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sabato 4 luglio 2015

4 luglio, Tiziano Busca: «Oggi non è una ricorrenza formale. Oggi ricordiamo valori fondanti il nostro stare assieme e a cui è impossibile rinunciare»



Il 4 luglio non è una data come tante. E non è una cosa che si ricorda perché è politicamente corretto. È invece l’occasione per testimoniare e rinnovare un impegno che non è di un popolo o di un altro. È un impegno dell’uomo, nella sua più radicale semplicità e intransigenza. L’intransigenza di chi non affida ad altri le proprie libertà. La libertà dal bisogno, le libertà sociali e le libertà civili che non ci rendano mai schiavi di altri uomini. Il 4 luglio è una festa americana, è il Giorno dell’Indipendenza e la dichiarazione è un documento che parla al cuore degli uomini. Può anche parlare in silenzio, come quando confessi a qualcuno qualcosa di grande. Ecco perché non è solo una festa americana. Perché in quella carta di canapa ci sono parole di una cultura che era già europea, quella dell’Illuminismo e quella dei giureconsulti e dei giusnaturalisti. Tutti gli uomini sono stati creati uguali. I loro diritti sono diritti ‘inalienabili’. Nemmeno volendo possiamo rinunciare alla nostra libertà e contro qualsiasi forma di Stato che ce le metta in discussione noi abbiamo qualcosa di fondamentale, che non sempre viene ricordato: il diritto alla resistenza, il diritto di modificare l’autorità costituita o distruggerla quando calpesta i diritti fondamentali. E capiamo bene che non sono aride questioni di diritto. Vediamo bene che dietro la ricorrenza di oggi c’è la carne, c’è il sangue, c’è il corpo. Le parole non hanno importanza quando sono solo parole. Le parole diventano fondamentali quando dietro c’è la vita. Noi oggi non ricordiamo i fatti americani. Noi oggi ricordiamo la vita. Il senso e la regola che ci siamo dati per abitare insieme. Quella composta armonia che nessuno dovrà più toccarci.

Tiziano Busca,
Sommo Sacerdote 
del Gran Capitolo dell'Arco Reale dei LLMM
in Italia - Rito di York

martedì 27 gennaio 2015

27 gennaio 2015



Il Right Eminent Department Commander per l'Europa - Cav. Emilio Attinà ricorda il 27 gennaio, "giorno della memoria". In uno dei passaggi più significativi scrive: «L’Olocausto voleva eliminare non solo una 'razza' ma annientare una cultura che ha dato vita alla storia della Umanità. Noi insieme e singolarmente dobbiamo ribadire il nostro No contro ogni forma di prevaricazione dell’Uomo sull’Uomo'.  Clicca sul Link-fonte per scaricare o leggere tutto il messaggio.
Link-fonte: 27 gennaio 2015.

Il giorno della Memoria. Il Sommo Sacerdote Tiziano Busca: «Siamo testimoni attivi e ribelli»

Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo



«Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. 
Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai». 
(Bertrand Russel)

La storia ricorda, testimonia insegna. La storia è memoria del tempo, è memoria di valori, è memoria di successi, di sconfitte, di atrocità di nobiltà di animo umano, di guerra di pace.  Ma perché la storia non sia solo memoria chi, nei valori dell'Uomo, trova le radici e le ragioni della pace, della tolleranza della libertà non può non testimoniare ogni giorno la via della sconfitta rappresentata dalla barbarie e dell'eccidio tragicamente manifesto nei campi di concentramento. La Libera Muratoria ha questo compito come al pari il Rito York. Non può essere ucciso l'Uomo! La sua energia la sua anima saranno sempre bandiera presente ogni giorno, a testimoniare che gli eccidi del nazismo e la sconfitta della ragione e della vita hanno, negli uomini del dubbio e della ragione dei saggi e dei massoni, testimoni attivi ribelli e rivoluzionari contro ogni forma di autoritarismo e privazione dei diritti.
La bandiera della Libera Muratoria testimone del rispetto della diversità che non per fede religiosa, colore o posizione economica distingue il fratello dal fratello. Anche in questo tempo dove ogni forma di estremismo religioso o politico si manifesta con distruzione di vite la Libera Muratoria ha il compito di continuare nel suo messaggio di costruzione del percorso iniziatico di difesa dei valori di libertà anche con atti manifesti e condivisi verso il mondo sociale verso il mondo giovanile. La montagna di scarpe di uomini,  donne, bambini, di ebrei, di massoni, di omosessuali, di spiriti liberi e ribelli, che viene conservata nel campo di concentramento di Auschwitz è la vergogna che grida alle nostre anime, non  è solo la memoria di vite distrutte, di persone bestialmente uccise ma il risultato di ciò che accade quando la via della conoscenza e della tolleranza vengono sconfitte.
Mai più! Ogni giorno e sempre memoria e impegno contro i distruttori della dignità umana, della pace, della libertà per consentire che ogni seme di pensiero, ogni voce fuori dal coro, ogni spirito libero...cresca!

