Visualizzazione post con etichetta Antimassoneria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antimassoneria. Mostra tutti i post

martedì 26 novembre 2019

Massoneria. Precisazione della Commissione Antimafia



Nei giorni scorsi, attraverso un comunicato diramato alle principali agenzie di stampa, il presidente della Commissione nazionale Antimafia, senatore Nicola Morra, ha voluto chiarire alcune sue recenti dichiarazioni relative al Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani.

Nel comunicato in questione si precisava che: “Il presidente Nicola Morra non ha inteso affermare che la Commissione Antimafia da lui presieduta ha accertato rapporti tra ‘Ndrangheta e Grande Oriente d’Italia (GOI), avendo egli voluto, piuttosto, riferirsi alle dichiarazioni rese da Giuliano Di Bernardo nel processo c.d. “‘ndrangheta stragista”, che afferivano fatti asseritamente risalenti al 1992, anno in cui egli era Gran Maestro, e non a periodi successivi e attuali.”

Di fronte a tali puntualizzazioni il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, ha espresso soddisfazione per la importante precisazione ispirata “dalla non comune onestà intellettuale del Presidente della Commissione Antimafia”.

Il Gran Maestro del GOI riguardo alla vicenda aggiunge che: “in merito alle dichiarazioni de relato riferite dal Di Bernardo – a detta del quale il compianto Ettore Loizzo avrebbe affermato nel lontano 1993 che in Calabria 28 logge su 32 erano controllate dalla ‘ndrangheta ed alle quali aveva inteso riferirsi il Presidente Nicola Morra – si precisa che le contestazioni da me espresse mediaticamente avverso la capziosità e strumentalità temporale di dette dichiarazioni accusatorie del Di Bernardo sono state oggetto di querela da parte di quest’ultimo e che, all’esito delle indagini preliminari del relativo procedimento penale che mi ha visto indagato per diffamazione pluriaggravata, il pubblico ministero dottor Francesco Dall’Olio ha emesso la richiesta di archiviazione viste “le argomentazioni fornite dall’indagato in sede di interrogatorio a seguito di avviso ex art. 415 bis c.p.p. e della produzione di articolata memoria difensiva” dalla quale è possibile desumere la insussistenza degli elementi costitutivi del reato di cui alla rubrica apparendo rispettati i canoni della verità, rilevanza e continenza delle dichiarazioni dell’indagato”.

La storia insegna che i pregiudizi sono alimentati da ignoranza e maldicenza, ma per “il Grande Oriente d’Italia – conclude il Gran Maestro Bisi – questi ultimi importanti eventi dei quali ho appena riferito hanno avviato quel percorso che, restituendo alla Storia la verità dei fatti, cancellerà definitivamente ogni pregiudizio in danno del Grande Oriente d’Italia”.

martedì 1 ottobre 2019

In ricordo di Giovanni Becciolini, vittima del Fascismo



Il Grande Oriente d’Italia rende omaggio al Fratello martire Giovanni Becciolini, trucidato a Firenze nella notte del 3 ottobre 1925, tristemente nota come notte di San Bartolomeo, anche con un convegno che si terrà a Ravenna l’8 ottobre nella Sala Muratori della Biblioteca Classense (Via Alfredo Baccarini, 3) alle ore 16, al quale parteciperà il Gran Maestro Stefano Bisi.

A ricordare la figura di Becciolini e a ricostruire il clima di terrore e le atroci persecuzioni perpetrate nei confronti dei liberi muratori dalle camicie nere saranno lo storico Giovanni Greco, il professore Moreno Neri e il professore Massimo Andretta. Modera il presidente circoscrizionale dell’Emilia Romagna, Mario Martelli.

In quel drammatico autunno il fascismo, superata la crisi seguita al delitto Matteotti, assestò “un colpo mortale e definitivo” alla Massoneria italiana, per la posizione che aveva assunto sempre più netta e decisa contro il governo Mussolini.

Le sue logge, i suoi membri furono oggetto di violenze e aggressioni inaudite, di particolare ferocia in Toscana per i sospetti che il regime nutriva sui legami degli uomini del Grande Oriente con “Non Mollare”, il giornale di Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Carlo e Nello Rosselli. “La Massoneria deve essere distrutta e a questo fine tutti i mezzi sono buoni: dal manganello al revolver, dai vetri infranti al fuoco purificatore”: era l’invito lanciato il 3 ottobre dalla testata “Battaglie Fasciste”. Quella notte, in un crescendo parossistico di violenza omicida vennero aggrediti tanti liberi muratori.

In difesa di un anziano maestro venerabile intervenne un giovane e coraggioso ferroviere repubblicano, anche lui massone, Giovanni Becciolini, appunto, che, accusato della morte di uno degli aggressori fascisti, fu picchiato e seviziato e infine ucciso a colpi di pistola. Becciolini, durante la Gran Loggia 2015 è stato nominato Gran Maestro Onorario alla memoria.

Fonte

lunedì 30 settembre 2019

Per non dimenticare. Oggi l'anniversario delle leggi di Norimberga


di Antonino Zarcone



Il 30 settembre 1935, entrano in vigore le leggi di Norimberga approvate il 15 dello stesso mese dal Reichstag del Partito Nazionalsocialista, convocato a Norimberga in occasione del 7º Raduno (am Reichsparteitag der Freiheit).
Le leggi comprendono:
la "legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco";
la "legge sulla cittadinanza del Reich";
la "legge sulla bandiera del Reich".
Le leggi saranno annullate il 20 settembre 1945 dalla Legge n. 1 della Commissione alleata di controllo.

LEGGE SULLA CITTADINANZA TEDESCA

15 Settembre 1935

Il Parlamento del Reich ha approvato all'unanimità la seguente legge:

Articolo I

1. Cittadino dello Stato è quella persona che gode della protezione del Reich Tedesco e che in conseguenza di ciò ha specifici doveri verso di esso.

