lunedì 6 giugno 2016

Riflessioni sulla meditazione massonica

di Marco Rocchi



Ancora una bella tavola di Davide Carbonaro e Federico Guastella della R.L. San Giorgio e il drago all'Oriente di Ragusa. Il tema è «Riflessioni sulla meditazione», ovviamente svolto in chiave massonica.

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Tiziano Busca: «Siamo la Massoneria che vuol fare sognare»

Tiziano Busca, a sinistra, con Marco Rocchi, Marco Colombo e Mauro Cascio

Si è svolta a Pesaro la presentazione del libro di Tiziano Busca, «Rito di York. Storia e metastoria» (Tipheret). Marco Rocchi, introducendo i lavori, ha ricordato il ruolo della Massoneria, il suo grande compito spirituale, che è quello della ricerca di senso al di fuori dai dogmi religiosi, il suo importante contributo nella storia. E la Massoneria, ha detto, ha tante anime, fra cui quella del Rito di York, il più diffuso rito di 'perfezionamento' nel mondo.
«Questo è un libro importante», ha aggiunto Mauro Cascio, «perché combatte una tendenza sempre più marcata a intendere la Massoneria come un'associazione di volontariato, in cui il cuore della Massoneria, cioè la ricerca iniziatica, è sempre relegata alla periferia della considerazione. Tiziano Busca invece chiarisce i termini della partita: dice cosa il lavoro di Loggia fa e cosa non fa. Ci racconta il ruolo dei Capitoli, dei Concili, delle Commende, che sono intimamente connessi nella sublimazione del lavoro spirituale. Se io mi sono soffermato spesso, nei miei scritti, nella ricostruzione della Massoneria del passato, per raccontare come era, devo riconoscere che rimango intrappolato in operazioni archeologiche, fredde, morte. Tiziano, che oltre ad essere l'autore di questo libro è anche il Sommo Sacerdote del Rito, è invece pensiero in atto, è vita, è la Massoneria dell'oggi che può diventare la Massoneria del futuro».
«E dopo che il filosofo ha parlato di Dio, toccherebbe allo psicologo parlare dell'Io», ha scherzato Marco Colombo. Il processo di individuazione del resto è così simile al lavoro che l'iniziato fa su di sé. Perché il lavoro 'in re' nelle cose, rinvia analogicamente, sempre, a un lavoro di introspezione e di sgrossamento della pietra.
Tiziano Busca non si aspettava l'accoglienza che sta avendo questo volume, tutte esaurite le copie dei primi due appuntamenti di Rimini, bene anche a Torino, al Salone del Libro. «Sono contento perché c'è interesse. Dobbiamo essere noi a presentarci, a farci conoscere, con la nostra storia, la nostra eredità». Perché esiste una sola Massoneria, che è quella della nobiltà del pensiero e del viaggio delle culture. Ci sono state troppe pietre d'inciampo nei nostri sentieri ed è ora di far capire che noi siamo il cammino e la meta, non siamo gli incidenti. Siamo la Massoneria che vuol fare sognare, non le tante deviazioni che non trovano sonno.

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giovedì 2 giugno 2016

Oltre il muro a Catania. Una bella iniziativa, in collaborazione con Tipheret - Gruppo editoriale Bonanno. Con Giacomo Marramao, Santi Fedele, Gabriele La Porta. E il sindaco Enzo Bianco



Una bella iniziativa all'Università di Catania organizzata dal mio editore Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno col Comune di Catania. Introdotti da Alberto Samonà (Libero), tra i tanti interventi accademici da segnalare quello di Giacomo Marramao (Roma Tre), Santi Fedele (Università di Messina), Francesco Coniglione (Università di Catania, presidente della Società Filosofica Italiana), Gabriele La Porta. Interviene il sindaco Enzo Bianco.

Sul Sole 24 Ore un articolo su Saint-Martin, Martinez e il Martinismo delle origini



«C'è un giudizio di Joseph de Maistre, il filosofo passato alla storia per “Le Serate di San Pietroburgo” e amato da Baudelaire (confessò come la lettura di questo autore gli avesse insegnato a pensare), che dovrebbe farci riflettere. Riguarda Louis Claude de Saint-Martin. Lo considera: “Il più istruito, il più saggio, il più elegante dei teosofi”. Balzac lo lesse attentamente e deve molto a sua volta a codesto singolare letterato, e non soltanto per “Séraphita”; i romantici tedeschi, inoltre, ne subirono un deciso influsso, come è facile riscontrare nell'opera del filosofo monacense Franz von Baader». Comincia così un lungo articolo del Sole 24 Ore su Louis-Claude de Saint-Martin in occasione dell'uscita dell'Uomo di Desiderio, curata da Matteo Ranalli. Le opere del filosofo incognito, allievo di Martinez de Pasqually e segretario dell'Ordine degli Eletti Cohen, sono conosciute da tempo dal pubblico italiano, grazie all'infaticabile lavoro di Ovidio La Pera e Vittorio Vanni. Un'intera collana dell'editore Tipheret, peraltro, è dedicata ai classici del pensiero martinista (Lamed). Da un paio d'anni Mauro Cascio sta proponendo anche edizioni critiche, spesso in prima edizione italiana, del Martinismo delle origini (prima cioè che Papus si inventasse il suo Ordine Martinista): «Il Trattato sulla Reintegrazione degli esseri» e il «Manoscritto di Algeri» di Martinez de Pasqually, «L'uomo-Dio. Trattato delle due nature», «Le Istruzioni di Lione», le «Lettere» e i «Nove Quaderni D.» di J.B. Willermoz, «Le Istruzioni della saggezza», «Il cimitero di Amboise» e «Lettera a un amico sulla Rivoluzione francese» di Louis-Claude de Saint-Martin, oltre all'Atlante di Prunelle de Lière, e alle opere di Bricaud, Chevillon e dello stesso Gerard Encausse.

Leggi l'articolo sul sito del Sole 24 Ore