Tiziano Busca
Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York

Solo la Memoria potrà salvarci

di Domenico Priolo



Sono troppo ‘giovane’ per aver vissuto i tragici anni dell’ultima guerra e della Shoah. Nonostante ciò, grazie al concetto autentico di ‘Memoria’, posso esprimere in modo abbastanza consapevole l’orrore e l’esecrazione massima nei confronti delle ideologie che imperversavano allora.  La ‘Memoria’ di cui parliamo è non un mero ricordo ma bensì un ripresentare, tener presente l’evento.  Come è dolorosamente attuale la considerazione pasoliniana! «Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità».
Un evento storico si colloca sempre in un tempo passato,  l’evocarlo lo fa rivivere nel presente, così persone e fatti di ieri entrano nella nostra quotidianità, e ciò è un fatto singolare perché la vita del presente che ha i suoi ritmi e regole consolidate respinge tutto ciò che non ha attinenza con il reale fluire del momento.
Così la storia, per quanto reale e anche radice del presente, in un certo senso, ci appare come qualcosa di scontato che  ha si qualcosa da insegnarci, ma che è da relegare  sempre in un angolo come se fosse un polveroso libro posto su uno scaffale di una libreria, sappiamo della sua presenza, lo possiamo sfogliare, ma lo possiamo anche ignorare.
Le date, le ricorrenze, allora ci appaiono come dei campanelli, che pongono la nostra attenzione su quanto è accaduto, ma se non entriamo nell’intimo di un evento non sapremo cogliere mai l’attualità di ciò che quell’evento ci dice, ed è appunto inserendo l’evento nell’attualità vivendolo da vicino possiamo capire che  quanto è avvenuto ci parla a noi uomini di oggi.
In questo inizio dell’anno, precisamente il 27 di Gennaio, giornata nella quale si commemora la Shoah, siamo pervasi da un sentimento di pietà e di commozione verso le vittime della follia nazista, dell’eccidio rivolto verso un intero popolo: gli Ebrei; si voleva allora cancellare in tutti i modi partendo da presunte idealità una cultura ed una religione, ed ancora oggi guardiamo stupiti a quei fatti che ci sembrano veramente al di fuori di ogni logica di civiltà umana e stentiamo a credere che tutto ciò sia successo, se non fosse che rimangono le testimonianze umane di tali atrocità e i muti scheletri delle torrette dei campi di sterminio, dei capannoni,  dei filo spinati, di quei viali, in quella fabbrica della morte  dove tutto era organizzato al fine di uccidere.
'Shoah', allora non è ciò che è successo in una nazione o se vogliamo in più nazioni sotto un’unica ideologia, appena 70 anni fa, questa parola infatti deve farci comprendere i meccanismi sempre presenti nelle dinamiche umane che possono portare  anche in paesi cosiddetti civili, dove fiorisce la scienza e l’amore per il bello, che se non sono motivati dal sentimento di promuovere la dignità dell’uomo, certamente sfociano  in ciò che la storia ancora ci racconta e allora non è  esagerato guardare alla Shoah come un monito e non stancarsi mai di dire: «Non vogliamo mai più che ciò avvenga».