2. Lo status di cittadino del Reich viene acquisito secondo le norme stabilite dai Decreti del Reich e dalla Legge sulla Cittadinanza dello Stato.

Articolo II

1. Cittadino del Reich può essere solo colui che abbia sangue tedesco o affine e che dimostri, attraverso il suo comportamento, il desiderio di voler servire fedelmente il Reich e il popolo tedesco.

2. Il diritto alla Cittadinanza viene acquisito attraverso la concessione di un Certificato di Cittadinanaza del Reich.

3. Solo un cittadino del Reich gode di tutti i diritti politici stabiliti dalla Legge.

Articolo III

Il Ministro degli Interni del Reich, di concerto con il Vice Führer, emanerà le ordinanze e i provvedimenti amministrativi necessari ad integrare ed attuare questa legge.

Norimberga, 15 Settembre 1935

La Legge entrerà in vigore il 30 Settembre 1935.

Il Führer cancelliere del Reich
Adolf Hitler

Il Ministro degli Interni del Reich
Wilhelm Frick

Reichsgesetzblatt, 1, 1935, p. 1146. LEGGE PER LA PROTEZIONE DEL SANGUE E DELL'ONORE TEDESCO

15 Settembre 1935

Il Reichstag fermamente convinto che la purezza del sangue tedesco sia essenziale per il futuro del popolo tedesco e ispirato dalla inflessibile volontà di salvaguardare il futuro della nazione Germanica, ha unanimemente deciso l'emanazione della seguente legge:
Articolo I

1. I matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibiti. I matrimoni contratti in violazione della presente legge sono nulli anche se per eludere questa legge venissero contratti all'estero.

2. Le procedure legali per l'annullamento possono essere iniziate soltanto dalla Procura di Stato.

Articolo II
Le relazioni extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini sono proibite.

Articolo III
Agli ebrei non è consentito impiegare come domestiche donne di sangue tedesco o affini di età inferiore ai 45 anni.

Articolo IV
1. Agli ebrei è vietato esporre la bandiera nazionale del Reich o i suoi colori.

2. Agli ebrei è consentita l'esposizione dei colori giudaici. L'esercizio di questo diritto è tutelato dallo Stato.

Articolo V
1. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo I sarà condannato ai lavori forzati.

2. Chiunque violi il divieto previsto dall'Articolo II sarà condannato al carcere o ai lavori forzati.

3. Chiunque violi i divieti previsti dall'Articolo III e dall'Articolo IV sarà punito con un anno di carcere o con una ammenda, oppure con entrambe le sanzioni.

Articolo VI
Il Ministro degli Interni del Reich, in accordo con il Vice Führer e il Ministro della Giustizia del Reich, emaneranno i regolamenti e le procedure amministrative necessarie per l'applicazione della legge.

Articolo VII
La legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua promulgazione ad eccezione dell'Articolo III che avrà effetto entro e non oltre il 1° Gennaio 1936.

Il Fuehrer e Cancelliere del Reich: Adolph Hitler
Il Ministro degli Interni del Reich: Wilhelm Frick
Il Ministro della Giustizia del Reich: Dr. Gürtner
Il Vice Fuehrer: Rudolf Hess

Reichsgesetzblatt, 1, 1935, pp. 1146-1147.

martedì 17 settembre 2019

Anche Dado contro la Massoneria



Una ecologia del linguaggio, per restituire al termine Massoneria il prestigio della sua storia e della sua tradizione. Certo, non bastano libri e conferenze, quando puoi la cultura popolare lo ha ormai adottato nella sua specifica e 'indeterminata' accezione negativa. L'ultimo caso è quello di Dado, la canzone in realtà è dell'anno scorso, ma gli ultimi avvenimenti politici, il governo giallo-rosso, la scissione di Renzi, le hanno ridato visibilità. Dado, al secolo Gabriele Pellegrini, è un comico che mette in musica, utilizzando brani famosi, le notizie di attualità. Un qualunquismo pungente. Nel 4 marzo di Dalla c' è un riferimento alla Massoneria. Dopo averle cantate a Berlusconi e Renzi, arriva Luigi Di Maio, che resiste "tra massoni e rimborsi gonfiati".

lunedì 16 settembre 2019

Torna il complotto giudaico-massonico



«In un recente post pubblicato su Facebook viene rilanciata una fake news storica: quella del complotto giudaico-massonico. Il palazzo di Montecitorio a Roma sarebbe infatti nelle mani del "potere ebraico sionista". Le prove sarebbero in un paio di immagini dove si vede il candelabro della tradizione ebraica (Menorah) esibito in una loggia massonica di cui non è specificata la provenienza, lasciando intendere ai più distratti che potrebbe trattarsi di un rito avvenuto nel Palazzo». In realtà la foto è stata presa proprio dal nostro blog. Si tratta della presentazione di un libro a Palermo, qualche anno fa. Provvedo un sito di fact-checking, Open, a smascherare la bufala.

Leggi tutto l'articolo

mercoledì 11 settembre 2019

Cristofolo Cristofoli, l'Inquisitore che diede battaglia alla Massoneria

Illustrazione di Matteo Bergamelli

Risoluto, incorruttibile, temuto, inesorabile. Non fosse altro che per il fatto di essere stato uno degli ultimi “Fanti dei Cai”, emissario degli Inquisitori di Stato sul volgere della fine della Serenissima, Cristofolo Cristofoli è più ricordato di altri nelle cronache. Ma non è solo per questo: nel suo essere uno sbirro perfetto, non ha lasciato traccia di sé e noi oggi dobbiamo immaginarne i tratti del volto, che allora era segnale di guai all'orizzonte al solo comparire. Leggendaria è rimasta la sua lotta, in nome dello Stato, alla massoneria (che allora contava tra le sue fila moltissimi veneziani, nobili e non nobili, inclusi Carlo Goldoni e Giacomo Casanova): finalità dei massoni era la costruzione del “tempio ideale”, l’uomo nuovo che doveva andare oltre i vecchiumi e l’ereditarietà delle classi nobiliari, seguendo le idee che l'epoca dei lumi da tempo propugnava; un pericolo da sradicare.

