venerdì 20 settembre 2019

Per il XX settembre ricordiamo anche Giacomo Segre

di Antonino Zarcone



È arrivato il XX SETTEMBRE. In questo giorno del 1870, alle prime ore del mattino, un giovane capitano di artiglieria con il fuoco della sua batteria apre la breccia presso Porta Pia consentendo ai soldati italiani di fare il loro ingresso. Si chiama Giacomo Segre ed è un ufficiale italiano di religione ebraica. Si è detto che fu scelto per la sua religione così non sarebbe stato scomunicato. Questo è ingiusto. Vi sono altre batterie ed altri capitani alla liberazione di Roma. Viene scelto perchè è un ottimo ufficiale di artiglieria. Segre non fa molta carriera, diventerà Colonnello Direttore di uno dei centri dove si conducono le sperimentazioni dei materiali per l'artiglieria italiana. La fa il figlio Roberto cui si deve l'applicazione della contropreparazione anticipata che consente all'artiglieria italiana di vincere la battaglia del solstizio." Due grandi italiani. Una festa laica abolita dal fascismo dopo i patti lateranensi. Una festa che merita di essere ripristina per ricordare la laicità dello Stato quando viene messa in dubbio dall'uso strumentale dei simboli religiosi..

giovedì 19 settembre 2019

Deleuze e la filosofia che pizzica



«Quando qualcuno chiede a cosa serve la filosofia, la risposta deve essere aggressiva, poiché la domanda è ironica e pungente. La filosofia non serve né allo Stato né alla Chiesa, che hanno altre preoccupazioni. Non serve a nessun potere stabilito. La filosofia serve a turbare. Una filosofia che non turba nessuno e non fa arrabbiare nessuno non è una filosofia. Essa serve a nuocere alla stupidità, fa della stupidità qualcosa di vergognoso. Non ha altro uso che questo: denunciare la bassezza del pensiero in tutte le sue forme».

Gilles Deleuze, “Nietzsche e la filosofia” (1967)

mercoledì 18 settembre 2019

Cabala. In uscita per Tipheret due classici a cura di Federico Pignatelli




Sha'are Orah, (שערי אורה) Le Porte della Luce, prima traduzione in lingua italiana di uno dei testi di Qabalah più importanti di Joseph ben Abraham Gikatilla (יוסף בן אברהם ג'יקטיליה‎ש). Pubblicato la prima volta a Mantova nel 1561, più che un semplice testo è una vera a propria enciclopedia dei Nomi divini. L'autore, escludendo qualsiasi filosofia, ma basandosi esclusivamente su passi del Sēfer Yĕṣīrāh (Libro della Formazione), del Pirqei Heikháloth (Trattato dei Palazzi) e delle Scritture, esamina, nei dieci capitoli in cui è diviso il testo, più di 300 nomi divini collegandoli alle Sephiroth, uno per ogni Sephirâ; avvisando e spiegando che tale Nome, che considera principale, ha a sua volta molte altre denominazioni o Kinoui. Esso sviluppa la propria Qabalah sull'intreccio delle dieci sephiroth e i Nomi divini che considera collegati con dei canali, che possono essere danneggiati o riparati secondo il comportamento dell'uomo.
Non è l'unico testo in uscita. Perché sta per essere pubblicato, sempre da Tipheret e sempre a cura di Federico Pignatelli, Il divorzio dei nomi. In questo lavoro Abulafia delinea il palcoscenico cosmico in cui opera l’intera Cabala e ne spiega lo scopo generale: la perfezione della mente per mezzo dell’intelletto. Ciò fa del Get Ha-Shémot un’introduzione indispensabile all’intera Cabala. Abulafia spiega come la Cabala sia la parte della Torah che deve rimanere nascosta al pubblico, ricevuta solo oralmente da un degno insegnante a un degno studente. Tuttavia, per dare delle linee guida riguardo alla forma che questa deve avere, ci delinea qui quelli che ritiene siano i principi fondamentali. Questo capolavoro della mistica ebraica costituisce un’introduzione molto lucida e attuale all’argomento, tanto per i principianti che per gli studenti avanzati.


martedì 17 settembre 2019

Anche Dado contro la Massoneria



Una ecologia del linguaggio, per restituire al termine Massoneria il prestigio della sua storia e della sua tradizione. Certo, non bastano libri e conferenze, quando puoi la cultura popolare lo ha ormai adottato nella sua specifica e 'indeterminata' accezione negativa. L'ultimo caso è quello di Dado, la canzone in realtà è dell'anno scorso, ma gli ultimi avvenimenti politici, il governo giallo-rosso, la scissione di Renzi, le hanno ridato visibilità. Dado, al secolo Gabriele Pellegrini, è un comico che mette in musica, utilizzando brani famosi, le notizie di attualità. Un qualunquismo pungente. Nel 4 marzo di Dalla c' è un riferimento alla Massoneria. Dopo averle cantate a Berlusconi e Renzi, arriva Luigi Di Maio, che resiste "tra massoni e rimborsi gonfiati".

lunedì 16 settembre 2019

Torna il complotto giudaico-massonico



«In un recente post pubblicato su Facebook viene rilanciata una fake news storica: quella del complotto giudaico-massonico. Il palazzo di Montecitorio a Roma sarebbe infatti nelle mani del "potere ebraico sionista". Le prove sarebbero in un paio di immagini dove si vede il candelabro della tradizione ebraica (Menorah) esibito in una loggia massonica di cui non è specificata la provenienza, lasciando intendere ai più distratti che potrebbe trattarsi di un rito avvenuto nel Palazzo». In realtà la foto è stata presa proprio dal nostro blog. Si tratta della presentazione di un libro a Palermo, qualche anno fa. Provvedo un sito di fact-checking, Open, a smascherare la bufala.

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