Giorgio Sacerdoti ospite del Circolo Culturale Manfredi



Lo scorso venerdì presso il palazzo del governo di Benevento si è svolta la commemorazione della Shoà. Con il patrocinio della Prefettura di Benevento, la manifestazione è stata organizzata dal Rotary Club di Benevento e dall'associazione 'Circolo Culturale Manfredi'. Settant'anni sono passati dall'apertura dei cancelli del più tragicamente noto dei campi di concentramento di Adolf Hitler, quello di Auschwitz e quella profonda ferita nella storia d'Europa è stata ricordata attraverso le parole di Giorgio Sacerdoti, docente alla Bocconi di Milano e presidente del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano.
Sacerdoti ha rievocato dolorosamente  la storia della sua famiglia tra deportazione e salvezza. La visita a Benevento di Sacerdoti, invitato personalmente da Enza Nunziato, giornalista beneventana da sempre molto sensibile alla salvaguardia della memoria rispetto alla spaventosa pagina delle persecuzioni a danno degli Ebrei perpetrate dai nazi-fascisti, ha fatto da prologo alla Giornata della Memoria che cade ufficialmente oggi. Proprio Nunziato, che ha ricoperto sino a qualche tempo fa la carica di presidente del Rotary beneventano, ha organizzato e moderato i lavori della serata intitolata 'Memoria e… è Libertà' che ha coinvolto la Prefettura e la stessa Comunità Ebraica di Napoli. Nunziato ha rievocato l'abominio delle leggi razziali approvate nel 1938 dal regime fascista che, con quell'atto, si adeguò alle politiche razziali del nazismo tedesco. Purtroppo, però, quella vergogna non appartiene al passato: «Quell'indifferenza e quel dolore sono ancora tutt'ora presenti.  Oggi giorno c'è chi ancora nega l'Olocausto e ci sono quei rigurgiti antisemiti».
Insomma, la lotta all'Ebreo non è un fatto del passato, ma una realtà contemporanea, sebbene ovviamente lo Stato non si renda responsabile ora di quella vergogna. All'appuntamento in Prefettura hanno partecipato anche gli studenti del Liceo Scientifico "Rummo", veri testimoni del domani.  I ragazzi hanno, dunque, ascoltato Sacerdoti che ha raccontato come gli sia balenata l'idea di scrivere un libro dal  titolo: Nel caso non ci rivedessimo prendendo in prestito le parole purtroppo profetiche dell'ultima lettera spedita da Siegmund Klein alla figlia Ilse  pochi giorni prima della sua deportazione da Amsterdam ad Auschwitz nell'ottobre 1943. Quel tragico fatto intervenne proprio mentre Ilse e il marito milanese Piero Sacerdoti (papà dell'autore) riuscirono a salvarsi riparando in Svizzera, scappando dal nostro Paese con il loro neonato Giorgio, che è appunto l'autore del libro. Proprio di Giorgio Siegmund scriveva: «Non lo potrò mai vedere altrimenti che in fotografia». Nella tragedia degli ebrei occorre distinguere tra "i sommersi" e "i salvati" secondo l'espressione di Primo Levi: tra i sommersi anche la mamma di Ilse, Helene, morta in Olanda, ed il fratello Walter di soli 22 anni, arrestato in Francia mentre cercava di raggiungere la sorella. Il carteggio tra i genitori ed Ilse nell'Europa in guerra, miracolosamente preservatosi, riemerge dopo settant'anni, con il suo carico di affetti, di preoccupazioni, di speranze.  Una vicenda che, a distanza di decenni, si conclude nel 2011 con la 'riconciliazione' ideale dei figli di Ilse con quella Colonia da cui i nonni dovettero fuggire nel 1938: con la posa delle "pietre d'inciampo" con i loro nomi davanti alla casa dove avevano abitato. Sacerdoti ha sottolineato: «Presi quella scatola di scarpe nella quale erano contenuti  lettere quasi tutte in tedesco per far riemergere i ricordi.  Era un delitto non farlo e non pubblicarlo vista l'importanza di quei documenti». L'autore in effetti non voleva far altro che rendere pubblici gli stati d'animo, le paure, le speranze e la stessa rassegnazione per una vita distrutta travolta dalla guerra e da un follia che portava a considerare la popolazione ebraica inferiore a quella ariana. Il volume racconta due storie parallele di due famiglie ebree; i Klein tradizionalmente tedeschi rifugiati in Olanda ed i Sacerdoti italiani. Sacerdoti grazie a queste lettere ed anche a presentimenti tragici è riuscito a scrivere un libro arricchito da una documentazione autentica e storicamente probante. L'incontro ha visto la partecipazione di Floriana Maturi, il capo Gabinetto in rappresentanza del prefetto Paola Galeone.
Maturi ha detto: «Questa deve essere una giornata di riflessione e non bisogna mai dimenticare il passato perché questi orrori possono capitare nuovamente». Luigi Marino, del Circolo Manfredi Benevento, si è detto colpito e commosso dal contenuto del volume: «È stato difficile leggerlo tutto d'un fiato.  Ci sono vari sentimenti se uno si trova a contatto con queste pagine.  C'è un atto d'amore di un nipote che non ha mai conosciuto il nonno se non tramite queste lettere ed un atto di grande apertura nei confronti del lettore, potendo avere la possibilità di avere queste storiche corrispondenze. Si può notare la cattiveria, la follia, la scelleratezza di quel periodo». Marino, inoltre, ha rimarcato come nel volume si ricostruisca uno dei tanti aspetti delle persecuzioni: in quei tempi un avvocato ebreo non poteva esercitare in giudizio. Anche da questa assurdità ne esce fuori, per Marino, un ammonimento per le giovani generazioni a rinsaldare valori di uguaglianza, libertà e fratellanza.