FONTE

lunedì 15 luglio 2019

Morra e le calunnie in libertà. Sgarbi difende la Massoneria

di Mauro Cascio



Ora, che la Massoneria non sia più degna della sua storia e della sua tradizione è un dato di fatto. Oggi, diciamo meglio, non è in grado di essere il laboratorio che è stato, la palestra di Bildung conoscitivo, importante (e a tratti fondamentale) luogo di formazione pre-ideologica e valoriale. Vale per molte cose, e anche per la nostra cultura. In Italia abbiamo avuto il Rinascimento, Pico Della Mirandola, Marsilio Ficino. Oggi abbiamo Saviano.

Però il rispetto, quello alla Massoneria bisognerebbe concederlo. Oggi che non ha più nemmeno la forza di pretenderlo. La Massoneria è figlia dell’Illuminismo (ne ha definito cuore e sostanza Lessing: l’autore di Nathan Il Saggio ha anche scritto i Dialoghi massonici), del massone Voltaire. Per i suoi principi di Tolleranza ha combattuto la chiesa cattolica e gli assolutismi tutti. Ha informato di sé l’idealismo tedesco, Fichte (l’autore di Filosofia massonica), Schelling, Hegel (che al ruolo della Massoneria nella storia della Conoscenza dedicherà l’introduzione a un manoscritto del 1820 che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere una Introduzione alla Storia della Filosofia). La Massoneria ha innamorato Goethe e Mozart (più della metà della sua produzione musicale è dedicata ai Fratelli…). La storia della Massoneria è legata alla storia della modernità, alla Rivoluzione Francese, alla Rivoluzione Americana. Cioè alla nascita delle democrazie. Sempre alternativa a Vaticano, fascismi, comunismi.

E in Italia il Risorgimento. Carlo Cattaneo e Aurelio Saffi. Giuseppe Garibaldi fu il primo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Con lui tantissimi mazziniani nel primo novecento, e il più amato di tutti, Ernesto Nathan, anch’egli a capo della Massoneria. E poi cinque presidenti del consiglio e il milieu culturale. Non la Littizzetto o Beppe Grillo. Ma Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo. Sciolta dal Fascismo perché “democratica” e complice delle democrazie straniere (difesa in parlamento dal solo Antonio Gramsci), i massoni contribuiscono a scrivere la Costituzione. Nell’Assemblea ci sono, tra gli altri, Meuccio Reini, Giovanni Conti, Ugo della Seta. Non solo abbiamo un inno nazionale composto da un massone (Goffredo Mameli), ma persino il simbolo della Repubblica è stato disegnato da un massone, Paolo Paschetto.

C’erano una volta le teorie del complotto. Quello ‘giudaico-massonico per la conquista del mondo. Una sotto-letteratura per analfabeti che si è autoalimentata per anni, e che ha trovato nei social, aggiornandosi, un terreno adatto. Non ci sono più i cimiteri, ma le banche, i gruppi di potere, Bildenberg. Si è sviluppata anche una saggistica fantasiosa rivolta allo stesso pubblico delle scie chimiche, dei cerchi del grano e dell’esoterismo da operetta o da erboristeria, con le correnti telluriche e le campanelle tibetane. E fin qui.

Solo che da qualche anno la Massoneria fa i conti con la calunnia e il sospetto. Sarà un caso, ma sono gli eredi storici dei suoi nemici di sempre a farsene portatori, ma tant’è. L’idea è quella di una contiguità con ambienti mafiosi. Suggerita e mai provata.

Guarda la difesa di Vittorio Sgarbi

martedì 9 luglio 2019

Dare del massone non può ritenersi un’offesa alla reputazione. La sentenza



Dare del massone non può ritenersi un’offesa alla reputazione. Così ha stabilito, ribadendo tra l’altro pronunciamenti della Cassazione, il giudice onorario di tribunale Antonio Converti nell’assolvere perché il fatto non sussiste lo storico e scrittore teramano Elso Simone Serpentini. Quest’ultimo nella sua rubrica “Noterelle massoniche” sul blog “I due punti” aveva pubblicato una lettera in cui un terzo definiva massone Diego Beltrutti, noto medico italiano. Per questo Serpentini era finito a processo con l’accusa di diffamazione dopo la denuncia presentata dallo stesso Beltrutti.
Nelle certosine motivazioni, che traggono linfa dalle sentenze della Suprema Corte, così ha scritto Converti: «In Italia l’associazione alla massoneria, se ed in quanto risponda al dettato costituzionale e legislativo, è libera. Pertanto l’attribuzione della qualifica di massone non implica di per sè alcun discredito alla persona». Per l’avvocato Tommaso Navarra, legale di Serpentini in questo procedimento, «si tratta di un caso di rilievo sia per le persone coinvolte sia per la tematica attenzionata. Il mio assistito si è limitato, con adeguata continenza verbale e piena aderenza alla verità storica dei fatti, a rappresentare circostanze di pubblico interesse».

