Visualizzazione post con etichetta La Massoneria Italiana nei media nazionali ed esteri. Mostra tutti i post
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giovedì 30 aprile 2020

Che cos’è la Libera Muratoria? Stefano Bisi intervistato da Giuliano Bertelli



Che cos’è la Libera Muratoria? Qual è stato il suo ruolo nel Risorgimento e qual è il suo ruolo oggi? Come ci si sente alla guida di quell’enorme vascello spirituale che è il Grande Oriente d’Italia, la principale istituzione  massonica italiana? Ma soprattutto, che cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova era che si profila all’orizzonte dopo la fine dell’emergenza Covid-19? Sono alcune delle domande poste al Gran Maestro Stefano Bis nel corso dell’intervista i realizzata in collegamento telefonico da Giuliano Bertelli per Mgo Visual. Di previsioni, ha detto il Gran Maestro, soffermandosi sul difficile momento che stiamo attraversando, ne sento tutti i giorni e tante. Invidio coloro che hanno certezze su quello che succederà. Bisogna non farsi prendere dalla ricerca delle certezze in una fase di assoluta incertezza come questa. Dobbiamo piuttosto riscoprire e coltivare, è stato il suo invito, l’arte della pazienza, la pazienza attiva, che ci permette di superare i problemi di ogni giorno. Le tornate rituali delle logge sono sospese, ha riferito poi Bisi, soffermandosi a parlare del modo in cui il Grande Oriente sta vivendo questa fase. Ma i fratelli, ha sottolineato, continuano a sentirsi. Usano le nuove tecnologie per restare in contatto.  Molti  si sono impegnati in iniziative solidali e certo la preoccupazione per quello che sarà il futuro di ciascuno è diffusa. C’è preoccupazione, ha proseguito il Gran Maestro, ma vedo anche tanta voglia di fare e continuare il percorso massonico e tutti siamo  nell’attesa che ci dicano che possiamo ricominciare e riprendere la nostra normale attività e nell’attesa dell’appuntamento con la prossima  Gran Loggia, che si terrà l’11, 12 e 13 settembre.

Replicando a Bertelli,  Bisi ha  ripercorso la storia della Massoneria italiana dal Risorgimento alle persecuzioni subite durante il fascismo fino  alla P2 e raccontato di come e quando entrò nel  Grande Oriente, sintetizzando attraverso le parole del fratello Mario Calvino, padre di Italo, gli scopi della Libera Muratoria, che sono soprattutto, ha ricordato, difendere il Libero Pensiero e  operare per il bene dell’Umanità.  La Massoneria, ha anche spiegato il Gran Maestro , non è schiava del tempo, ma opera nel suo solco. E’ per questo che è sempre attuale e continua ad avere appeal. Anche in questi giorni, ha riferito, c’è chi si mette in contatto con noi attraverso il nostro sito perché vorrebbe far parte della nostra Comunione.

FONTE: GOI

martedì 8 ottobre 2019

Aurelio Saffi e la Massoneria a Forlì



Fra qualche giorno, il 13 ottobre, ricorre il bicentenario dalla nascita di Aurelio Saffi. È ForlìToday a ricordare un tratto saliente del triunviro. «Oltre a essere stato tra i più conosciuti patrioti risorgimentali», scrive Umberto Pasqui, «fu massone fin dal 1862 e, dopo la sua morte, alcuni confratelli gli dedicarono una loggia tutt’ora esistente». Il 23 ottobre del 1900 infatti furono innalzate le colonne della Rispettabile Loggia Aurelio Saffi, numero 105, all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. I fondatori si diedero da fare per acquistare una sede, nella centralissima via Maroncelli, la zona dell’isolato tra piazza Ordelaffi-del Duomo-Giovanni Paolo II, via Maroncelli, via Solferino, fatta eccezione del monastero del Corpus Domini e poco altro. Dopo lo scioglimento della Massoneria da parte del fascismo, il Gran Maestro Domizio Torrigiani, il successore di Ernesto Nathan, fu mandato al confino prima a Lipari e poi a Ponza e le sedi della Massoneria furono confiscate, a partire dalla sede nazionale, Palazzo Giustiniani, attuale sede della presidenza del senato. Lo stabile fu assegnato all’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra e così oggi è conosciuta come Casa del Mutilato.

