lunedì 23 gennaio 2017

Cresce il Rito di York. Un nuovo capitolo a Como



Il Rito di York continua a crescere, e le attività dei capitoli, dei concili e delle commende sono di nuovo riprese con il consueto vigore. Questa sera iniziazioni e insediamento delle nuove cariche al Capitolo dell'Arco Reale Grido di Perugia. A Como è stato consacrato e istallato il nuovo capitolo Piero Gamondi, con il Sommo Sacerdote Tiziano Busca, il GM delegato dei Criptici Davide Bertola e il Gran Segretario Esteri Nicola Zanetti.

Ad Anguillara Sabazia Mauro Cascio e Antonio Cecere



Un appuntamento a cui gli appassionati di Filosofia non possono mancare. Gli Elfi ha invitato due filosofi, Mauro Cascio e Antonio Cecere, che nel passato, insieme, hanno fatto tante cose, dalla Compagnia de Galantomeni all'Osservatorio Filosofico con il quale hanno vinto qualche anno fa il Premio Nazionale di Filosofia, per parlare del ruolo della filosofia oggi, e della Massoneria come 'luogo privilegiato' di un pensiero che da astratto si fa concreto. La Loggia è sempre stato un 'laboratorio' in cui si sono messi in atto processi di 'Bildung' di formazione. Non è un caso se i nomi più importanti della Filosofia occidentale sono stati massoni. Giordano Bruno è l'emblema di una certa protomassoneria ermetica, ma erano massoni tout court Fichte, Schelling, Hegel, Voltaire, Lessing, Herder, Goethe.

Perché il pensare ha bisogno di una struttura, simbolica, come quella della Massoneria? Cascio e Cecere hanno tentato di rispondere con un testo, che ha inaugurato una collana di studi, curata dal Capitolo de Lantaarn del Rito di York, intitolato «La Massoneria. Una simbologia in movimento» (scritto con Marco Rocchi e con la prefazione di Tiziano Busca). Di questo si parlerà nell'incontro. Con il nuovo libro di Mauro Cascio intitolato, significativamente, «Umberto Eco e la Massoneria». Perché quando a raccontare il ruolo di promozione culturale della Massoneria nell'Illuminismo soprattutto è un intellettuale dello spessore di Eco tutto cambia. Non si potrà non fare riferimento anche all'Ecce Homo di Louis-Claude de Saint-Martin, l'ultimo testo curato dal filosofo pontino (che in questi anni ha prodotto tante prime edizioni in lingua italiana dei classici del c.d. Martinismo delle Origini, una tradizione che ha coinvolto Fernando Pessoa, Gabriele D'Annunzio, Claude Debussy), soprattutto perché è grazie alla lettura di Saint-Martin, che Goethe si avvicinò alla Massoneria.

L'incontro, a cui seguirà un dibattito, sarà introdotto e coordinato da Jesus Issa Seck e si svolgerà ad Anguillara Sabazia il prossimo 29 gennaio alle 16.00. Per la partecipazione a questo incontro e a quelli futuri è richiesto un contributo associativo annuale di 12 euro. A disposizione degli ospiti, cocktail, ed aperitivi da scegliere alla carta. Infoline 327.3695760.



venerdì 20 gennaio 2017

La filosofia è il suo domandare



«Ecco, dunque, dove soltanto può essere collocato l'orgoglio del filosofo: nella coscienza della maggiore intensità delle sue domande e delle sue risposte; orgoglio che non va scompagnato dalla modestia, cioè dalla consapevolezza che, se l'ambito suo è più largo, o il più largo possibile in un determinato momento, ha pur tuttavia i suoi limiti, tracciati dalla storia di quel momento, e non può pretendere a un valore di totalità, o, come suol dirsi, di soluzione definitiva».
(Benedetto Croce, “Breviario di estetica”)

giovedì 19 gennaio 2017

Il genio di Schopenhauer



« Gli uomini geniali li si è sempre trovati impetuosi e passionali. In origine questo dipende dal fatto che solo una volontà possente ha nello stesso tempo una misura inconsueta di forza cognitiva: ma ciò è condizione anche della creazione geniale: questo volere possente non può che soffrire, ben presto, di una carenza di appagamento, e allora la coscienza si distoglie dalla propria volontà per rivolgersi al mondo. (...) 'in tristitia hilaris, in hilaritate tristis'. »
(Arthur Schopenhauer)