Leggi tutto l'articolo (da Il Centro)

martedì 11 giugno 2019

Roberto Perotti oggi su Repubblica: «Sembra incredibile, ma ancora si crede al complotto pluto-giudaico-massonico»

Roberto Perotti


Roberto Perotti oggi su Repubblica si interroga sui miniBOT. «I più avveduti tra i loro fautori sanno benissimo che essi non risolveranno i problemi dell’Italia, ma serviranno ad uno scopo ben diverso: “preparare il terreno” a un’uscita dall’euro. Qui si capisce perché nella mozione approvata dal Parlamento sia stata infilata la condizione apparentemente innocua che i minibot devono essere di “piccolo taglio”. Quando mai si è visto un debito dello Stato
verso un fornitore di 5 o 10 euro? Il motivo è molto sottile: oggi facciamo circolare dei pezzi di carta rigorosamente in italiano con le effigi di Michelangelo e Verdi: ammesso che siano di piccolo taglio e quindi li vedano in tanti, la gente si abitua psicologicamente a qualcosa di molto simile a una moneta italiana. Come tutti i movimenti estremisti che vanno al governo, inizialmente l’ordine di scuderia è “moderare i toni”, “apparire governativi”. E come sempre gli avversari si fanno ingannare dalla “trasformazione moderata” degli estremisti. Ma è un errore: vasti strati della classe dirigente della Lega, inclusi molti assai ascoltati da Salvini, sono ferocemente, violentemente, irrimediabilmente anti-euro ed anti-Europa (il tutto condito in moltissimi casi, e per quanto possa sembrare incredibile al giorno d’oggi, con dosi da cavallo di teorie del complotto pluto-giudaico-massoniche). Non illudiamoci e non facciamoci ingannare: questo è il loro scopo ultimo, e questo stanno perseguendo; tanto più se, come è ormai certo, faranno prima o poi un governo con Fratelli d’Italia»

lunedì 10 giugno 2019

«Combattiamo i massoni». Amadeo Bordiga contro la Massoneria: «La democrazia come antidoto alla lotta di classe»

di Michele Leone



Combattiamo i Massoni, sembra una delle tante affermazioni che possiamo leggere su un quotidiano o trovare sul web, eppure, questa specifica affermazione, Combattiamo i Massoni, è di Amadeo Bordiga ed è del 1912.

Le parole troppo spesso dette a casaccio tanto contro la Massoneria quando in difesa della stessa, mi hanno portato ad interrogarmi ed ho scoperto la mia ignoranza sulle cause dell’anti-massoneria. Parlo volutamente di cause, perché spesso gli atteggiamenti che oggi si riscontrano nella avversione alla Massoneria sono atteggiamenti derivanti da una particolare mentalità, sono effetti, ma quello che va indagato è ciò che è all’origine. Solo andando all’origine e ripercorrendo la storia si potrà avere un punto di vista sufficientemente chiaro. Si potrebbe dire che questa è una questione marginale e che non ha a che fare con l’esoterismo. Non può essere marginale un problema che coinvolge molte migliaia di persone, un problema culturale che coinvolge un intero Stato; non è detto che non abbia a che fare con l’esoterismo, soprattutto, se questo ha a che fare con il mutamento delle coscienze.

Il problema delle origini e dello sviluppo dell’anti-massoneria [...] non può per certo essere affrontato in un unico post, ma una collezione di articoli sull’argomento, potranno, spero, contribuire ad avere punti di vista più ampi ed utili delle semplificazioni nelle quali troppo spesso ci si infila, indipendentemente dallo schieramento che si è scelto come proprio. [...] Non partirò dal 1738 e non seguirò obbligatoriamente uno sviluppo cronologico del problema, ma, piuttosto, il filo dei miei pensieri e riflessioni. Spero che quanto sia utile per, possa esserlo anche per te. Ora lascio la parola a Bordiga ed al suo Combattiamo i Massoni:

«È invalsa la pessima abitudine di alzare le spalle quando si sente questa parola e di tacciare di esagerazione quei compagni che richiamino l’attenzione sulla questione massonica talvolta sotto lo specioso pretesto che si fa in tal modo il gioco della massoneria facendone la réclame e dipingendola più grossa che non sia realmente.

C’è bisogno di ripetere che la réclame non può giovare ad una associazione segreta, o quasi, e che è meglio avere di fronte cento avversari aperti e palesi che dieci nascosti e traditori? Non credo: io credo invece che il nostro silenzio e la nostra quasi indifferenza per tale questione sarà di fronte alla storia la vergogna più grande del presente movimento rivoluzionario.

La Massoneria va ora intensificando la sua propaganda tra i giovani e anche tra le donne. Gli organizzatori operai in modo particolare sono con ogni mezzo attirati nelle logge, quelli che sanno resistere sono avversati e assaliti coll’arma della calunnia in modo da piegarli o annientarli ben presto. L’azione della trista consorteria si va affermando nel Mezzogiorno d’Italia dove tenta di creare quella democrazia che non esiste perché possa compiere in un vicinissimo domani la sua azione di antidoto alla lotta di classe.

Di fronte a questo noi giovani socialisti che ci facciamo un programma dell’indipendenza teorica e politica da tutte le concezioni e le manovre della società presente, dobbiamo stare in guardia, anzi attaccare direttamente il nemico che ci minaccia. Attaccarlo nel campo teorico, svelando la nullità del suo contenuto ideale e la contraddizione profonda coll’ideologia rivoluzionaria, e soprattutto nel campo tattico scoprendone per quanto ci è possibile le mosse, rivelandone i metodi e i sistemi, costringendolo con attacchi violenti ed espliciti ad uscire da quel silenzio che è la sua forza, come è stata la forza di tutte le sette che si sono mosse attraverso il cammino dell’umanità malcontenta verso le migliori forme sociali.