«Se l’attuale veste del palazzo», annota Pasqui, «rappresenta una compiuta testimonianza dell’architettura razionalista forlivese grazie alla firma di Cesare Bazzani (e conserva pure il piccolo ma prezioso museo storico Dante Foschi), della struttura originaria rimane un corridoio segreto che consente la fuga fino all’uscita da una porticina su via Solferino. Inoltre, in seguito a recenti lavori di restauro, sono emerse simbologie massoniche in un sottotetto. Può balzare all’occhio che, quasi a perpetuare l’esistenza di un tempio (massonico), Bazzani non vuole nascondere l’antica destinazione dello stabile donando ad esso un portale con timpano e fregi classici, simboli che fan sì che chi vi acceda viva la sensazione di entrare, appunto, in un tempio».

lunedì 2 settembre 2019

Il Nuovo umanesimo e la Massoneria



Il Nuovo Umanesimo e la Massoneria è il titolo di un editoriale di Alessandro Gnocchi in prima pagina su Il Giornale, a commento del discorso di Giuseppe Conte.

«Conte ha usato frequentemente questa espressione, specie nelle ultime settimane. Non che si sia capito cosa intenda, oltre a un generico mettere l'uomo al centro della cultura e della politica. Ma nuovo Umanesimo è una «formula» che ha un lungo passato e non resta inosservata in bocca a un politico. Il presidente incaricato (o il suo spin doctor) forse pensava a Francesco Petrarca e Angelo Poliziano. L'Umanesimo propriamente detto. Oppure no. Il nuovo umanesimo è anche lo slogan della massoneria, che si richiama in particolare al filosofo umanista Giovanni Pico della Mirandola. Un esempio per tutti: "La Massoneria del Grande Oriente d'Italia si propone l'elaborazione di un progetto di un nuovo umanesimo per il rinascimento dei valori, la sola via per pervenire ad una civiltà della persona edificata sui fondamenti culturali di uguaglianza, libertà, fratellanza, tolleranza: nostri valori, questi, che conducono all'amore gratuito dell'uomo per il proprio simile e che non potranno mai essere acquistati da alcuna società finanziaria" Firmato Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, 2007».

«La questione non è neanche nuova. Venne già fuori ai tempi in cui Carlo Azeglio Ciampi era presidente della Repubblica. Ciampi mise infatti al centro del suo mandato proprio il nuovo umanesimo. A qualcuno (molti) venne il dubbio. Ciampi era un massone? Probabilmente no, anche se c'è chi ha scritto il contrario, sostenendo che apparteneva a una fratellanza internazionale «atlantica». Senz'altro conosceva e rispettava la massoneria, che infatti gli tributò un omaggio non di circostanza nel giorno della morte».

FONTE

giovedì 11 luglio 2019

Ebraismo e Massoneria. Su Radio Radicale la registrazione dell'incontro tra Tiziano Busca e Mauro Cascio con il Rabbino Capo di Trieste




È disponibile su Radio Radicale la registrazione dell'incontro a Trieste, organizzato dal Capitolo di Urbino del Rito di York unitamente all'Accademia degli Antichi Saperi, «La Sapienza di Re Salomone. Ebraismo e Massoneria» con Tiziano Busca e Mauro Cascio, a confronto con il Rabbino Capo della Comunità Alexandre Meloni. Introdotto da Giulio Adolfato, l'iniziativa ha previsto la partecipazione di Michela Ebreo, discendente di Leone Ebreo, uno dei rappresentanti più illustri del Rinascimento ebraico.

Ascolta la registrazione

giovedì 4 luglio 2019

Il Garibaldi dimenticato

di Mauro Cascio



Oggi è il 4 luglio. E va bene. Il 4 luglio del 1807 nasceva a Nizza Giuseppe Garibaldi. Che non è proprio l’ultimo arrivato. Perché al suo nome, al suo agire, è legata tutta la nostra storia nazionale. Perché intanto va subito detto questo: a parte le questioni storiche, che interessano gli storici, i Musei, figure come la sua appartengono all’immaginario collettivo, ‘fondativo’. Non sappiamo se il mito scriva la storia, ma questo lo sappiamo: il mito resta nella memoria, nella memoria di un popolo, che ritrova, nella sua genesi, l’orgoglio di appartenenza, l’orgoglio identitario.

