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mercoledì 12 febbraio 2020

Il Rito di York e la Tradizione


Nei giorni scorsi in tutta Italia si sono svolte le cerimonie di insediamento delle nuove cariche nel Rito di York. Un momento importante, con un significato profondo. È importante, certo, ritrovarsi, stare insieme, è cioè l’occasione per tenere il polso allo stato di salute del Rito, che c’è, è orgoglioso, cresce. L’affetto tra i Compagni e la voglia di fare insieme questo viaggio formativo ed esaltante, che ci fa avvicinare al cuore stesso della Massoneria. Ma i nuovi Gran Sacerdoti, nei Capitoli, i nuovi Illustri Maestri, nei Concilii, i nuovi Commendatori, raccolgono dai loro predecessori il testimone di un lavoro compiuto e che viene da lontano. Quanto si sta facendo in questi giorni è la ‘rappresentazione’ migliore della Tradizione. Questo vuol dire Tradere: ’trasmettere’. Di modo che, insediamento dopo insediamento, carica dopo carica, si porti nel futuro un contenuto che viene dal passato, e tutto il patrimonio sapienziale, quello simbolico delle camere del Rito, si costituisca così come un eterno ‘adesso’, come la risposta a ogni cuore pellegrino che chiede il perché delle cose. Anche la Cabala, che così tanto sostanzia questo simbolismo, ha nel suo nome lo stesso significato. Cabala vuol dire sia ‘connessione’, ‘rete’, sia ‘ricezione’, una ‘eredità’ che viene dalla notte della storia e che è destinata a perpetuarsi in una comunità.


Ai lavori, in Piemonte, in Lombardia, in Liguria, in Toscana, in Puglia, in Calabria, in Sicilia, hanno partecipato il Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell’Arco Reale Domenico Bilotta, il Gran Maestro f.f. dei Massoni Criptici d’Italia Alessandro Pusceddu e il Gran Commendatore dei Cavalieri Templari Massimo Agostini. «Una grande fatica, un compito immenso, ma se lo si fa con l'amore nel cuore non la si cambierebbe, la fatica, con niente al mondo».



(Nelle foto gli insediamenti nelle cariche delle camere di Torino e Novara e un suggestivo Oriente a Casa Nathan, a Roma)

lunedì 24 giugno 2019

Il Sommo Sacerdote Domenico Bilotta: «Gli iniziati nel Rito di York incontrano il loro futuro»



«Se la felicità diventa duratura allora chiamiamola tranquillità. Così, per “abitare le parole” Nunzio Galantino sul Sole24Ore qualche giorno fa. E la tranquillità è quella dell’iniziato. Non dobbiamo pensare a una generica calma, una conquista per cui non valga la pena impegnarsi. La conoscenza può portare alla tranquillità, non alla felicità. La felicità ha una durata limitata ed è “strettamente legata a un evento percepito come positivo e fantasioso per la propria vita”. La tranquillità no. È qualcosa che esonda il contingente e il particolare. Va oltre. Non è la meta. Ma il cammino che alla meta conduce. Chi è tranquillo sa di non essere arrivato. Ho visto tanti nuovi Maestri dell’Arco Reale sorridenti, sereni, tranquilli appunto. Sono consapevoli, per citare Hawthorne, che “la felicità è come una farfalla: se la insegui non riesci mai a prenderla, ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te”. Gli iniziati sono qui ad incontrare il loro futuro. La magia della Massoneria sta proprio in questa tranquillità, in questa certezza che non può andar via». Sono parole di Domenico Bilotta, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell’Arco Reale.

martedì 18 giugno 2019

Il Rito di York a Firenze. Il Sommo Sacerdote Domenico Bilotta: «La nostra è la via dell'armonia e della lealtà»

Il Sommo Sacerdote Domenico Bilotta

Alla presenza del Sommo Sacerdote, Domenico Bilotta, sabato 15 giugno nella storica fonderia del compagno Omero alle porte di Firenze si è svolta la elevazione a compagno Maestro dell’Arco Reale di quatto fratelli. L’ appuntamento annuale in questa location unica e suggestiva del capitolo Lando Conti di Firenze, coinvolge tutti i capitoli toscani che erano presenti anche questo anno con i compagni di Lucca, Piombino, e Siena. Il Sommo Sacerdote nel porgere il saluto ha rimarcato che “completando questo percorso iniziatico con il grado di Maestro massone dell’Arco Reale si chiude un processo di unione del percorso del tanto in basso quanto in alto che aveva visto il massone attraversare le colonne ( la via spirituale e la via materiale)  in un spazio che poteva essere unito per dare completamento alla conoscenza solo attraverso un arco e la pietra di volta suggellando nella scoperta dell’Arca i segreti della sapienzalità gnostica che fanno della massoneria del Rito di York la via di completamento spirituale dell’iniziato. La gioia che ha caratterizzato l’incontro è il miglior viatico per tutti noi a proseguire sulla strada della armonia e della lealtà che è la caratteristica peculiare del Rito di York che costruisce uomini maestri per una comunione, il Grande Oriente d’Italia, di cui siamo orgogliosamente parte».

