lunedì 18 febbraio 2019

Tiziano Busca: «La libertà non è un soprammobile»

di Tiziano Busca*

Gian Maria Volontè nei panni di Giordano Bruno

Le Festa della Libertà, ieri. Abbiamo ricordato Giordano Bruno, che in difesa del suo pensiero preferì il martirio. Nel 1848 le lettere patenti di Re Carlo Alberto riconoscevano ai valdesi le libertà civili e politiche mettendo fine a secoli di discriminazioni e persecuzioni.
Dobbiamo fare attenzione perché la libertà è una cosa che perdi se la posi distrattamente e pensi che ne stia ferma lì, come un soprammobile. Perché se non te ne prendi cura, te la possono rubare, come l’argenteria nel salotto buono. Ricordare questi episodi tremendi nella vita dell’uomo serve a non abbassare la guardia contro gli integralismi, contro le violenze del più forte, del Potere. Un Potere che si crede sempre legittimo e mai si mette in discussione. Stiamo vivendo momenti difficili perché siamo governati dalla rabbia. Una rabbia anche legittima perché si erano frantumati i valori della solidarietà, della giustizia sociale in nome del Dio denaro. La rabbia ha bisogno di vendetta, la rabbia con conosce le altrui libertà. Ecco perché non dobbiamo mai ricordare la Libertà il 17 febbraio. Ma sempre dal giorno dopo…

* Sommo Sacerdote Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York

Brodetto ottobrino, consommè di carotine. A Roma il diario della prigionia di Mario Bianchini


giovedì 14 febbraio 2019

Elio Lannutti indagato per antisemitismo. Il senatore 5S è il primo firmatario della legge contro la Massoneria



Il senatore Elio Lannutti è indagato dalla Procura di Roma per il reato di diffamazione aggravata dall'odio razziale in relazione ad un post pubblicato nei giorni scorsi sui social network sui 'Protocolli dei sette savi di Sion'. Il parlamentare faceva suo il documento creato nei primi anni dello scorso secolo dalla polizia segreta dello Zar per alimentare l'odio contro gli ebrei, attribuendo loro un complotto per sottomettere il mondo con la massoneria.

Dal sito dell'Ansa

mercoledì 13 febbraio 2019

Croce e la Massoneria. Radio Radicale intervista Mauro Cascio



«Lo schiaffo a Benedetto Croce» (Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno) è l'ultimo libro di Mauro Cascio, dedicato alla polemica del grande filosofo con la Massoneria. Michele Lembo lo ha intervistato questa mattina su Radio Radicale. Vi proponiamo qui l'intervista.

Ascolta l'intervista

Pitagora e la Scienza dei numeri




Era un giorno fortunato, «un giorno dorato», come dicevano gli antichi, quello in cui Pitagora riceveva il novizio nella sua dimora e lo ammetteva  solennemente al rango di allievo. Prima di tutto, si entrava in rapporto continuativo e diretto con il maestro, si penetrava nel cortile interno della sua abitazione riservata ai fedeli. Di qui il termine di esoterici (allievi dell'interno), contrapposto a quello di essoterici (dell'esterno). La vera iniziazione cominciava allora.

La rivelazione consisteva in un'esposizione completa e ragionata della dottrina occulta, dai principi contenuti nella scienza misteriosa dei numeri alle estreme conseguenze dell'evoluzione universale, ai destini e ai fini supremi della divina Psiche, dell'anima umana. Questa scienza dei numeri era  nota sotto diversi nomi nei templi d'Egitto e d'Asia. Essa costituiva la chiave dell’intera dottrina, e perciò era accuratamente nascosta al volgo. Le cifre, le lettere, le figure geometriche, o le rappresentazioni umane che servivano da segni a questa algebra del mondo occulto erano comprese solo dall'iniziato. Questi ne rivelava il senso agli adepti solo dopo averne ricevuto il giuramento del silenzio. Pitagora formulò questa scienza in libro scritto di suo pugno e intitolato Hiéros Logos, la parola sacra. Questo testo non ci è pervenuto, ma gli scritti posteriori dei pitagorici Filolao, Archita e Ierocle, i dialoghi di Platone, i trattati di Aristotele, di Porfirio e di Giamblico ce ne fanno conoscere i principi, rimasti incomprensibili ai filosofi moderni, perché non hanno saputo comprendere il significato e la portata, accessibili solo attraverso la comparazione con tutte le dottrine esoteriche dell'Oriente.

Pitagora chiamava i suoi allievi matematici, perché il suo insegnamento superiore cominciava con la dottrina dei numeri. Ma quella matematica sacra, o scienza dei princìpi, era insieme più trascendente e più viva della matematica profana, la sola nota ai nostri dotti e ai nostri filosofi. Il numero non vi era considerato come una quantità astratta, ma come la virtù intrinseca e attiva di un Uno supremo, di Dio fonte dell'armonia universale. La scienza dei numeri era la scienza delle forze vive, delle facoltà divine in azione nel mondo e nell'uomo, nel macrocosmo e nel microcosmo... Penetrandoli, distinguendoli e spiegandone il gioco, Pitagora costruiva niente di meno che una teogonia, o una teologia razionale. Una vera e propria teologia dovrebbe fornire i principi di tutte le scienze: sarà scienza di Dio solo se dimostrerà l'unità e la concatenazione delle scienze della natura. Merita tale nome solo se costituisce l'organo e la sintesi di tutte le altre scienze. Proprio questo era il ruolo occupato nei templi egizi dalla scienza del Verbo sacro, formulata e precisata da Pitagora con il nome di scienza dei numeri. Essa aveva l'aspirazione a fornire la chiave dell'essere, della scienza e della vita. L'adepto, guidato dal maestro, doveva cominciare dal contemplarne i princìpi nella sua stessa intelligenza, prima di seguirne le molteplici applicazioni nell'immensità concentrica delle sfere dell'evoluzione.


Estratto del testo “I Grandi Iniziati” di Schurè, ed. Laterza