O almeno dovrebbe.

Se dobbiamo partire da una sconfitta allora tanto vale partire da qui, dalle nostre origini confuse, dimenticate, quando non addirittura mistificate da chi quel passato non lo vuole. Perché dobbiamo dirlo: ci sono forze ideologiche, ancora oggi particolarmente in salute, ‘contro’ cui è stata fatta l’Italia.

Fu in una locanda di Taganrog, in Russia, che Garibaldi incontrò le idee di Mazzini. Le apprese da un uomo, Giovanni Battista Cuneo, detto il Credente (l’allusione era probabilmente alla Massoneria e non alla chiesa cattolica, visto che ne erano entrambi convinti seguaci). Sta di fatto che si innamorò. Lo considerò l’Emile Barrault italiano. «Un uomo, che, facendosi cosmopolita, adotta l’umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato: è un eroe», aveva scritto il francese e Garibaldi se ne fece carne e Mazzini divenne non una lettura ma una missione. E nelle sue Memorie annotò:

«Certo non provò Colombo tanta soddisfazione nella scoperta dell'America, come ne provai io al ritrovare chi s'occupasse della redenzione patria».

Ascolta sull'argomento l'intervista allo storico Antonino Zarcone (da L'Iniziativa Repubblicana)


giovedì 27 giugno 2019

Freedom, la Massoneria su Rete Quattro. Roberto Giacobbo intervista il Gran Maestro



Il Vascello ha aperto i cancelli alle telecamere di Freedom Oltre il confine, che ha dedicato il sesto appuntamento, andato in onda su Retequattro il 25 giugno in prima serata, alla Massoneria con un ampio focus dedicato al Grande Oriente, alla sua splendida e storica sede che domina il Gianicolo, ai preziosi tesori custoditi nella sua  biblioteca, con Roberto Giacobbo che ha intervistato il Gran Maestro Stefano Bisi  che ha spiegato cos’è la Massoneria e come si diventa massoni.

Fonte: GOI

martedì 25 giugno 2019

Totò e Goethe, il grande amore per la Massoneria. In occasione dell'uscita di un saggio sul grande comico napoletano, un bell'articolo su Il Giornale



La notizia non è tanto l'uscita di un nuovo saggio su Totò e la Massoneria. La notizia è un articolo su un quotidiano importante, il Giornale, per una volta senza i soliti stereotipi e pregiudizi. Lo firma Marino Freschi e l'argomento è il ponte ideale che unisce il grande comico napoletano con un gigante del pensiero europeo come Goethe.

«Che c'è in comune tra Goethe e Totò? Apparentemente proprio nulla, eppure tra le stravaganze della storia entrambi sono stati massoni.
Ancora troppo poco, è vero. Ma tra gli sporadici discorsi che Goethe tenne nella Loggia Anna Amalia delle tre Rose di Weimar (in cui fu iniziato il 23 giugno 1780) ce n'è uno che potremmo intitolare La livella, come la più famosa poesia del Principe Antonio de Curtis, in arte e per tutti noi e sempre: Totò. La celebre orazione di Goethe in loggia avvenne il 15 giugno 1821 in occasione della commemorazione di alcuni «fratelli» scomparsi...»

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lunedì 3 giugno 2019

Sergio Romano sulla Massoneria: «Una costola dell'Illuminismo, è animata da una forte fede nei diritti del cittadino e nel progresso dell’umanità»