Un’altra leggenda c’è da sfatare: la nobiltà delle tradizioni massoniche, e le benemerenze della massoneria nelle conquiste storiche per l’indipendenza nazionale e per la libertà del pensiero. Senza neanche sfiorare il campo vastissimo in cui una critica storica disinteressata dovrebbe addentrarsi per sfrondare molte vanterie senza fondamento, possiamo osservare come noi socialisti, pur riconoscendo la necessità storica delle fasi in cui si svolsero quelle conquiste, dobbiamo negare il valore educativo della loro esaltazione attuale, che viene fatta dalla borghesia per dare al popolo l’illusione di essere libero mentre in realtà divengono più ferree le catene della sua schiavitù economica.

Possiamo quindi infischiarci del passato della Massoneria. C’è una cosa che ci separa nettamente da tutte le idee stolte borghesi: noi non educhiamo il popolo nelle visioni di un passato ciarlatanescamente falsato dall’eloquenza democratica che vive di plagio continuo ai manualetti di storia e di letteratura da cinquanta centesimi e idealizzato a comodo modello del presente; ma cerchiamo di dare alla massa le fonti vive della sua auto-educazione nella visione netta di ciò che sono le sue condizioni di oggi e di ciò che potranno essere quelle di un domani di emancipazione, nella visione di una società che non ha la sua falsariga nel quadretto di nessuna città tradizionale del buon tempo antico,  e neanche nelle fantasie degli utopisti, ma che vive oggi nella coscienza sicura che la massa dei calpestati acquista della sua forza e dei suoi logici ineluttabili destini.

Tutto il ciarpame dei luoghi comuni patriottici e democratici noi lo buttiamo via senz’altro dalla nostra coltura modesta di propagandisti di un’idea che vive non del passato ma dell’avvenire.

Ritornando all’argomento non voglio dilungarmi sulle incompatibilità teoriche tra l’idea socialista e l’idea massonica. L’ideale massonico non esiste: l’associazione ha degli statuti, forse un programma, non certo dei principi. Il vuoto frasario anticlericale corrisponde non ad un contenuto teoretico e filosofico, ma ad una balorda conciliazione di idee opposte e cozzanti nello sciocco tentativo di accarezzare l’anarcoide e l’uomo d’ordine nel medesimo tempo.

Non ci sono troppe incompatibilità morali, o meglio di valore educativo.  La concezione nostra del socialismo è quella che vede in ogni aspetto e in ogni momento dell’azione la preparazione educativa degli uomini alla trasformazione sociale che vorrebbe fare del partito socialista un ambiente storicamente staccato dalla società attuale – poiché mira a cambiarne le basi fondamentali –  un focolare inesauribile di educazione rivoluzionaria.

Ogni socialista per educare se stesso e i compagni dovrebbe vivere intellettualmente di tutto questo e tutti gli altri suoi rapporti colla società attuale devono essere sotto forma di lotta e di contrasto stridente di interessi e di tendenze con essa.

Chi è socialista non può quindi dare la sua attività e neanche la sua partecipazione platonica ad una solidarietà di ambiente che non sia quella del socialismo.

Chi non è con noi è contro di noi. Mi aspetto il luogo comune. Settarismo? Ah no! Chi lo dice non ragiona e non sente da socialista. E dopo tutto c’è qualcosa di peggio del settarismo di cui ci incolpate: è il settarismo in partita doppia, il settarismo a due facce: la faccia da socialista e la faccia da massone!»

Amadeo Bordiga. L’Avanguardia, a. VI, n. 252, 28 luglio 1912



È impossibile in questa sede commentare passo a passo le parole di Bordiga espresse in Combattiamo i Massoni, ma è da ricordare seppur superficialmente il contesto. Il primo Novecento vede un acceso dibattito all’interno del Partito Socialista sulla possibilità per un socialista di essere massone. È appena il caso di ricordare che il problema venne posto la prima volta a Bologna nel 1904, ripreso con maggior vigore nel congresso di Milano del ’10 – in questo congresso il problema venne messo da parte con l’intervento di Filippo Turati – e dello stesso anno il libello di Vannuzzi – (a breve riedito per i tipi di Mondi Velati Editore) Socialismo e Massoneria, note di un Socialista massone – e di come nel congresso di Ancona del 1914 la mozione Zibordi che prevedeva l’incompatibilità tra tessera di partito e massoneria ricevesse oltre i sette decimi di voti favorevoli. Sono da segnalare, in questo congresso, gli interventi di due uomini: Amaedo Bordiga e Benito Mussolini. Entrambi nel breve fondatori di due partiti: quello comunista e quello fascista.

FONTE

giovedì 30 maggio 2019

Massoneria e Massofobia: Dario Vergassola incontra Stefano Bisi

Dario Vergassola

Dario Vergassola incontra il Gran Maestro Stefano Bisi il 4 giugno prossimo, ore 17 e 30,  alla Spezia, presso il Centro Salvador Allende in Viale Mazzini, per parlare di Massoneria in occasione della presentazione del libro “Massofobia” (Tipheret Edizioni), nel quale il Gm ha raccontato gli attacchi subiti dalla Commissione Antimafia del precedente governo. Introdurrà Angelo “Ciccio“ Del Santo.

«L’ignoranza – si legge nel comunicato di annuncio dell’evento- è la madre dei pregiudizi e i pregiudizi sono l’anticamera di ottuse dittature. Uno dei pregiudizi più diffusi nel nostro paese è quello di considerare la Massoneria come un occulto centro di potere e come una segreta congrega di persone che tramano contro la democrazia. Mai nulla di più falso si può pensare, la Massoneria nel mondo e, in particolare, in Italia è sempre stata portatrice di sani principi democratici, culturali e fra i suoi membri si sono contraddistinti personaggi che sono stati determinanti per l’affermazione di ideali di Libertà, di Giustizia e di Democrazia».

