venerdì 24 gennaio 2020

Un altro nobile figlio della Massoneria: Timoteo Riboli

di Antonino Zarcone



24 gennaio 1808, a Colorno, nel Ducato di Parma, nasce Timoteo Riboli. Orfano di padre, riesce a laurearsi in medicina all'Università di Parma grazie all'aiuto di Maria Antonietta di Borbone e producendo preparati in cera per il Gabinetto Anatomico. Esule a Torino dopo i moti parmensi del 1848, partecipa alla seconda guerra d'indipendenza divenendo il medico personale di Giuseppe Garibaldi, che in seguito cura in diverse circostanze, tra cui la celebre ferita alla gamba. È ancora tra i volontari di Garibaldi nella "Campagna dei Vosgi" inquadrato nel corpo sanitario dell'Armata. Massone, insignito del 33º grado, succede al conte Aleksander Izenschmid de Milbitz come sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico ed accettato di Torino che conduce alla fusione col Spuremo Consigio sedente in Roma. Fondatore con Garibaldi della Società per la Protezione degli Animali, oggi Ente Nazionale Protezione Animali, nel 1879 si ritira a vita privata. Muore a Torino il 15 aprile 1895..

giovedì 23 gennaio 2020

In ricordo di Pietro Colletta



Il 23 gennaio 1775 a Napoli, nasce Pietro Colletta. Dopo aver intrapreso studi giuridici, nel 1794 intraprende la carriera militare. Da subalterno combatte a Civita Castellana contro i francesi ed alla difesa di Capua. Aderisce alla Repubblica Napoletana per cui al ritorno del Borbone viene imprigionato e costretto lasciare l'esercito per esercitare la professione di ingegnere civile. Riammesso nell'esercito di Bonaparte, nel 1896 è nominato giudice del tribunale di Terra di Lavoro e dei due Principati, con sede a Napoli. Durante il regno di Murat è intendente della Calabria Ulteriore poi direttore generale del corpo di ingegneri di strade e ponti. Diventato tenente generale, rimane con Murat nelle sue campagne militari fino alla fine del regno. Trattenuto in servizio dopo la restaurazione borbonica comanda la IV divisione e dopo i moti carbonari del 1820 viene nominato ispettore generale del Genio quindi è inviato in Sicilia come comandante generale nell'isola. Rientrato a Napoli nel 1821 assume il ministero ad interim della guerra e della Marina. Con la sconfitta dei costituzionalisti per l'intervento austriaco viene imprigionato ed inviato in esilio a Brno. Nel 1822 si trasferisce a Firenze dove partecipa alla vita culturale, collabora alla rivista Antologia e si dedica agli studi storici e letterari. Massone, a Napoli ricopre l'incarico di Maestro venerabile della Loggia di rito egiziano "La Sapienza Trionfante" e della loggia di adozione "La Vigilanza". Muore a Firenze l'11 novembre 1831. (a.z.)