Quando l'umanità perde la fratellanza



Quello che manca nelle notti dell’orrore è l’umanità. Cioè il nostro non essere più capaci di essere umani.  Un delitto che urla contro il cielo, quando si perde il senso dell’umanità, il senso dello stare insieme. Lo sterminio di un popolo è una ferita che indigna perché ha a che fare con la perdita del valore più importante. Perché, per parafrasare il grande Edoardo De Filippo nel contributo che vi proponiamo, ci si vergogna persino di essere uomini. Meglio essere una scimmia o un pappagallo. Se poi la nostra cultura nella sua storia è stata capace di tutto in nome del denaro e del potere. Se tutto diventa numero, sbiadisce ogni sensibilità, ogni affetto. Ricordare vuol dire prenderne atto. Con tutto l’amore di cui siamo capaci.




Origine e fonti delle regole comportamentali riguardanti gli ebrei osservanti

di Giuseppe Russo



Tra le fonti che stabiliscono le regole del comportamento dell’ebreo osservante, certamente una delle più autorevoli è il 'Kitzur Shulchan Aruch' di Rabbì Shlomò Gantzfried, pubblicato nel 1864, che rappresenta una sintesi dell’opera più vasta sulla halachà, lo Shulchan Aruch di Joseph Caro ( 1488-1575 d.e.v. ).
Queste regole non solo traggono origine dalla Torah scritta (Pentateuco) ma anche e soprattutto dalla Torah orale che, secondo la Tradizione, fu data a Mosè e trasmessa da questi da bocca ad orecchio a Yehoshua Bin Nun e successivamente da Maestro ad alunno, sempre in forma orale, fino a Rabbì Yeudah haNassì (141-189 d.e.v. ), figlio del Rabbì Shimon ben Gamlièl, famoso quest’ultimo anche nell’ambito della cultura cristiana, per essere stato il Maestro di Paolo di Tarso;  Rabbì Yeudah haNassì, insieme ad altri Saggi, scrisse quindi un’opera poderosa completata nell’anno 189 d.e.v., conosciuta col nome di Mishnà, la quale raccoglie gli insegnamenti della Torah orale ed è composta di sei sezioni chiamati 'Ordini' che a loro volta si dividono in 'Capitoli' e 'Trattati'.
Successivamente alla Mishnà alcuni Rabbì scrissero pure altri  trattati chiamati Midrashim, che sono però a commento della Torah scritta; contemporaneamente alcuni Rabbì si cimentarono pure nello studio della Mishnà, elaborando un notevole lavoro di commenti alla stessa; questo lavoro fu raccolto circa 300 anni dopo la nascita della Mishnà, esattamente nell’anno 475 d.e.v., in un’opera chiamata Ghemarà e che,  insieme alla Mishnà, costituisce e forma quell’opera straordinariamente complessa e vasta,  nota col nome di Talmud.
Nel corso delle generazioni, hanno avuto luce numerose opere alle quali i Rabbì si sono impegnati onde fornire maggiori chiarimenti e spiegazioni al Talmud, che presenta un linguaggio accademico non facilmente comprensibile a tutti; tra gli autori più  famosi che spesso sono citati, ricordiamo Rabbì Shelomò Yitzchachi ( Rashì ) e Moshe ben Maimon ( Rambam, Maimonide ).
La Torah orale prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme era custodita dai Saggi del Sinedrio, il quale era composto da 71 membri ed esercitava le sue funzioni nel Santuario, in un apposito luogo chiamato 'lishkot hagazit' ( stanza dalle pietre squadrate ).