Sergio Romano

«In Europa e in America la massoneria fu nel Settecento e in buona parte dell’Ottocento, una costola dell’illuminismo, un’associazione animata da una forte fede nei diritti del cittadino e nel progresso dell’umanità. Non è sorprendente quindi riscontrare una sua forte presenza nei movimenti nazionali e liberali dell’epoca. Ma fra la massoneria dei Paesi anglosassoni e quella dei Paesi mediterranei esiste da sempre una fondamentale differenza. Mentre la prima poté spesso contare sulla simpatia delle Chiese protestanti, la seconda dovette scontrarsi con l’ostilità della Chiesa cattolica per almeno due ragioni. In primo luogo anche la massoneria, per certi aspetti, era una religione ricca di omaggi all’Architetto dell’Universo e di complicate liturgie che mettevano in discussione le verità rivelate della Chiesa romana e la sua egemonia sulla società dei Paesi in cui il cattolicesimo era la confessione dominante. In secondo luogo i suoi programmi politici minacciavano l’esistenza dei troni che avevano stretto con l’altare un patto di mutua convenienza e rappresentavano una sfida all’Europa della restaurazione, creata a Vienna dopo la fine delle guerre napoleoniche».
Così Sergio Romano sul Corriere della Sera il 25 maggio 2010. In un’altra occasione, rispondendo al prof. Nunzio Dell’Erba dell’Università di Torino Sergio Romano aveva anche ricordato la natura ‘repubblicana’ della Massoneria, la difesa di Antonio Gramsci contro la legge fascista che ne impose lo scioglimento e la tesi di Benedetto Croce, recentemente riproposta da Tipheret.

In libreria la polemica di Benedetto Croce sulla Massoneria

lunedì 21 gennaio 2019

Chiesa Valdese e Massoneria




Il recente incontro tra il Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma nella sede romana del Grande Oriente d'Italia ha riportato in prima linea il rapporto della Massoneria con le religioni. Che è un rapporto, escluso quello con la chiesa cattolica fatto di guerre, scomuniche e calunnie, abbastanza buono. Anche la Chiesa Valdese, peraltro da sempre nota per posizioni di grande apertura su temi etici e politici, un po' in controtendenza all'interno di tutto il mondo cristiano, non ha nessun pregiudizio, riconosce la storia e i Valori della Massoneria, ci tiene a precisare che la Massoneria moderna fu fondata da Pastori Protestanti e ammette che ci sono e ci sono stati tanti valdesi massoni. «È vero che c'è stata una pagina recente in cui abbiamo conosciuto massonerie deviate, con interessi più politici», dice il moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini, «ma è altrettanto vero che l'albero lo riconosci dai frutti. Su questo deve fondarsi un giudizio, e vale per tutti. Se il frutto è buono...»

martedì 18 settembre 2018

Gianni de Michelis sulla Massoneria

Gianni de Michelis

«Chi come me ha per principio irrinunciabile – etico oltreché politico - il rispetto senza condizioni dell' 'altro' e crede fermamente e indiscutibilmente nella necessità che questa differenza vada non solo rispettata ma aiutata ad esprimersi, non può che rinnovare anche in questa circostanza [...] l'auspicio – che è esigenza civile e morale a un tempo - che tale orientamento faccia sempre più proseliti nell'opinione pubblica. Questo obiettivo, credo rappresenti un punto fermo non solo per la salvaguardia, legittima e indiscutibile, dei valori e delle regole su cui la Massoneria fonda la propria esistenza, ma, più in generale, per la difesa di un mondo in cui la libertà, la scelta di un'idea e di un cammino di vita siano fruibili senza limiti e condizionamenti di alcun genere. Un mondo in cui, in definitiva, il pregiudizio non torni a far sentire, come spesso è accaduto, il suo peso opprimente, per le coscienze dei singoli e per il destino dei popoli; e non svolga più, come esperienze anche recenti dimostrano, una funzione corrosiva e destabilizzante, contraria ad un cammino di pace, solidarietà e uguaglianza verso cui tutti dobbiamo tendere i nostri sforzi e le nostre intelligenze».

(tratto dalla nota introduttiva a Mauro Cascio, Storia (Apologetica) della Massoneria, 2005)

lunedì 23 luglio 2018

L'intervista a Tiziano Busca



Un'intervista a Tiziano Busca, Sommo Sacerdote dei Liberi Muratori dell'Arco Reale  Rito di York in Italia, sulla Massoneria e il suo ruolo, nel suo aspetto teoretico-iniziatico, come le sue fonti alchemiche e cabalistiche ma anche nel suo ruolo pre-ideologico, così attuale in un'epoca come quella attuale in cui tornano ad affermarsi vecchi e nuovi oscurantismi.