«Già l’ottusità criminale del fascismo – viene ricordato- provò a privare i Massoni del loro diritto di esistere e di riunirsi liberamente e uno dei più grandi combattenti per la Libertà, Antonio Gramsci, levò in parlamento la sua voce e la sua possente personalità per difendere la Massoneria da una legge fascista che era liberticida, come liberticida era ed è il fascismo nella sua totalità. Gramsci non fu mai massone ma comprese che dietro quella legge si nascondeva l’insidiosa ingerenza della dittatura nel poter interferire verso e contro le libere associazioni e contro la Democrazia tutta”. “Oggi qualcuno – prosegue la nota- vuole riportare alla ribalta l’idea di proibire alla Massoneria la sua esistenza, e anche oggi dietro la legge “Fava” (dal nome del primo firmatario) si nasconde la antidemocratica intenzione di impedire alle libere associazioni di riunirsi e di portare democraticamente nella società istanze sociali e culturali che possono solo sviluppare proficui e costruttivi momenti di discussione nel tessuto sociale di una nazione».

Fonte: GOI

lunedì 29 aprile 2019

Il paralogismo della Massoneria secondo Augusto Comba

di Augusto Comba*



Ricordate cos'è il 'paralogismo'? È un sillogismo falsato dal doppio significato che può assumere il termine medio. Ad esempio: "l'aria è un pezzo di musica vocale; l'atmosfera è composta di aria; quindi l'atmosfera è composta di un pezzo di musica vocale" In altre parole, la formazione di un paralogismo può essere determinata dal duplice significato, dall'ambiguità del termine su cui si forma il ragionamento.
In Italia la mancanza di una legge sulle associazioni fa sì che l'espressione 'massoneria' risulti [...] gravemente ambigua. E anche l'espressione 'massoneria deviata', che è stata coniata negli anni scorsi per ovviare all'inconveniente, aumenta la confusione. Perché, ad esempio, un gruppo di 'consigliori' che assume per i suoi fini le mentite spoglie di una loggia massonica, non è deviato per niente: segue puntualmente la via del mal fare in ragione della quale si è costituito.
D'altra parte la mancanza della legge suddetta non consente a giuristi e magistrati di chiamare altrimenti la 'Massoneria' quella ingannevole sommatoria di gruppi diversi – e, secondo criteri essenziali, quali la legittimità, la storicità, l'osservanza dei principi di garanzia morale, del tutto opposti – di cui si è detto.
Quindi l'uso del [...] 'paralogismo' è tanto più inevitabile e, diciamo, obbligatorio, quanto più il discorso dell'uomo di legge che tratta questioni attinenti la massoneria è rigoroso.

*docente di Storia del Risorgimento all'Università di Torino. Testo tratto da «Valdesi e Massoneria. Due minoranze a confronto», Claudiana, Torino 2000, pp. 154-155

lunedì 1 aprile 2019

La legge dell'Ars contro la Massoneria. Per la Ue è ricevibile il ricorso. «A rischio principio di libertà fondamentale»




«Ricevibile perché il suo oggetto rientra nell'ambito delle attività dell'Unione europea, conformemente al regolamento del Parlamento Europeo». Così la presidente della Commissione per le Petizioni dell'Ue, Cecilia Wikstrom, sulla petizione di un cittadino italiano contro la legge della Regione Siciliana che prevede "l'obbligo dichiarativo dei deputati dell'Ars, dei componenti della giunta e degli amministratori locali, in tema di affiliazione a logge massoniche o similari". Lo rende noto il legale del ricorrente, l'avvocato Salvo Ragusa del foro di Catania. La presidente della Commissione ha "ravvisato l'opportunità di sottoporre le questioni anche alla commissione del Parlamento europeo competente in materia", e ha deciso di trasmettere la petizione "alla commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni e a quella per la Cultura e l'istruzione per informazione".

Nel ricorso si contesta la violazione di articoli della Costituzione italiana, sul diritto inviolabile dell'uomo e sulla pari dignità sociale ed eguaglianza di fronte alla legge, e di diversi articoli della Carta dei diritti europei. In particolare, si legge nella petizione, "questa legge" regionale "va censurata" perché "sottintende finalità non espresse di controllo sull'individuo confliggenti con gli intangibili principi di libertà dello stesso" e "creerebbe delle liste di proscrizione", un "censimento lesivo della dignità" delle persone che, si sostiene, verrebbero "indicati al pubblico giudizio e sospetto".

FONTE

venerdì 22 marzo 2019

Il grande accusatore degli arrestati di ieri: «Nessuno intendeva riferirsi alla Massoneria ufficiale»

Antonio Fiumefreddo

Il giorno dopo dell'ennesimo attacco alla Massoneria. Non solo la Procura ha da subito precisato l'estraneità. Anche il grande accusatore degli arrestati di ieri, Antonio Fiumefreddo ha detto in un'intervista rilasciata a Giuseppe Criseo: «Nessuno intendeva riferirsi alla Massoneria ufficiale».

Leggi e ascolta tutta l'intervista (da Varese Press)

giovedì 21 marzo 2019

Massoneria. Nessuno degli arrestati fa parte del Grande Oriente d'Italia



In relazione all’operazione Artemisia che ha portato in Sicilia all’arresto per corruzione e altri reati di 27 persone tra i quali noti esponenti politici, il Grande Oriente d’Italia precisa che, fra le persone arrestate e indagate in seguito alle indagini della Procura di Trapani, non figura alcun membro dell’Ordine.

“Nessun iscritto all’Obbedienza massonica del Grande Oriente d’Italia – ha detto Il Gran Maestro Stefano Bisi –  è coinvolto in questa indagine. Ci rammarica notare come parte dell’opinione pubblica e della stampa continuino a bollare genericamente come Massoneria e come massonico lo sfondo in cui si sono perpetrati i fatti. Con la serenità che ci contraddistingue confermiamo che nessuno dei Fratelli iscritti al Grande Oriente d’Italia risulta indagato”.

