che hai un limite circoscritto di tempo, un tempo che, se non ne approfitti per conquistare la serenità, andrà perduto, e andrai perduto anche tu, e non vi sarà altra possibilità". Credo che Marco Aurelio bene esprima il ruolo e la funzione di un iniziato. Che non è quella di scolorire e scomparire tra le onde della vita, ma quello di vivere e interpretare il proprio tempo e di questo essere forti. Non la vedo come uno scomparire, non è cioè un arrendersi al nichilismo, dobbiamo vederla invece come serenità di chi ormai ha dato un senso ai suoi giorni e alle sue cose. Il Natale, come il Solstizio, ci invita a capire che questa consapevolezza deve intanto nascere dentro di noi. È qualcosa di debole, che va riparata con le mani affinché non si spenga, come fai con una piccola fiamma col vento. È la fiamma che ci accenderà».
Così Alessandro Pusceddu, Gran Maestro f.f. del Gran Concilio dei Massoni Criptici d'Italia del Rito di York.

lunedì 2 dicembre 2019

Il Tempio di Re Salomone. Successo a Siracusa per l'iniziativa del Rito di York

Domenico Bilotta con Giancarlo Germanà

Un lavoro enorme, quello di Giuseppe Sindona e del Capitolo di Siracusa del Rito di York tutto per l'organizzazione di un momento formativo che lascerà traccia. Un viaggio all'interno del simbolismo cabalistico del Rito curato da Mauro Cascio, Giancarlo Germanà e Federico Pignatelli, dopo i saluti del Sommo Sacerdote Domenico Bilotta e del GM f.f. Alessandro Pusceddu si è analizzato un tesoro sapienziale che rischia spesso di venire trascurato. Il problema degli studi iniziatici è proprio questo: o li si misconosce, e prevale nella Massoneria un accento mondanizzante e laicizzante, oppure li si banalizza, con i più improbabili Fanta-esoterismi. Il metodo e il rigore del Rito di York mira proprio a questo: a guidare passo passo nel perfezionamento interiore il Maestro desideroso di mettere meglio a fuoco la propria conquista simbolica. Anche il Rito di York, infatti, con le sue tre camere, è un viaggio all'interno del Tempio, cioè un viaggio interno alle conquiste di coscienza dell'uomo. Le conclusioni sono state affidate ad Antonino Recca, che ha portato i saluti del collegio, al past Tiziano Busca e al Gran Commendatore Massimo Agostini.

Mauro Cascio (con Tiziano Busca)

Federico Pignatelli

Alessandro Pusceddu

Massimo Agostini

sabato 16 novembre 2019

Lutto nel Rito di York



Si è spento Mario Masillo, un compagno del Rito di York che si è fatto conoscere e apprezzare nei Capitoli, nei Concili e nelle Commende Templari, rivestendo anche incarichi nazionali di una certa importanza. Alla famiglia la vicinanza delle giunte del Gran Capitolo, del Gran Concilio criptico e della Gran Commenda Templare, dei compagni tutti e della redazione del blog.

lunedì 11 novembre 2019

Il Rito di York a Milano. «Siamo fatti di studio. Ma anche di cuori»

Da sn: Pusceddu, Pignatelli, Bilotta, Cascio, Delli Santi, Agostini

Lo stato di salute di un Rito lo leggi da tanti fattori, non solo dai numeri. La personalità innanzitutto. Quella eredità raccolta dal lavoro degli ultimi sette anni, quando il Rito di York ha accellerato su un percorso indennitario che prima era un po' sbiadito. Una voglia di chiarirsi e di mettere a fuoco la sua natura 'sapienziale', la sua vocazione cabalistica, la sua natura di luogo privilegiato dello studio, dell'approfondimento. Ma sarebbe ancora poco. Sarebbe accademia. Lo stato di salute di un Rito si dà soprattutto nei cuori, nell'entusiasmo. Quasi lo si versasse, come ha evidenziato nelle sue conclusioni Massimo Agostini, Gran Commendatore dei Cavalieri Templari d'Italia. La voglia, cioè, di incontrarsi, di stare insieme, di restare uniti, compatti, nonostante le difficoltà, nonostante la pioggia. E allora sì, si può dire che lo York, per numeri, per voglia di fare, per cuori, sta messo veramente bene.