Mai dimenticherò



Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo,
che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte
sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.

Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo
visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo
muto.

Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre
la mia Fede.

Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per
l’eternità il desiderio di vivere.

Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio
Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del
deserto.

Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a
vivere quanto Dio stesso. Mai.

Elie Wiesel, La Notte

venerdì 16 gennaio 2015

Marie Adelaide Deraismes, la prima donna in Massoneria



Fu iniziata nel gennaio del 1882 all’età di 54 anni, Marie Adelaide Deraismes, la prima donna a mettere piede in una Loggia, Le Libres penseurs, in Francia. Repubblicana, giornalista, ardente militante femminista, fece molte battaglie per i diritti civili, dei più deboli, e per il suffragio universale. Nello studio che vi proponiamo, di Hervé Hoint-Lecoq, la ricostruzione del clima culturale dell’epoca ma anche il dibattito, acceso, sulla (è il caso di dirlo) secolare questione delle donne in Massoneria. Vi suggeriamo anche un paio di testi, in italiano, per ulteriori approfondimenti e per una (succinta) ricostruzione bibliografica.

Lo studio di Hervé Hoint-Lecoq

Donne e Massoneria in Italia (Bastogi ed.)

Le stelle d'oriente e l'iniziazione femminile (Tipheret ed.)


giovedì 1 gennaio 2015

John Edgar Hoover


Nasceva 120 anni fa a Washington il Fr.llo e Compagno dell'Arco Reale John Edgar Hoover famoso nel mondo profano per aver guidato come suo direttore la famosa agenzia investigativa americana FBI sotto otto Presidenti Statunitensi. A 25 anni fu iniziato nella Federal Lodge n°1 a Washington, DC. e per 52 anni indossò il grembiule massonico partecipando attivamente alla sua vita. Fu insignito di numerose decorazioni e onoreficenze massoniche. L'immagine dell'annullo postale che illustra questo Post emesso il 28 settembre del 1984, ci dice che fu al piedilista dell'Arco Reale nel Capitolo Lafayette n°5. Oggi presso la Casa Massonica di Washington DC esiste una stanza dedicata a  J. Edgar Hoover  contenente molti dei documenti e scritti personali del Fr.llo e Compagno Hoover.


giovedì 6 novembre 2014

104 anni fa nasceva il Fr. Cesare Abba

Giuseppe Cesare Abba ripreso da Alessandro Pavia,
fotografo ufficiale della Spedizione dei Mille

Come oggi 104 anni fa ( 6 ottobre 1838) nasceva il Fr. Giuseppe Cesare Abba a Cairo Montenotte (Brescia) E' stato uno scrittore e patriota italiano. Quasi sicuramente massone già dai tempi della spedizione dei Mille. Nel 1869 da Maestro fu tra i fondatori della Loggia Sabazia di Savona, ancora oggi esistente. In occasione del centenario di fondazione della Sabazia (1969) scrivevano i Fr,lli: "Esaltiamo i nomi di coloro che il 25 ottobre 1869 fondarono la prima Loggia massonica in Savona; tra essi Federico Pescetto, Paolo Prudente, Cesare Favari, Stefano Benech, Giuseppe Cesare Abba. (...) Nel 1860, si unì ai volontari di Giuseppe Garibaldi per la spedizione nel Regno delle Due Sicilie: il 5 maggio, dallo scoglio di Quarto si imbarcò con i Mille per la Sicilia, dove ebbe il battesimo del fuoco combattendo nella battaglia di Calatafimi, si meritò i gradi di ufficiale nella presa di Palermo e partecipò anche alla battaglia del Volturno. Fu allora che Abba scrisse della spedizione dei Mille nel suo poemetto romantico intitolato Arrigo: da Quarto al Volturno, che stampò solo nella primavera del 1866 «più per contentar gli amici che per lusinga di far leggere cose sue. Gli dicevano che dalla guerra imminente non era certo di tornare, e che non sarebbe stato inutile lasciare di sé quel lavoro.» Nel 1880 pubblicò Noterelle d'uno dei Mille edite dopo vent'anni, poi rielaborate con il titolo Da Quarto al Volturno, forse il miglior libro dell'epoca sul Risorgimento italiano. Il 5 giugno 1910 Abba fu nominato senatore. Pochi mesi dopo morì a Brescia il 6 novembre 1910 all'età di 72 anni. Uomo onesto, educatore irreprensibile e cittadino virtuoso, i suoi funerali furono un'apoteosi per la cittadina lombarda e commovente fu il trasporto nel cimitero di Cairo, accanto alle spoglie dei suoi familiari.