Nell’indagine sarebbe emersa la costituzione e l’esistenza di una struttura segreta per la quale ad alcuni degli arrestati è stato contestato il reato di associazione a delinquere secreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione in violazione della Legge Anselmi. “Nel Grande Oriente d’Italia – come ho più volte ribadito a tutti i livelli  – non esistono logge coperte e iscritti la cui identità non sia nota” conclude il Gran Maestro.

.

lunedì 11 marzo 2019

I Gilet Gialli devastano un Tempio della Massoneria. È allarme populismo...



In tutti i populismi, e la Francia non fa eccezione, la Massoneria viene sbrigativamente rubricata alla voce Gruppo occulto di potere. Le teorie del complotto, alimentate da quello che è sempre stato un genere letterario ben spendibile in libreria e da un diffuso giornalismo sensazionalistico, ci restituiscono una Massoneria vicina ai poteri forti, all’Europa, e alle Banche, ignorando che spesso è volentieri la Massoneria non solo è ‘ideologicamente’ lontana dagli ambienti del Liberismo selvaggio, ma ci si è anche più volte schierata apertamente contro, in nome della giustizia sociale, cioè di quei valori di ‘uguaglianza’ e ‘fratellanza’ che ha da sempre nel suo Dna.
Ma il populismo non lo sa, perché spesso è impulsivo, ignorante e ‘di pancia’. Ha fame e rabbia, spesso a ragione, e colpisce dove può e dove capita. In Italia avviene con i 5Stelle che da tempo hanno ingaggiato con la Massoneria la solita battaglia fatta di discredito e di disinformazione (Giarrusso, Lannutti e Nicola Morra sono già tristemente famosi). In Francia i Gilet Gialli sono arrivati a devastare le Logge. Peccato che il Grande Oriente di Francia si sia persino ufficialmente schierato contro Macron.

Leggi qui tutto l'articolo

La posizione del Grande Oriente di Francia

martedì 5 marzo 2019

Mauro Mellini: «È grave che il Parlamento siciliano non si senta leso dalla norma contro la Massoneria»

di Mauro Mellini*

Mauro Mellini

Non ne avevo avuto notizia. La stampa poco e nulla ne aveva parlato. E ciò, anziché sminuire la rilevanza del fatto e della sua stupidità, la sua illiceità, fa di esso e di quanto ad esso si ricollega qualcosa di più grave.
È stata da una lettera che Enzo Pulvirenti ha indirizzato al Presidente della Repubblica (che non ha dato prova di coscienza dei propri doveri istituzionali non degnandolo di una risposta) di cui ho solo ora conosciuto il tenore, che ho appreso che, subito dopo l’insediamento del rinnovato Parlamento Regionale Siciliano, è stata rimessa a tutti i Deputati la richiesta di una dichiarazione circa la loro eventuale appartenenza alla Massoneria o altre “simili compagini”.
E non è meno grave il fatto e meno evidente il carattere discriminatorio, anzi, è invece tanto più grave perché il motivo di questa schedatura sarebbe rappresentata da un ipotetico legame tra Massoneria e Mafia. Anzitutto esso non è nuovo. E’ la ripetizione di quanto già compiuto dalla Regione Marche e poi dalla Regione Friuli Venezia-Giulia nei confronti dei propri dipendenti. Provvedimento che la Corte Costituzionale, investita della questione della loro legittimità, aveva dichiarato incostituzionali.
Dunque: “Perseverare diabolicum”.
Qualche dipendente di ognuna delle due Regioni suddette aveva dunque reagito alla pretesa discriminazione. I Deputati regionali siciliani, dai quali sarebbe lecito pretendere maggiore sensibilità per il rispetto dei principi di libertà e di euguaglianza sanciti dalla Carta Costituzionale pare che non abbiano battuto ciglio.
Che essere costretti a dichiarare una eventuale appartenenza ad una confessione religiosa, ad un partito, ad una associazione qualsiasi, rappresenta una inammissibile discriminazione, non vi è dubbio.
Che il “legame” tra Massoneria e Mafia sia una baggianata è ancor più evidente.
E’ inutile ripetere la storia delle idiozie della fantasia di quanti sono stati e sono i cultori di questo preteso assioma.
C’è una connotazione di impudenza in questo intento persecutorio che andrebbe approfondito per scoprirne il carattere patologico, oltre che la grottesca corrispondenza alle leggi, ai bandi, alle sentenze dei regimi preliberali.
Ma l’impudenza a tutto ciò si aggiunge, in quanto a farsi propugnatori di certi atteggiamenti e di certi provvedimenti discriminatori e persecutorii sono persone che con pari disinvoltura non si sottraggono alla considerazione, agli onori ed alle pubbliche manifestazioni di omaggio e di riconoscenza verso Massoni di tempi antichi e recenti.
Se dovremo ritenere giusto ed opportuno porre il “marchio massonico” a carico dei Deputati Siciliani, allora dovremo porlo accanto ai nomi di ben diciannove Massoni caduti alla Fosse Ardeatine. E sulle lapidi che ricordano Garibaldi, le sue gesta, dovremo aggiungere “Massone e Gran Maestro della Massoneria”, o, altrimenti rimuovere quel ricordo di un “concorrente esterno della mafia”.
Sono tutte forme discriminatorie, stupide e violatrici di principi fondamentali della convivenza in Paesi liberi e democratici.
Ma è grave che nessuno del Parlamento Siciliano se ne senta leso. Non parlo necessariamente di Deputati Massoni (che, sarebbe logico aspettarsi che ve ne siano).
La discriminazione offende tutti, non solo i discriminati. Nessuno che io sappia, ha rifiutato di redigere la dichiarazione discriminatoria.
Grazie dunque a Pulvirenti. Al quale chiediamo di poterci associare quali sottoscrittori delle lettere al Presidente della Repubblica, dal quale sarebbe lecito pretendere un diverso atteggiamento, una pronta attenzione ed una aperta condanna rispetto alla violazione dei diritti dei Cittadini (tutti, Massoni e non Massoni) oltre che di sprezzo per le decisioni della Corte Costituzionale.
Grazie, dunque, all’Amico Pulvirenti per aver fatto quanto era dovere di tutti noi, non solo e non tanto dei Massoni. Ed alla sua protesta va la nostra piena solidarietà.
Solidarietà soprattutto di chi non è Massone e dovrebbe sentire la necessità di non essere scambiato per uno degli stupidi discriminatori.
Con l’augurio che Mattarella non ritenga che la sua funzione sia solo quella di grande mediazione. Magari di mediatore tra la stupidità e l’ipocrisia.