Milano è stata una verifica. La riunione dei Corpi Appendant ha acceso gli entusiasmi. Nel pomeriggio di sabato l'atteso viaggio multisensoriale all'interno del Tempio, introdotto dai saluti istituzionali di Domenico Bilotta, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale e di Alessandro Pusceddu, Gran Maestro f.f. dei Massoni Criptici e condotto da Mauro Cascio, Luca Delli Santi e Federico Pignatelli. Un modo originale per presentare l'anima iniziatica e la forma culturale. Ma tante iniziative sono in programma.

mercoledì 3 luglio 2019

Rito di York. Templar Pride a Milano con Massimo Agostini

di Edoardo Cavallé

Massimo Agostini


Presso la Casa Massonica di Milano alla graditissima presenza del Gran Commendatore Cav. M. Agostini e dei membri di Giunta Cav. D. Ruffa, Cav. T. Casellino, Cav. E. Cavallé, l'Eminente Commendatore della Commenda n°1 Carroccio Cav. R. Scarrica ha conferito a 5 Compagni il Grado dell'Illustre Ordine della Croce Rossa e di Cavaliere di Malta. Con ben 4 Templi a disposizione e con gli abiti rituali del 1964 l'intera ritualità si è suggestivamente svolta durante tutto l'arco della giornata e pomeriggio. L'Eminente Gran Commendatore ha presentato alla Commenda e Cavalieri presenti, il programma di inizio del Suo mandato, volto a valorizzare i successi sin qui ottenuti ed a stabilizzarli cercando di motivare maggiormente i Cavalieri dell'intero Rito di York della Comunione in futuri momenti di incontri rituali e di conferimento del'ultimo Grado, di Cavalieri Templari, raggruppando in fraterna amicizia più Commende.
Sono stati particolarmente evidenziati del rituale dei primi due Gradi l'importanza di trovarsi Cavalieri, forti delle basi acquisite delle Virtu Teologali e Cardinali, in Libertà, sotto il comune stendardo della Verità parimenti sostenuta dalla Giustizia Umana e Divina. Solo con questi principi e difendendoli si potrà giungere alla Vera Pace ed essere portatori e difensori della Pace. Questo darà senso al raggiungimento ascetico della vita dall' Alpha all'Omega simbolo dell'Apocalisse ossia del cambiamento e transmutazione che ogni Cavaliere divenuto Templare potrà agognare.
Una grande Agape goliardica e Fraterna ha fatto da cornice ai Lavori. L'Eminente Gran Commendatore si è impegnato a partecipare nell'Autunno prossimo al conferimento dell'Ordine Templare.




lunedì 24 giugno 2019

Il Sommo Sacerdote Domenico Bilotta: «Gli iniziati nel Rito di York incontrano il loro futuro»



«Se la felicità diventa duratura allora chiamiamola tranquillità. Così, per “abitare le parole” Nunzio Galantino sul Sole24Ore qualche giorno fa. E la tranquillità è quella dell’iniziato. Non dobbiamo pensare a una generica calma, una conquista per cui non valga la pena impegnarsi. La conoscenza può portare alla tranquillità, non alla felicità. La felicità ha una durata limitata ed è “strettamente legata a un evento percepito come positivo e fantasioso per la propria vita”. La tranquillità no. È qualcosa che esonda il contingente e il particolare. Va oltre. Non è la meta. Ma il cammino che alla meta conduce. Chi è tranquillo sa di non essere arrivato. Ho visto tanti nuovi Maestri dell’Arco Reale sorridenti, sereni, tranquilli appunto. Sono consapevoli, per citare Hawthorne, che “la felicità è come una farfalla: se la insegui non riesci mai a prenderla, ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te”. Gli iniziati sono qui ad incontrare il loro futuro. La magia della Massoneria sta proprio in questa tranquillità, in questa certezza che non può andar via». Sono parole di Domenico Bilotta, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell’Arco Reale.