lunedì 13 maggio 2019

Rito di York. Domenico Bilotta: «Logica, cuore, sogno. Per continuare a narrare l'anima»

di Domenico Bilotta

Il nuovo Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale (al centro) con la giunta

Carissimi Compagni,
con il cuore ancora pieno d'emozione, desidero ringraziarVi, ancora una volta, per la fiducia accordatami eleggendomi Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale in Italia; con identico sentimento, si unisce al mio ringraziamento l'intero Consiglio dei Grandi Dignitari. Da parte mia, sono ben conscio di raccogliere il testimone dalle mani di un Uomo che ha dedicato, instancabilmente, ogni sua energia, ogni momento del suo tempo, alla grande Famiglia del Rito di York. Il carissimo Compagno Tiziano Busca, in questi anni, ha fatto quanto nessun altro sarebbe riuscito a fare; grazie a lui, alla sua intelligenza, al fuoco che lo anima, oggi l'Arco Reale, l'intero Rito di York, è quella splendida e vitale realtà che è sotto i nostri occhi. Un'opera così grande non può essere dispersa ma solo continuata e consolidata, ed è quello che faremo, Noi tutti, nell’unico interesse di accrescere  e rafforzare il nostro Rito.
Chiedo a Tiziano di starci vicino, con la Sua preziosa opera, e lavorare insieme a Noi con la passione di sempre e con l'enorme esperienza acquisita durante il Suo straordinario percorso.
Altrettanto chiedo a tutti i Compagni del Rito: abbiamo navigato, sinora, nella stessa direzione e dobbiamo continuare a farlo, nella consapevolezza che la Massoneria è un lavoro collettivo, che è indispensabile che ciascuno di poi ponga la sua pietra e fornisca il suo contributo, all'insegna di quei valori di eguaglianza, laboriosità ed umiltà, che sono le doti di ogni Maestro del Marchio. La carica di passione e di energia che anima i Compagni del Rito, e che tutti abbiamo avvertito nei gioiosi momenti che hanno scandito, una settimana fa nella Grande Assemblea di Roma, l'acclamazione, sarà il vento che sospingerà le nostre vele verso nuovi traguardi.  Da Massoni dell'Arco Reale, lavoreremo con i piedi piantati nella Tradizione e lo sguardo rivolto al futuro.
Abbiamo imparato, dal nostro rituale, che siamo uomini in movimento, sempre in cammino, dall'Egitto alla Terra Promessa, e poi, ancora, dalla città di Babilonia a Gerusalemme.  Viaggi così lunghi, irti d'incognite e di difficoltà, attraverso strade e terre inesplorate, non si possono affrontare senza un cuore saldo, senza la forza dei nostri valori, senza la coerenza, la sincerità, il coraggio e soprattutto la lealtà, che sono tratti distintivi dei Massoni dell'Arco Reale.
Ringrazio infine,  i Compagni della Gran Giunta,  Claudio, Paolo, Vittorio ed Almerindo per aver accettato le loro rispettive cariche e per la straordinaria carica di emozione ed afflato che sprigionano costantemente nel nostro Grande e amato Rito di York, senza di loro nessun progetto sarebbe ipotizzabile e nessun cammino sarebbe conseguibile.

lunedì 6 maggio 2019

Domenico Bilotta è il nuovo Sommo Sacerdote del Rito di York

Domenico Bilotta (il terzo da dx) con la nuova giunta

Domenico Bilotta è il nuovo Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell’Arco Reale, eletto per acclamazione nel corso dell’ultima Grande Assemblea allo Sheraton Parco de Medici di Roma. Raccoglie un’eredità preziosa, quella di Tiziano Busca. Sei anni che puoi semplicemente raccontare con i numeri: i capitoli sono quasi raddoppiati, come pure i compagni, i rapporti con l’estero si sono intensificati, come pure il rapporto con il Gran Capitolo Internazionale degli Stati Uniti, i cui massimi rappresentanti sono venuti per la prima volta in Grande Assemblea, c’è stato un intenso lavoro di revisione e verifica dei rituali, e un lavoro altrettanto importante nella formazione con seminari e istruzioni. Il Rito di York con Tiziano Busca inoltre è stato protagonista di decine di eventi pubblici, conferenze, convegni, anche in luoghi d’eccellenza come l’Università di Oxford, si è confrontato sui temi cari alla Massoneria con autorevoli esponenti del mondo politico e culturale e si è impegnato in una fitta produzione elettorale.
«Un’eredità importante», ha detto Bilotta, «Il mio impegno è quello di proseguire in questo indirizzo. Il Rito di York è sano, unito e forte. E con un passato così, il futuro non può che essere straordinario, pieno di cose da immaginare, da fare, da realizzare». Della nuova giunta fanno parte il Gran Reggente Claudio Tonetto, il Gran dottore della Legge Paolo Ciaccia, il Gran Tesoriere Vittorio Fortunato. Riconfermato alla Gran Segreteria Almerindo Duranti. Ha portato i suoi saluti il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Stefano Bisi.
I lavori di Grande Assemblea hanno previsto anche l'elezione di un nuovo Eminentissimo Gran Commendatore, Massimo Agostini.