Leggi qui l'intervista

lunedì 25 giugno 2018

I liberi muratori che vogliono costruire il "partito dello Stato". Su Il Giornale l'intervista ad Aldo Alessandro Mola



Nessuno prende a calci un cane morto, secondo la celebre massima del filosofo Dale Carnegie: dunque la massoneria italiana ha di che consolarsi. Perché di botte ne riceve parecchie e non si può negare che sia viva; quanto al futuro, nel segno dell'alleanza fra Lega e Movimento 5 Stelle, ne parla Aldo Mola, studioso principe della materia (la sua Storia della Massoneria italiana dal 1717 al 2018. Tre secoli di un Ordine iniziatico esce ora da Bompiani, pagg. 832, euro 23).

La tesi principale è che la libera muratoria aspirò, ma non riuscì mai, a essere il «partito dello Stato»: fece politica, tradendo lo spirito iniziale che proibiva persino di parlarne nelle logge, senza in realtà conoscerne la grammatica. E lo stesso vale per la religione: l'ispirazione cristiana non confessionale, aperta al pensiero classico e illuminista, sensibile a suggestioni spiritualistiche e mistiche di varia provenienza, degenerò troppo spesso in anticlericalismo feroce (tipo quello del Messico al tempo dei Cristeros) o in banale occultismo più o meno magico (prestando il fianco alle accuse di settarismo, spiritismo, promiscuità sessuale e altre fantasie). E il «partito dello Stato», cioè il cuore della tolleranza laica, risorgimentale e fedele alla Costituzione, di cui avrebbe dovuto essere custode? Il guaio - secondo Mola - è che oggi non esiste: «Così, siamo come siamo... i massoni nei pasticci, e uno Stato che non se la passa benissimo».

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martedì 19 dicembre 2017

Massoneria e Protestantesimo. A Torino Marco Novarino con Claudio Pasquet

Marco Novarino è uno dei curatori del volume della Storia d'Italia Einaudi dedicato alla Massoneria

[...] Alla Casa massonica di Torino si è svolto, davanti a un centinaio di persone attente e interessate, un confronto tra il prof. Marco Novarino e il pastore Claudio Pasquet sui 500 anni della Riforma luterana e sui 300 anni della Massoneria speculativa. Il ragionamento, sintetico quanto profondo, si è dipanato lungo il corso dei secoli, dagli eretici italiani del ’500 che, protetti più nella Basilea di Bullinger e Castellione che nella Ginevra di Calvino, prepararono, inconsapevolmente, «il processo di svolgimento in deismo e illuminismo moralistico» (Cantimori), prodromi della Massoneria speculativa, al ’700 illuministico fino al periodo post-unitario con la conseguente evangelizzazione in Italia.
Uno studio del prof. Novarino, finanziato in parte con l’otto per mille, sta già portando interessanti dati: tra il 1880 e il 1925 (data in cui la Massoneria fu costretta dal regime fascista a interrompere i suoi lavori) erano ben oltre cento i pastori protestanti iscritti al Grande Oriente d’Italia e altri ancora erano massoni della corrente scissionista del 1908. A dimostrazione che non vi fosse solo solidarietà tra minoranze ma convergenza su determinati temi.
Si è parlato di come nel secondo dopoguerra si siano fortemente raggelati, per motivi variegati che sarà
interessante approfondire, i rapporti tra protestanti italiani e Massoneria,ma infine si è notato come su temi eticamente sensibili e nel proporre di avere in questo nostro Paese finalmente una legge su libertà religiosa, di coscienza e di pensiero, pur nelle inconfutabili differenze, si possa lavorare insieme.
Si sente dire sovente in questo mondo secolarizzato che religioni e ma non sembra che i grandi temi come, tra i tanti, la difesa dei diritti umani, i diritti del fine vita e la solidarietà verso il diverso da noi, la laicità dello Stato siano stati risolti. E sono battaglie comuni, necessitano di dialogo e confronto senza pregiudizi.