* Tratto dal suo profilo Facebook. Già deputato in più consiliature, Mellini è stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Editorialista e saggista, è autore di numerosi saggi in cui con vena politica indaga sulle storture della legge.

lunedì 25 febbraio 2019

Continuano gli attacchi alla Massoneria. Il M5S a braccetto con la chiesa cattolica

Nicola Morra

Fine settimana intenso in nome dell’antimassonismo. Prima quello in salsa cattolica che non è affatto una novità. L’Arcivescovo di Palermo non vuole mafiosi, condannati e massoni nelle Confraternite. Interessante il confronto sulla compatibilità sull’essere ‘liberi ricercatori’ o ‘fedeli’, cioè tra ‘conoscere’ e ‘credere’. Ma la chiesa da sempre sposta il piano della comunicazione sulla calunnia. E ha gioco facile.
D’altro canto tornano all’attacco anche i 5 Stelle, dopo il senatore Lannutti – che per la verità si è un po’ bruciato dopo la sortita anti-semita, anche Morra, il nuovo presidente della Commissione Antimafia, prosegue l’atteggiamento persecutorio della Bindi: «La Massoneria renda pubblici gli elenchi». Non si capisce perché dovrebbe. E, soprattutto, perché dovrebbe infrangere una legge. Quella sulla privacy. Che vale per tutte le associazioni.

giovedì 14 febbraio 2019

Elio Lannutti indagato per antisemitismo. Il senatore 5S è il primo firmatario della legge contro la Massoneria



Il senatore Elio Lannutti è indagato dalla Procura di Roma per il reato di diffamazione aggravata dall'odio razziale in relazione ad un post pubblicato nei giorni scorsi sui social network sui 'Protocolli dei sette savi di Sion'. Il parlamentare faceva suo il documento creato nei primi anni dello scorso secolo dalla polizia segreta dello Zar per alimentare l'odio contro gli ebrei, attribuendo loro un complotto per sottomettere il mondo con la massoneria.

Dal sito dell'Ansa

mercoledì 23 gennaio 2019

Gli ebrei non perdonano Elio Lannutti: «Non può più stare in Senato». Non si placano le proteste nemmeno dopo le scuse del 5S primo firmatario della legge contro la Massoneria




Non si placano le polemiche contro Elio Lannutti, il senatore dei 5 stelle già primo firmatario della legge contro la Massoneria, che l'altro giorno è scivolato sui Protocolli dei Savi di Sion, portando agli onori di cronaca una delle prime fake news della storia: l'idea che dietro le Banche, più in generale dietro il Potere, ci siano giudei e massoni, in un complotto per guidare il mondo. Per carità, pane quotidiano per gli haters sui social. Il problema è che Lannutti, è un senatore. Creativo, perché ha saputo unire in modo originale il giustizialismo dell'Italia dei Valori, e la presunzione di colpevolezza come a-priori (almeno nei confronti della Massoneria), con l'improvvisazione e la rabbia a 5 stelle.
Lannutti si è scusato. Ma a Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica, non piacciono le sue minimizzazioni. Provo sgomento, ha detto al Corriere della Sera. «Quindi non più semplice preoccupazione. Perché la preoccupazione non può e non deve bastare. Chi ha rispolverato e divulgato uno dei simboli del più odioso antisemitismo siede in Senato: istituzione che dovrebbe rappresentare il luogo più alto della democrazia, della saggezza e della morale. Per di più questa stessa persona appartiene a un Movimento che oggi è decisiva forza di governo. È stato varcato un confine inaudito, in una maniera difficile da contrastare». La Comunità ebraica ha annunciato di voler denunciare il Senatore e ha chiesto l'espulsione: «Non può stare lì».

Leggi tutto l'articolo sul Corriere della Sera



I “Protocolli dei Savi di Sion” sono una FakeNews ante litteram, smascherata già pochi anni dopo la loro pubblicazione, ricorda intanto un Tweet del GOI. Scritti da Sergej Aleksandrovič Nilus tra il 1901 e il 1903, su un libello originario del 1864 e utilizzato dall’ Ochrana, la polizia segreta zarista con l’intento di diffondere l’odio verso gli ebrei nell’ImperoRusso. I 24 protocolli, stesi in forma di documento segreto erano attribuiti ad una fantomatica cospirazione ebraica e massonica il cui obiettivo sarebbe stato quello di impadronirsi del mondo. Già una serie di articoli apparsa sul “Times” londinese nel 1921 ne dimostrava la non veridicità.
Durante gli anni venti e trenta, l'idea che il bolscevismo fosse una cospirazione ebraica per il dominio mondiale diventò uno degli strumenti più utilizzati nell'ambito della propaganda fascista in Italia e nazista in Germania, e in questo contesto i Protocolli diventarono il testo di riferimento per giustificare la persecuzione e lo sterminio degli ebrei e di massoni.



Delle 'teorie del complotto', con protagonisti ebrei e massoni, si era già occupato Umberto Eco.