Massimo Agostini


mercoledì 24 aprile 2019

Religioni e sacro. Tiziano Busca tra i protagonisti del documentario di Sabrina Conti



Mondoreligioni è il titolo del documentario di Sabrina Conti, recentemente presentato a Roma, nell'ambito della manifestazione omonima. Un viaggio in quel risveglio 'femminile' che scuote e serpeggia lungo la storia dell'Occidente, tra tradizioni vecchie e nuove che non sono che manifestazioni diverse di un unico anelito, di un'unica via. Tra gli intervenuti anche Tiziano Busca, Sommo Sacerdote dei Liberi Muratori del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York.

lunedì 18 marzo 2019

Tiziano Busca: «La Massoneria non ci invita a cambiare il vento ma a cambiare le vele»

Tiziano Busca


Il 17 marzo del 1861 fu proclamato il Regno d’Italia. Un’emozione che la nostra collettività, disamorata di tutto, nemmeno sente più. Non partecipiamo più, forse non lo abbiamo mai fatto e abbiamo anzi rubricato l’amore per la propria storia e per la propria tradizione alla n di nazionalismo. Qualcosa cioè parente delle pagine più buie, da mettere anzi in cantina.
Invece non riesco a immaginare un futuro luminoso senza avere un passato che mi appartiene, un passato da raccontare. Garibaldi e Mazzini fanno parte di un Pantheon e il Risorgimento un laboratorio di idee e valori che è la culla di un esserci maturo che non deve oggi aver paura dei 5 Stelle, delle culture dell’odio e della divisione. Lo dico meglio: solo tornando a riscoprire le radici, massoniche, del nostro presente, noi possiamo fare nostro il futuro. Ricordare vuol dire progettare, perché stiamo, nel ricordo e nel progetto, nello stesso sentiero, nello stesso destino. Non possiamo cambiare il vento, ma possiamo cambiare le vele. La Massoneria è qui per dirci questo: che nessun agire è frutto del caso. E che, agendo, ci aspetta qualcosa di straordinario.

lunedì 11 marzo 2019

Tiziano Busca torna sull’attualità di Mazzini. «Noi massoni siamo un capitale da spendere adesso perché adesso c’è bisogno di noi»

di Tiziano Busca*

Tiziano Busca con Andrea Veronese

Nel mio ultimo libro, La Massoneria parla all’uomo, abbiamo dedicato, con Mauro Cascio, con Egidio Senatore, grande spazio a Mazzini, questa grande figura dello Spirito che tutta Italia ha ricordato appena ieri, nell’anniversario della sua morte, da esule in Patria. Un pensiero di grande attualità, di immediata presenza, che si è sforzato già all’epoca di dare un’anima identitaria e caratterizzante alle fragili democrazie. Ci avvertiva già da allora l’Apostolo laico della Ragione di frenare sull’economia, di dedicarsi cioè al primato della politica sulla finanza, cioè della giustizia sociale sull’utilitarismo e sui grandi interessi. Basterebbe questo per affermare che essere mazziniani è urgente. Basterebbe questo per far vedere quanto concreti siano i valori massonici. Per questo abbiamo detto e scritto: La Massoneria parla all’uomo. Perché la Massoneria non è un astratto programma, non è un vuoto formulario di generici valori, ma ha la concretezza di un mondo autenticamente libero, giusto e bello. L’uomo soggetto di diritti e intelligente interprete dei propri doveri è l’uomo che sa coniugare le sue libertà e sa integrarle con le libertà rispettose di tutti gli altri, così che lo Stato sia terra di libertà e non questa trincea quotidiana, questo tutti contro tutti che ci rende tutti rancorosi e divisi. Dobbiamo tornare a parlare di ‘educazione’. non dobbiamo dire alle forze peggiori del Paese: state parlando agli istinti. Ecco a cosa serve la Massoneria. Essere palestra etica e luogo privilegiato di formazione. Nemici dichiarati di queste nuove dittature d’odio che ci vogliono ai margini, reazionarie e ostili. La Massoneria parla all’uomo non è un libro, non è uno studio, non è un saggio. È piuttosto un invito. Non siamo un Museo. Non siamo buoni della posta da conservare per riscuotere chissà quando. Siamo un capitale da spendere adesso. Perché adesso c’è bisogno di noi.