(fonte Riforma • numero 46 • 1° dicembre 2017 • pagina 4).

martedì 26 settembre 2017

In Italia abbiamo la Bindi. Ma all'estero nasce la cattedra di Libero Pensiero



Il 20 settembre scorso la Preside della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università Nazionale di Tucuman ha firmato un accordo con il Gran Maestro della Gran Loggia di Argentina per la costituzione, all’interno della Facoltà, di una cattedra di Libero Pensiero. La notizia viene diffusa con ampio risalto nel portale dell’Università ed è stata ripresa dalla newsletter della Gran Loggia di Spagna, ‘El Oriente’.

La Preside Mercedes Leal e il Gran Maestro Angel Jorge Clavero hanno siglato la collaborazione nella sala del Consiglio Direttivo della Facoltà. Dirigerà la Cattedra Marcelo Villalba, docente della Scuola di Cinema dell’Università, che ha dichiarato che l’accordo è stato firmato, “giustamente”, nel Giorno del Libero Pensiero data, come da lui stesso ricordato, che richiama il XX Settembre 1870 della storia d’Italia.

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mercoledì 20 settembre 2017

Cozzino (Pd): «Dobbiamo lasciarci le polemiche alle spalle. La Massoneria ha un grande ruolo in Europa»

Andrea Cozzolino

“Nessun pregiudizio, dialogo con tutti”. L’europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino ha accettato l’invito del Grande Oriente d’Italia e ha partecipato al dibattito organizzato il 16 settembre al Vascello, residenza della storica istituzione massonica italiana sul tema “Oltre. Per una nuova stagione dei diritti”  in coincidenza con le celebrazioni del XX Settembre e dei Trecento anni di Libera Muratoria. Con lui sul palco il Gran Maestro Stefano Bisi, il carismatico ex leader  sindacalista della Uil Giorgio Benvenuto, il direttore dell’unità di genetica medica  dell’Ospedale Bambin Gesù, Antonio Novelli,  il direttore della Nazione Francesco Carassi, nelle vesti di moderatore. Una presenza, quella dell’esponente del Partito Democratico alla festa della Massoneria italiana, tutt’altro che scontata. [...]

“Viviamo in un mondo, in cui, a volte i pregiudizi costruiscono delle immagini del tutto sbagliate. Che cosa dovevo  immaginarmi di trovarmi? Persone in carne e ossa, professionisti, uomini impegnati in l’Italia, una grande realtà.  Davvero dovremmo lasciarci alle spalle tante polemiche, tante discussioni, che hanno fatto tantissimi mali al paese. E poi io lo guardo anche dalla dimensione europea. La Massoneria ha un grandissimo ruolo in Europa”.

Continua a leggere qui (da Futuro Quotidiano)

mercoledì 4 gennaio 2017

Anna Maria Isastia: «Troppe bugie sulla Massoneria»



Malgrado venga definita un’associazione iniziatica e di fratellanza, che si propone come patto etico-morale tra uomini liberi, rappresenta il più comodo alibi-ombrello per le accuse di complottismo utilizzato da coloro che vogliono spiegare carriere apparentemente poco meritocratiche: ‘E’ stata la Massoneria’. Ma è davvero la Massoneria la grande burattinaia della storia del mondo moderno?
Una delle maggiori studiose dell’Associazionismo massonico è una donna, in barba alla vulgata che immagina le donne escluse dalle Logge o, forse, emarginate a Logge ‘rosa’. Si tratta della professoressa Anna Maria Isastia, che insegna Storia Contemporanea all’Università ‘Sapienza’ di Roma ed è Presidente Nazionale del Soroptimist  -un’associazione femminile composta da donne con elevata qualificazione nell’ambito lavorativo che opera, attraverso progetti, per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione femminile e l’accettazione delle diversità..

Leggi tutta l'intervista su L'Indro

venerdì 2 dicembre 2016

La libertà di stampa in Italia



Su Radio Radicale per parlare anche di Media e Massoneria con Carlo Ricotti (Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Monsagrati (ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi La Sapienza di Roma), Giancarlo Tartaglia, direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI). Conclude Stefano Bisi, GM del Grande Oriente d’Italia.

Ascolta qui