Per incollare altri paragrafi è sufficiente che batti "a capo" prima di incollare.

giovedì 16 ottobre 2014

160mo della nascita del Fr. Oscar Wilde


Oggi cade il 160mo della nascita del Fr.llo Oscar Wilde scrittore e poeta Irlandese. Autore del famoso romanzo il ritratto di “Dorian Gray”. Per quanto molto significativa per lui, la sua vita massonica fu molto breve: quattro anni, il tempo  dei suoi studi al Magdalen College di Oxford. Venne cinto con il grembiule di Maestro il 25 maggio 1875.


  

lunedì 29 settembre 2014

Enrico Fermi


Nasceva 115 anni fa il Fr. Enrico Fermi. Nel 1923  viene iniziato Massone nella Loggia Lemmi di Roma, allora all'obbedienza di Piazza del Gesù. Nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein, anche lui Massone e Premio Nobel per la Fisica nel 1921. Oggi diverse logge del Grande Oriente d'Italia sono a lui titolate.

sabato 27 settembre 2014

George Gershwin


116 anni fa nasceva il Fr.llo George Gershwin (Brooklyn, 26 settembre 1898 – Hollywood, 11 luglio 1937)  uno dei più grandi compositori, pianista e direttore d'orchestra statunitense. La sua opera ha spaziato dalla musica colta al jazz. È considerato l'iniziatore del musical americano. L'eredità musicale che George Gershwin ha lasciato al mondo è incalcolabile: rimane tutt'oggi uno dei grandi preferiti, sia delle orchestre che dei cantanti; lo stile è molto sofisticato e può essere tranquillamente preso come modello per insegnamenti; i temi dei musical sono tra i più svariati; migliaia di artisti hanno cantato sue canzoni. Ai solenni funerali tenutisi il 15 luglio 1937 presso la sinagoga Emanu-El di New York partecipò una folla di oltre 4500 persone, assieme al sindaco di New York Fiorello La Guardia e a numerose personalità della politica e della cultura newyorkese. A Villa il Vascello pochi giorni fa, sulle note dei quattro elementi si è festeggiato l'Equinozio d'Autunno con un "Omaggio a George Gershwin".

Link-fonte: GOINewsletter
Link-fonte: wikipedia

lunedì 22 settembre 2014

Equinozio d'Autunno 2014


Domani 23 settembre 2014 cade l'Equinozio d'Autunno. Una ricorrenza che cadenza l'orologio massonico e che annualmente viene ricordata in tutte le Logge Massoniche Italiane e nei Capitoli dell'Arco Reale. In questa circostanza il Sommo Sacerdote Comp. Tiziano Busca ha scritto un messaggio augurale che è stato inviato a tutti i Capitoli e a tutti i Compagni muniti di una email.
Leggi il messaggio per l'Equinozio d'Autunno cliccando sul Link-fonte sottostante.

Link-fonte: migliori e diversi.

mercoledì 10 settembre 2014

187mo della nascita del fr.llo Ugo Foscolo


Nasceva 187 anni fa il Fr.llo Niccolò Ugo Foscolo (Zante, 6 febbraio 1778 – Turnham Green, 10 settembre 1827). Del rapporto tra Foscolo e la massoneria non si sa molto. Fu iniziato presso la Loggia Reale Amalia Augusta di Brescia e la sua rapida carriera tra le fila dell’esercito napoleonico si spiega anche con la totale adesione ai progetti dell’imperatore ed ai suoi ideali profondamente intrisi nel messaggio massonico. Fu uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo. 

domenica 31 agosto 2014

32 anni fa moriva il Gran Maestro Torrigiani Domizio.