Compra il libro (se non lo hai fatto già)

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York in Italia

lunedì 4 marzo 2019

Tiziano Busca: «Abbiamo da vincere una battaglia di libertà»

di Tiziano Busca*

Tiziano Busca con Nicola Zanetti


«Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi». A dirlo fu Winston Churchill e lo fece al termine della battaglia di Inghilterra, quella che salvò la libertà di tutti, pure la nostra. In questo momento noi siamo come quel vecchio conservatore inglese che ha osato sperare quando nessuno sperava più e per questo ha visto. Noi dobbiamo sperare di lui per vincere a nostra volta. La Massoneria è sotto attacco. Un attacco continuo, persistente, sui soliti fronti, dai soliti nemici. Ti hanno dichiarato guerra. Anche se ogni tanto arriva il dolore e la sorpresa del fuoco amico. Abbiamo una battaglia di libertà da vincere. E lo facciamo, bene saperlo, in assoluta solitudine, senza la stampa a favore e senza appoggi politici. Perché la calunnia quotidiana contro la Massoneria è un punto di nessuna importanza nell'Agenda del Paese. Eppure lo abbiamo detto dal primo giorno: attenzione a queste aggressioni, perché si comincia con una minoranza e poi sappiamo che la tirannia è come l'uva, ne mangi un chicco e non smetti più. Noi lo abbiamo detto dal primo giorno: non abbassiamo la guardia. Abbiamo una storia, un prestigio, un decoro, che ci vogliono far dimenticare, perché siamo tutti mafiosi, per loro. Che non ci sia nessuna evidenza, meno meno che giudiziaria, non conta. L'importante è fare passare il messaggio, così che leggi liberticide siano approvate a furor di popolo e con la stampa  a favore. Attenzione che funzionò così anche con le leggi razziali.
Abbiamo attraversato momenti peggiori. Ma oggi, come sempre, non combattiamo solo per noi. Combattiamo per il senso di una libertà che ogni giorni vediamo in pericolo. Nessuno potrà spegnere l'ultima fiamma. Noi, ricordando le parole di Churchill, siamo qui per questo.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York

martedì 26 febbraio 2019

Tiziano Busca: «Dei piccoli costruttori si affrancarono dagli assolutismi. E nacque la Massoneria»



Su YouTube l'intervento recente di Tiziano Busca a San Vito al Tagliamento «Nelle gilde medievali gli iniziati hanno usato una struttura operativa come strumento di conoscenza. Un luogo, uno spazio, distaccato dagli assolutismi religiose. Il costruttore era davvero 'libero', cioè 'affrancato' da uno stato di totale sudditanza. Il fenomeno diventa più importante quando si struttura. E nasce la Massoneria, nell'attuale città di York, con elementi di saperi sempre più complessi ed elaboratori, con le influenze cabalistiche e alchemiche, nell'area del Mediterraneo. Tutto si salda in un percorso favoloso che ha il suo massimo splendore nella Firenze del Rinascimento». Il Sommo Sacerdote del Rito di York ha ripercorso così le tappe del suo ultimo libro, La Massoneria parla all'uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle.

lunedì 18 febbraio 2019

Tiziano Busca: «La libertà non è un soprammobile»

di Tiziano Busca*

Gian Maria Volontè nei panni di Giordano Bruno

Le Festa della Libertà, ieri. Abbiamo ricordato Giordano Bruno, che in difesa del suo pensiero preferì il martirio. Nel 1848 le lettere patenti di Re Carlo Alberto riconoscevano ai valdesi le libertà civili e politiche mettendo fine a secoli di discriminazioni e persecuzioni.
Dobbiamo fare attenzione perché la libertà è una cosa che perdi se la posi distrattamente e pensi che ne stia ferma lì, come un soprammobile. Perché se non te ne prendi cura, te la possono rubare, come l’argenteria nel salotto buono. Ricordare questi episodi tremendi nella vita dell’uomo serve a non abbassare la guardia contro gli integralismi, contro le violenze del più forte, del Potere. Un Potere che si crede sempre legittimo e mai si mette in discussione. Stiamo vivendo momenti difficili perché siamo governati dalla rabbia. Una rabbia anche legittima perché si erano frantumati i valori della solidarietà, della giustizia sociale in nome del Dio denaro. La rabbia ha bisogno di vendetta, la rabbia con conosce le altrui libertà. Ecco perché non dobbiamo mai ricordare la Libertà il 17 febbraio. Ma sempre dal giorno dopo…