martedì 18 giugno 2019

Ebraismo e Massoneria. Il Rito di York incontra il Rabbino Capo di Trieste


Il Rito di York a Firenze. Il Sommo Sacerdote Domenico Bilotta: «La nostra è la via dell'armonia e della lealtà»

Il Sommo Sacerdote Domenico Bilotta

Alla presenza del Sommo Sacerdote, Domenico Bilotta, sabato 15 giugno nella storica fonderia del compagno Omero alle porte di Firenze si è svolta la elevazione a compagno Maestro dell’Arco Reale di quatto fratelli. L’ appuntamento annuale in questa location unica e suggestiva del capitolo Lando Conti di Firenze, coinvolge tutti i capitoli toscani che erano presenti anche questo anno con i compagni di Lucca, Piombino, e Siena. Il Sommo Sacerdote nel porgere il saluto ha rimarcato che “completando questo percorso iniziatico con il grado di Maestro massone dell’Arco Reale si chiude un processo di unione del percorso del tanto in basso quanto in alto che aveva visto il massone attraversare le colonne ( la via spirituale e la via materiale)  in un spazio che poteva essere unito per dare completamento alla conoscenza solo attraverso un arco e la pietra di volta suggellando nella scoperta dell’Arca i segreti della sapienzalità gnostica che fanno della massoneria del Rito di York la via di completamento spirituale dell’iniziato. La gioia che ha caratterizzato l’incontro è il miglior viatico per tutti noi a proseguire sulla strada della armonia e della lealtà che è la caratteristica peculiare del Rito di York che costruisce uomini maestri per una comunione, il Grande Oriente d’Italia, di cui siamo orgogliosamente parte».

lunedì 17 giugno 2019

Tiziano Busca: «È fatto di errori il progresso dell'uomo. La Massoneria è custode di verità non date»



«La Massoneria è la strada dell'errore. Non nel senso che si sbaglia, ma nel senso che non esiste una verità ultima e definitiva da mettere in tasca. Così la Massoneria è la ricerca. La Verità non sta all'inizio del viaggio. Sta alla fine». Lo ha detto Tiziano Busca a La Spezia, in occasione della presentazione de La Massoneria parla all'uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle organizzata dal Capitolo Apro Lunense del Rito di York, con il suo Gran Sacerdote Mario Bertocchi e Angelo 'Ciccio' Delsanto, da anni instancabile motore culturale.
Il filosofo Mauro Cascio è tornato sul doloroso paradosso della Massoneria. Quello di avere una storia che ha scritto le pagine migliori della nostra cultura, e di non avere riconoscimenti dal mainstream. Eppure nessuno può negare che nella formazione del suo patrimonio ideale ha concorso un Lessing, un Voltaire, tutto l'idealismo tedesco da Fichte ad Hegel, personaggi come Mozart, Goethe, Victor Hugo e poi le democrazie occidentali, diciassette presidenti degli Stati Uniti sono stati massoni, il Risorgimento Italiano, con Garibaldi, i mazziniani, Ernesto Nathan, cinque presidenti del Consiglio, i repubblicani che hanno scritto la Costituzione, Meuccio Reini, Giovanni Conti, Ugo della Seta... e persino Paolo Paschetto, massone, che ha disegnato il simbolo della nostra Repubblica.
I lavori sono stati condotti da Alessia Canaccini, che ha sorpreso tutti, pubblico e relatori, per la puntualità delle sue osservazioni e per la profondità analitica delle sue letture. Le conclusioni sono state affidate a Claudio Palandrani.