Massoneria e Cabala. La lettera Tav, il sigillo del santo

di Luca Delli Santi



La Tav o Taw è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, il suo valore ghematrico è 400 rappresenta il segno lasciato da un sigillo. E’ formata dalla lettera Dalet e dalla lettera Nun, forma la parola Dan giudizio, giudicare: la vibrazione della Tav è quindi a stretto contatto con le Potenze della restrizione, del caos, gli aspetti più reconditi del Creato. E’ la lettera dell’Olam ha Tohu, il mondo del caos, il mondo delle forze primordiali.
Nella concezione cabalistica lo sviluppo del cosmo si articola in tre fasi: il Mondo del Confusione dove le energie e le potenze creatrici si dibattono nel disordine e nella disarmonia, il Mondo della Rettificazione, quello in cui viviamo noi: la Rettificazione è infatti una potenzialità, un obiettivo che può essere perseguito e raggiunto in quanto le Potenze della Severità e del Giudizio possono essere poste in equilibrio. L’ultima fase è il Mondo dell’Avvenire, quello in cui si compie il telos messianico: l’Essere Umano, il Creato ed il Creatore sono riunificati.
La Tav è il sigillo che l’Eterno pose sulla fronte di Caino, si intuisce quindi come il Giudizio sia parte integrante del percorso verso la Rettificazione, Caino deve essere punito per il suo orribile crimine ma parte di lui, un gradino della sua anima, è rimasta immune dalla corruzione e nella sua stirpe sarà infusa una scienza preziosa, Tubal-Cain, “l’artefice di ogni sorta di strumenti di bronzo e di ferro” Genesi 4:22. La superba abilità di questo personaggio a lavorare con il fuoco i metalli è intesa come un riferimento alle conoscenze alchemiche.
L’ambivalenza della Tav è narrata nel mito del Golem, la Tav è l’ultima lettera sia della parola ebraica Emet ( Verità ), sia della parola Met ( Morte ), come è noto attraverso la pronuncia della parola Emet il Golem  prende vita, pronunciando la parola Met il Golem ritorna una statua inanimata di argilla.
La preparazione descritta nei testi di cabala per l’animazione del Golem è estremamente complessa, si tratta di digiuni, esercizi fisici fondati sulla respirazione, complesse permutazioni dei nomi divini, è il lavoro dell’iniziato di ogni tradizione. L’operazione consiste nel creare un veicolo che consenta di superare i limiti della percezione ordinaria, oltre i vincoli della materia proiettati verso le dimensioni spirituali, una pratica analoga a quella delle scuole buddiste del Veicolo del Diamante.
“ Il Sigillo del Santo “ presente nella parole verità e morte ci rammenta la dimensione dell’eternità, la caducità è trasformazione non fine, è il ricongiungimento con l’Emanante da cui il Tutto proviene.
In ambito cristiano la Tav è rappresentata con il simbolo del Tau, richiama l’ Alpha e l’Omega ( Apocalisse 13:1) il Principio e la Fine, la molteplicità e l’Uno, tutto è interconnesso.
Nell’ambito della Massoneria Azzurra richiama la Squadra a doppio angolo retto, rappresenta il potere della trasmissione iniziatica, chi lo esercita deve, o dovrebbe, ben conoscere la potenza simbolica della Tav ed i legami fra “mondi” che essa ci indica.
Il simbolo del Capitolo dell’Arco Reale con la sua tripla Tau ci rammenta la potenza simbolica del numero e dell’elemento trinitario, attraverso i simboli e i rituali del Capitolo l’iniziato acquisisce strumenti sapienziali, è chiamato a vivere in prima persona ed a rappresentare insegnamenti cabalistici, parole, segni sono le chiavi che aprono gli scrigni di un potenziale insegnamento operativo, fino a giungere alla conoscenza della Parola.
Gli Ordini Cavallereschi cristiani hanno sempre riconosciuto la potenza simbolica del Tau, i Templari l’adottarono come loro simbolo in quanto compimento del Creato e punto di partenza per l’iniziato del cammino da intraprendere per tronare al Principio.
Questo il deposito iniziatico del Rito di York, attraverso i gradi delle tre camere conseguiamo la consapevolezza di quale sia la mancanza, l’assenza che grava in ogni esistenza umana, la necessità di colmare la distanza fra il logos umano e quello cosmico, l’autentico “Tesoro “ bramato dai Cavalieri del Tempio.

mercoledì 22 gennaio 2020

In ricordo di Emanuele Severino

di Massimo Agostini



La scomparsa di Emanuele Severino non è qualcosa che riguarda solo la Filosofia, ma tutti quanti, tutti coloro che in un modo o in un altro sono impegnati nella stessa ricerca. Le architetture del suo pensiero ci hanno dimostrato – attraverso le sue opere, e a partire dalla più originale di tutte: La struttura originaria – che la Filosofia non si giustappone ai fatti della vita, non viene dopo, in un ipotetico futuro, a cose fatte, per comporre una comprensione, invece è ciò su cui la vita la edifichiamo, è la sostanza, il materiale dei nostri giorni. È l’orizzonte, diciamo così, di tutte le scienze particolari, quelle empiriche ma anche la politica e l’economia.
Severino è stato il più tenace oppositore del senso comune e questo deve insegnare a noi Cavalieri del cuore e dello Spirito: saper camminare in direzioni impossibili e ostinate perché lì dove c’è riposo non c’è conquista.

* Gran Commendatore Cavalieri Templari d’Italia - Rito di York.

martedì 21 gennaio 2020

La vita e il suo senso. Su Radio Radicale il convegno della LIDU



Su Radio Radicale il convegno della LIDU a La Spezia dal titolo «La vita e il suo senso», con i saluti del presidente nazionale Michele Marzulli. Introdotto e coordinato da Mario Bertocchi, è stato un confronto tra un filosofo laico, Mauro Cascio, uno studioso cattolico, Egidio Banti, un pastore valdese, Eugenio Stretti. A chiusura di convegno Alessia Canaccini ha presentato l'ultimo lavoro del filosofo pontino «Dove sei? Un disegno melodico attorno a un'assenza che pesa».

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