* Sommo Sacerdote Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York

lunedì 4 febbraio 2019

Tiziano Busca: «La Massoneria e il tempo delle idee»

di Tiziano Busca*



Ho vissuto ore primaverili, ore di speranza, ore di entusiasmo, di partecipazione. Non voglio entrare nel merito della questione che ha opposto Guaidò a Maduro, ci sono letture più autorevoli delle mie. Quello che mi piace evidenziare però è l’effetto, la freschezza di chi finalmente ha alzato la testa e ha riscoperto attorno a sé troppi sguardi che erano bassi e senza futuro. Una volta si chiamava ‘riscatto’ ma erano, appunto, altri tempi. Era l’orgoglio di chi, nella Massoneria, vedeva l’incarnazione di ideali, conoscitivi sì, ma anche di giustizia e di uguaglianza. Una Massoneria che parlasse all’uomo, questo era lo scandalo che ci si era immaginati.
Ho ripetuto più volte che questi anni di crisi hanno bisogno di colore, che l’odio ha bisogno di dialogo, che gli steccati hanno bisogno di confronto. E in questi giorni stiamo vedendo tutti almeno questo: che le idee non sono astrazioni, che le idee sono presenti nella vita degli uomini e che hanno sempre delle conseguenze, perché sono come spilli, come ti ci siedi su, loro ti fanno saltare in piedi. Che le idee sono sempre qualcosa su cui vale la pena scommettere, perché se io ho una mela e tu hai una mela, e ce le scambiamo, alla fine io avrò una mela e tu avrai una mela. Avremo sempre una mela ciascuno. Ognuno la mela dell’altro. Ma se io ho un’idea e tu hai un’idea e ce le scambiamo non funziona come le mele: alla fine io ho due idee e tu pure.
La giustizia sociale, in Venezuela come in Italia, è il grande tema. Perché le democrazie occidentali sembrano essersi dimenticate dei problemi del lavoro, del precariato. Sono pronte ad eccitarsi per i migranti, ma le loro bandiere non sventolano più per gli operai di Fiat Mirafiori, per i precari di Bologna, per i disoccupati di Napoli. Non stiamo sempre asserviti alle logiche del capitale, sempre a dire sì ai signori del mondo. Negli anni Ottanta c’è stato il tempo delle mele, si era giovani e innamorati e le note di Richard Sanderson facevano il resto. Facciamo sì che ora si avvicini il tempo delle idee.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York

domenica 27 gennaio 2019

Tiziano Busca: «Oggi c’è gente con la coscienza pulita ma scarsa memoria»

di Tiziano Busca*



Il ricordo è permanente, oppure non è, ha l’ipocrisia del dovuto, della data, della frase di circostanza con la data di scadenza. Il Giorno della memoria è una cosa che deve entrare dentro tutte le nostre fibre perché deve esorcizzare non una tragedia passata, ma un rischio presente, che avvertiamo tutti i giorni, nella sua banalità, nella sua apparente innocenza. ll clima culturale che ci ha ricordato il senatore 5S Elio Lannutti appena qualche giorno fa è tipico di una mentalità, purtroppo molto diffusa in larghe fasce della popolazione, che ancora crede ai Protocolli dei Savi di Sion, che crede cioè ci sia una ‘regia occulta del mondo’, di ebrei e massoni, che magari non si riuniscono di notte nei cimiteri, ma che nelle sinagoghe o nelle logge pianificano questa o quella operazione finanziaria, e lo smantellamento delle sovranità nazionali. Sospetto che si allarga a tutti gli ebrei, e a tutti i massoni. E questo continuo avvelenamento dei pozzi, questo clima culturale ostile e diffidente alimentato quotidianamente, che ha reso possibile una persecuzione sistematica alla luce del sole, a favor di stampa e di opinione pubblica. Perché nessuno poteva dire: io non lo sapevo, quando si prese a discriminare tutti gli ebrei, quando li si cominciò a licenziare dai loro lavori. Si è costruito un comodo capro espiatorio, poi, per lavarci tutti la coscienza, ma le leggi razziali e le deportazioni pesano nella coscienza di tutti, non nella coscienza di qualcuno.
La giornata della memoria vuol dire fare i conti con il passato è il passato è lacerante, doloroso. Perché siamo tutti colpevoli. Ma vuol dire anche fare i conti con il presente, perché i complottisti di oggi sono uguali ai complottisti di ieri, perché la stampa di oggi è a favor di complotto come la stampa di ieri, perché le discriminazioni di oggi, contro i massoni che sono esclusi dal contratto di governo e contro cui è stata presentato un disegno di legge di cui proprio Lannutti è primo firmatario, sono ancora una volta a favor di popolo e con il silenzio della stampa che quasi mai ha evidenziato la discriminazione. Attenzione che c’è una mentalità che è pericolosissima, e che oggi ha la maggioranza al parlamento e al senato. Li riconosci subito. Solo quelli che snobbano la giornata della memoria, che ti dicono che sì, è vero, ma che bisogna ricordare anche tutte le altre tragedie del mondo. Il Comune di Aprilia è stato capace di invitare soltanto ProPal e un portavoce della comunità palestinese. «La memoria è come il mare, ne ha la stessa stranezza», diceva Primo Levi, «ti può restituire quello che vuole lei, brandelli, rottami, magari a distanza di anni». Oggi dobbiamo passeggiare tutti sulla riva. E capire la lezione che ci dà.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York