Come oggi passava all'Oriente Eterno il Gran Maestro Torrigiani Domizio (avvocato) che ha legato il suo nome ad uno dei periodi più difficili della storia della Massoneria italiana. Venne eletto Gran Maestro del G.O.I. il 23 giugno 1919, dopo la fine della prima guerra mondiale e poco prima dell'avvento del fascismo. Succedette nella carica ad Ernesto Nathan.
Cliccando sul Link sottostante potrete leggere una breve sintesi del GOI relativa al Convegno di studi promosso dal Collegio circoscrizionale della Toscana in collaborazione con l'Istituto storico della Resistenza in Toscana, che si è tenuto a Firenze il 24 novembre 2011.

 

giovedì 28 agosto 2014

Johann Wolfgang von Goethe: 265mo


Oggi cade la ricorrenza del 265mo anniversario della nascita del Fr. Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832). 

Scrittore, poeta e drammaturgo tedesco diventa Apprendista il 23 giugno 1780.  Il 23 giugno del 1781 (stessa data dell’iniziazione!) passa al grado di Compagno  e il 2 marzo 1783 è elevato al sublime grado di Maestro Muratore. La sua esperienza di Loggia è molto breve. Infatti il 24 giugno la loggia Amalia cessa l’attività e le sue colonne sono demolite.

Questo lo porta ad affiliarsi, con lo pseudonimo di Albaris, all’Ordine degli Illuminati.

Questo il testo di adesione di Goethe all’Ordine degli Illuminati ritrovato negli archivi sovietici:

“Io, sottoscritto, m' impegno con il mio onore e buono nome, rifiutando ogni clausola segreta, a non svelare a nessuno, persino agli amici più intimi... in nessun modo... indipendentemente se sia assunto o no, i quesiti che riguardano la mia affiliazione alla società segreta, affidati a me dal signor Bode, consigliere di legazione. Tanto più che sono stato assicurato che detta società non intraprende niente contro lo stato, la chiesa ed i buoni costumi. M' impegno inoltre a restituire immediatamente tutti i documenti e le lettere, ricevuti a tale proposito, dopo aver preso le note, da me solo concepibili. Se, eventualmente, io ricevo per custodia qualche documento ufficiale dell'ordine, debbo serrarlo in modo estremamente minuzioso, allegando l' indirizzo del versato e probo membro dell' ordine, affinché , in caso della mia morte subitanea, quel documento non capiti assolutamente tra le mani di nessuno. Tutto ciò prometto senza alcuna clausola segreta e dichiaro, da uomo onesto che desidera rimanere tale, io non abbia degli impegni con delle altre società e non divulghi a nessuno i segreti, affidati a me in modo riservato” . Goethe.

martedì 26 agosto 2014

40 anni fa moriva il Fr. e Compagno Charles Lindberg


40 anni fa moriva il 26 agosto del 1974 il Fr.llo Charles Lindbergh. Nel Link-fonte sottostante il Fr. Philip Douglas 32° KCCH lo ricorda nel 75mo anniversario del suo storico volo nel 1927 sulle pagine del "the Scottish Rite journal". In quel ricordo (salvo una errata interpretazione) si evince che il Fr.llo Lindberg è stato Compagno Maestro dell'Arco Reale membro del St. Luouis Chapter n°33.

Foto: Charle Lindberg

giovedì 21 agosto 2014

Baldovino II re di Gerusalemme

Baldovino II affida a Hugo de Payns e a Goffredo di Sant'Homer la moschea di Al-Aqsada un'edizione miniata acritana del XIII secolo della Historia rerum in partibus transmarinis gestarum di Guglielmo di Tiro e continuatori Biblioteca Nazionale Francese, Parigi

Come oggi, 883 anni fa, moriva a Gerusalemme Baldovino II. Questa ricorrenza è, e deve essere occasione di riflessione per tutti i Maestri dell'Arco Reale.
Affidando Baldovino II la custodia della moschea di Al-Aqsa nel 1119 ai cavalieri Hugo de Payns e Goffredo di Sant'Homer che ne fecero il quartier generale dell'Ordine templare, si poneva la pietra fondante di quello che sarebbe diventato un'Ordine cavalleresco-religioso la cui potenza economica e politica fu causa della sua stessa fine.

Oggi, molti Maestri dell'Arco Reale sono a piedilista della Gran Commenda dei Cavalieri Templari, terzo Corpo Rituale del Rito di York.