lunedì 19 novembre 2018

Tiziano Busca: «La Massoneria invita a stare dritti con la schiena. Dove tutti ti consigliano di strisciare»

di Tiziano Busca*


Tiziano Busca

«Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale, ma solamente quella del padrone o del ministro». Così d’Holbach nel suo Saggio sull’arte di strisciare.« Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone: deve tenere conto che l'uomo che sta al comando non ha mai torto».
In realtà noi continuiamo a vivere a Corte, perché è la quotidianità, anche televisiva, che ci restituisce uomini con “diverse anime” in tutte le latitudini. La corte sa crearsi il suo spazio, tutti sono sodali tra loro. «Senza la Corte», ha scritto in Teologia portatile, «nemmeno la chiesa può prosperare, lo Spirito Santo vola con un’ala sola. È a corte in ultima istanza che si decide l’ortodossia. Gli eretici sono sempre coloro che non pensano come alla Corte. Le divinità di quaggiù regolano comunemente la sorte delle divinità di lassù”.
Ed ecco a cosa serve la Massoneria, a cosa è servita, a cosa servirà. A raccogliere eretici che non vogliono stare a Corte, essere il ritrovo dei “mortali affetti da rigidità di Spirito”, “tutti d’un pezzo”, “incapaci di cedere a capricci” e di “assecondare fantasmi”. Anche fuori dalla Corte c’è eleganza, lusso, bellezza. Ma c’è soprattutto l’odore della dignità dell’uomo. Che non ha prezzo.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York

venerdì 5 ottobre 2018

Tiziano Busca: «La Massoneria costretta alla diffamazione permanente. Ma è ora di fare autocritica»

di Tiziano Busca*



Quello che è successo in Sicilia ricorda la Stanza 101 di Orwell, la segregazione a cui sono condannati i non ortodossi, i non allineati, quelli che si macchiano di uno ‘psicoreato’ e sono costretti all’isolamento, alla diffamazione permanente, al silenziamento. Riflette Diego Fusaro in alcune sue pagine: «Le forme della persecuzione dei dissidenti e dei non allineati non sono più centrate sulle figure dell’estetica dei supplizi e sulla sanzione immediata dei corpi nelle sue più disparate maniere, spazianti dalla cicuta di Socrate alla croce di Cristo, dal rogo di Bruno e Vanini, al carcere di Gramsci. Risultano, invece, fondate su quei dispositivi dell’esclusione e del silenziamento, della marginalizzazione e dell’ostracizzazione in forza dei quali il dissidente è eliminato non materialmente, ma simbolicamente: continua a vivere, ma è come se non vivesse più, costretto com’è a un’esistenza laterale e alla marginalizzazione a opera della società nel suo complesso».
Forzando un po’ la penna a Orwell possiamo dire che il potere non smette mai di fare a pezzi le menti dei sudditi per poi ricomporle nella forma che esso ha stabilito. In Sicilia è successo questo, il profilo giuridico sta sullo sfondo, e ci auguriamo che la Corte Costituzionale e l’Europa facciano giustizia in senso pieno. Il problema, attenzione, non sarà risolto. Perché il legislatore è intriso di questa cultura. La legge è l’effetto di un pregiudizio, non ne è la causa. Avremmo dovuto fare battaglie preventive contro l’esclusione, già da tempo avremmo dovuto rivendicare la forza di ‘pensare altrimenti’. Questa pagina buia di deve fare riflettere sui nostri sbagli, sui nostri errori, sulle nostre mancanze. Solo una sana autocritica ci potrà salvare. Noi non dobbiamo chiedere il permesso di essere una società iniziatica alla ricerca del senso dell’uomo. Certo lo avremmo potuto spiegare, piuttosto che fare opere di beneficenza, utili, ma estrinseche e accessorie alla nostra natura. Avremmo dovuto confrontarci senza ambiguità con il mondo culturale. Confrontarci non vuol dire cedere, vuol dire essere orgogliosi del proprio patrimonio sapienziale e guardare in faccia la storia. Avremmo dovuto impegnarci in quell’entusiasmo pre-ideologico che fu dei nostri padri. Perché quando hai un’idea di mondo, ti costruisci una morale e il dibattito pubblico, la vita politica, che altro è se non un’armonica composizione di morali singole in sostanza etica?
Andiamo avanti con fiducia ma stiamo attenti: sbagli non ne possiamo più fare.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York

mercoledì 3 ottobre 2018

Alessandro Meluzzi: «La Massoneria è una grande scuola iniziatica di metodo critico e di tolleranza»

Alessandro Meluzzi con Gustavo Raffi e Tiziano Busca

«La Massoneria è una grande scuola iniziatica di metodo critico e di tolleranza», così Alessandro Meluzzi nell'introduzione a La Massoneria di Joseph de Maistre, recentemente proposta in prima edizione italiana da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno. «Anche io sono stato iniziato massone», scrive Meluzzi che spiega che se la Massoneria ti aiuta a mettere a fuoco la domanda esistenziale, la religione, poi, è la risposta. Questa fu la parabola di un cattolico ortodosso e controrivoluzionario come de Maistre. «Non sono potuto rientrare nel cattolicesimo, sebbene io sia un massone in sonno, perché essere massone esclude dalla Chiesa romana. Perciò mi sono rifugiato nell'accogliente Chiesa ortodossa, alla quale in verità ero già legato».

La copertina del libro

lunedì 1 ottobre 2018

«Piazza Dalmazia» al Teatro Tertulliano. Tiziano Busca: «Questo siamo noi: cercatori di senso»

Margò Volo, Tiziano Busca, Egidio Senatore, Furio Bigi

Grande successo al Teatro Tertulliano di Milano per la 'mise en space' «Piazza Dalmazia» di Raffaele Bruno dall'omonimo romanzo di Mauro Cascio, con Margò Volo. Diplomata al Piccolo, nota al grande pubblico della televisione per aver lavorato con Iacchetti, Gene Gnocchi, Luca e Paolo e prossimamente al cinema nell'ultimo film con Boldi e De Sica, Margò ha divertito, emozionato, fatto riflettere, dando corpo e sangue al testo del filosofo pontino, rendendone anche le sfumature.
«La filosofia si è fatta presenza», ha detto Tiziano Busca che con il Gran Capitolo del Rito di York ha patrocinato l'iniziativa. «Il racconto di questo viaggio all'apparenza così facile, così possibile, è un qualcosa che tutti ci riguarda. Abbiamo tutti una nostra piazza Dalmazia che può ricomporre il nostro senso, ed è il lavoro dell'iniziato, del massone. E qui c'è il grottesco che ci viene raccontato da questo testo straordinario. Litighiamo su come arrivarci, magari, se a piedi, se col 38, se in taxi, se in Metro. Litighiamo perché siamo convinti che ci sia una strada più strada delle altre. Che ci sia un percorso principe, l'unico, il migliore. E alla fine il viaggio nemmeno lo facciamo. Lo possiamo giusto immaginare. E raccontare qualcosa di presunto, non qualcosa di vero. È l'esatta fotografia della conoscenza e delle strade che ad essa conducono. Litighiamo su quale approccio al sacro adottare, e passiamo la vita a litigare, Guènon è meglio di Evola, l'Alchimia è più potente della Cabala, meglio i Sufi, no meglio la via mistica, no meglio la via religiosa. E la Conoscenza se ne rimane là, inesplorata. Come una piazza in mezzo a una città con tante vie che ti ci fanno arrivare. Solo che tu stai litigando. Stai aspettando il 38 sotto la fermata. Magari aspetti tanto e il 38 non arriva. Questa è l'amarezza: i 38 arrivano quando noi da quella fermata ce ne siamo già andati».
La serata è stata magistralmente presentata da Egidio Senatore. Con (meravigliosi) inserimenti musicali di Furio Bigi.

martedì 25 settembre 2018

Tiziano Busca: «Siamo la Massoneria dei fatti, non delle parole»

di Tiziano Busca*

Tiziano Busca, Mauro Cascio, Gustavo Raffi, Aldo Masullo, Alessandro Cecchi Paone, Gigi Decollanz

Vittorio Sgarbi ha detto tempo fa che la Massoneria magari non lo sa, ma ha un ruolo importante che è quello di farsi carico delle macerie ideologiche che ci sta lasciando l’epoca in cui viviamo. Una testata giornalistica appena ieri ci spronava a esserci, in modo provocatorio, grottesco, surreale. A sbattere il pugno sul tavolo del dibattito politico e culturale. Sul piano delle partite e delle sfide la Massoneria in generale, e quella del Rito di York in particolare, uno dei Riti del Grande Oriente d’Italia e il più antico e diffuso al mondo, c’è. Intanto perché portatrice sana di un doloroso paradosso, che è quello che già segnalava Gianmaria Cazzaniga nella sua opera La religione dei moderni. Che cioè, piaccia o no, ai suoi detrattori, la Massoneria ha già vinto. Gran parte dei suoi valori etici e pre-ideologi (là dove si intenda la politica come sostanza etica) oggi sono concretamente idealizzati nella modernità, il paradosso consiste nel fatto che la modernità non sempre lo sa, perché i suoi nemici hanno spesso depistato, confuso, infangato prestiti e memorie. Ma l’Italia ha debiti enormi con la Massoneria, il Risorgimento è stata la culla di una realtà che poi si è consegnata alla storia. In un libro in uscita a ottobre, che si intitola significativamente ‘La Massoneria parla all’uomo’, cerco di ricordare quali idee, quali libri, quali intelligenze hanno nutrito lo Spirito dell’epoca. Si tratta di capire se quelle idee, idee d’eccellenza della crema del nostro panorama culturale e politico, siano ancora attuali. Si tratta di vedere, vero, se la Massoneria abbia ancora un ruolo propulsivo, oppure no, oppure sia destinata ad essere un Museo che ogni tanto fa volontariato, giusto per far vedere che si è impegnati in una qualche attività.


Il convegno internazionale all'Università di Oxford è stato riproposto integralmente su Radio Radicale


Le recenti chiacchierate con Paolo Mieli, con Ernesto Galli della Loggia, con Alessandro Giuli, con Giancarlo Loquenzi e Piergiorgio Odifreddi ci riconsegnano una cosa che sapevamo già: che di speranza c’è bisogno e, come ci ha ricordato Daniele Capezzone, la Massoneria non merita il trattamento che alcuni ambienti politici, non riducibili ai 5S, le stanno riservando. Quindi: la Massoneria è ancora attuale? Ha qualcosa da dire? Noi riteniamo, beninteso, di sì. È il laboratorio unico, anzi, la chiesa del dialogo e del confronto. E lo York ha interpretato a fatti, con a parole, a proclami, a manifesti programmatici. Lo York ha fatto prassi non teoria. Noi siamo stati all’Università di Oxford, a dire che di arte bellezza ha bisogno il mondo, e lo abbiamo fatto in occasione della pubblicazione di un saggio di Robin Collingwood proposto per la prima volta in Italiano, lo abbiamo fatto confrontandoci con una selezione qualificata del mondo accademico inglese. Ci siamo confrontati tutte le settimane con simposi filosofici sui temi massonici, sia quelli sapienziali, sia quelli ideologici con accademici, giornalisti, scrittori. Abbiamo percorso in lungo e in largo l’Italia con seminari, convegni, aprendo spesso al pubblico, coinvolgendo centinaia di persone, spiegando loro chi siamo. Abbiamo fatto decine di libri, che abbiamo presentato in diverse occasioni, anche in tre edizioni del Salone del Libro di Torino. Basta scorrere il nostro Blog per avere traccia completa delle attività. Agli altri lasciamo le parole. Noi ci siamo dedicati solo ai fatti.


L'incontro con Giancarlo Elia Valori e Tiziana Della Rocca (Il Foglio, Il Fatto Quotidiano)


Abbiamo parlato della dignità dell’uomo, perché questa è la sponda che ci interessa, perché questo è il terreno di dialogo con la cultura. Ci siamo chiesti se l’economia, quella selvaggia della finanza e dei mercati, non la calpestasse. Ne abbiamo parlato con Giancarlo Elia Valori, con Diego Fusaro, con Marco Taradash. Noi siamo qui, e siamo qui per durare, siamo qui per restare. I pugni li stiamo sbattendo da tempo. Ma per esistere ed essere noi stessi, questo va detto, non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno.


Diego Fusaro

Marco Taradash


Né va dimenticato il grande lavoro, rituale, fatto ogni settimana all'interno dei Capitoli, dei Concili, delle Commende. In Italia e all'estero. Perché il Rito di York non è chiacchiera, ma è soprattutto occasione di crescita iniziatica per tutti coloro che lo frequentano. A questo servono le tornate di approfondimento iniziatico (cabalistico e alchemico) a cura di studiosi di primissimo piano: Mauro Cascio, Federico Pignatelli, Enzo Heffler, Massimo Agostini, Nuccio Puglisi...


Il Rito di York è presente capillarmente su tutto il territorio. Ed è forte il suo lavoro in ambito internazionale


Federico Pignatelli, il più conosciuto e autorevole allievo di Ivan Mosca

La copertina del libro in uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno

venerdì 21 settembre 2018

I Nobili Viaggiatori ospitano Corrado Ocone

Corrado Ocone

Prossimo appuntamento dei Nobili Viaggiatori (per le rotte del pensiero) lungo il Canale Neroniano e a Ponte rosso, giovedì prossimo alle 17.30, con Corrado Ocone. Filosofo, direttore scientifico della Fondazione Einaudi, ha collaborato tra l'altro con il Corriere della Sera e il Mattino. Un estratto di un suo articolo è stato usato anni fa dal Ministero come traccia per la prova scritta degli esami di Maturità. Saggista, ha pubblicato studi per Rubbettino e Castelvecchi. Attorno al suo ultimo libro, «Attualità di Benedetto Croce», Mauro Cascio e Saverio d'Ottavi ricameranno le loro riflessioni. Le conclusioni saranno affidate a Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York.