martedì 5 marzo 2019

Mauro Mellini: «È grave che il Parlamento siciliano non si senta leso dalla norma contro la Massoneria»

di Mauro Mellini*

Mauro Mellini

Non ne avevo avuto notizia. La stampa poco e nulla ne aveva parlato. E ciò, anziché sminuire la rilevanza del fatto e della sua stupidità, la sua illiceità, fa di esso e di quanto ad esso si ricollega qualcosa di più grave.
È stata da una lettera che Enzo Pulvirenti ha indirizzato al Presidente della Repubblica (che non ha dato prova di coscienza dei propri doveri istituzionali non degnandolo di una risposta) di cui ho solo ora conosciuto il tenore, che ho appreso che, subito dopo l’insediamento del rinnovato Parlamento Regionale Siciliano, è stata rimessa a tutti i Deputati la richiesta di una dichiarazione circa la loro eventuale appartenenza alla Massoneria o altre “simili compagini”.
E non è meno grave il fatto e meno evidente il carattere discriminatorio, anzi, è invece tanto più grave perché il motivo di questa schedatura sarebbe rappresentata da un ipotetico legame tra Massoneria e Mafia. Anzitutto esso non è nuovo. E’ la ripetizione di quanto già compiuto dalla Regione Marche e poi dalla Regione Friuli Venezia-Giulia nei confronti dei propri dipendenti. Provvedimento che la Corte Costituzionale, investita della questione della loro legittimità, aveva dichiarato incostituzionali.
Dunque: “Perseverare diabolicum”.
Qualche dipendente di ognuna delle due Regioni suddette aveva dunque reagito alla pretesa discriminazione. I Deputati regionali siciliani, dai quali sarebbe lecito pretendere maggiore sensibilità per il rispetto dei principi di libertà e di euguaglianza sanciti dalla Carta Costituzionale pare che non abbiano battuto ciglio.
Che essere costretti a dichiarare una eventuale appartenenza ad una confessione religiosa, ad un partito, ad una associazione qualsiasi, rappresenta una inammissibile discriminazione, non vi è dubbio.
Che il “legame” tra Massoneria e Mafia sia una baggianata è ancor più evidente.
E’ inutile ripetere la storia delle idiozie della fantasia di quanti sono stati e sono i cultori di questo preteso assioma.
C’è una connotazione di impudenza in questo intento persecutorio che andrebbe approfondito per scoprirne il carattere patologico, oltre che la grottesca corrispondenza alle leggi, ai bandi, alle sentenze dei regimi preliberali.
Ma l’impudenza a tutto ciò si aggiunge, in quanto a farsi propugnatori di certi atteggiamenti e di certi provvedimenti discriminatori e persecutorii sono persone che con pari disinvoltura non si sottraggono alla considerazione, agli onori ed alle pubbliche manifestazioni di omaggio e di riconoscenza verso Massoni di tempi antichi e recenti.
Se dovremo ritenere giusto ed opportuno porre il “marchio massonico” a carico dei Deputati Siciliani, allora dovremo porlo accanto ai nomi di ben diciannove Massoni caduti alla Fosse Ardeatine. E sulle lapidi che ricordano Garibaldi, le sue gesta, dovremo aggiungere “Massone e Gran Maestro della Massoneria”, o, altrimenti rimuovere quel ricordo di un “concorrente esterno della mafia”.
Sono tutte forme discriminatorie, stupide e violatrici di principi fondamentali della convivenza in Paesi liberi e democratici.
Ma è grave che nessuno del Parlamento Siciliano se ne senta leso. Non parlo necessariamente di Deputati Massoni (che, sarebbe logico aspettarsi che ve ne siano).
La discriminazione offende tutti, non solo i discriminati. Nessuno che io sappia, ha rifiutato di redigere la dichiarazione discriminatoria.
Grazie dunque a Pulvirenti. Al quale chiediamo di poterci associare quali sottoscrittori delle lettere al Presidente della Repubblica, dal quale sarebbe lecito pretendere un diverso atteggiamento, una pronta attenzione ed una aperta condanna rispetto alla violazione dei diritti dei Cittadini (tutti, Massoni e non Massoni) oltre che di sprezzo per le decisioni della Corte Costituzionale.
Grazie, dunque, all’Amico Pulvirenti per aver fatto quanto era dovere di tutti noi, non solo e non tanto dei Massoni. Ed alla sua protesta va la nostra piena solidarietà.
Solidarietà soprattutto di chi non è Massone e dovrebbe sentire la necessità di non essere scambiato per uno degli stupidi discriminatori.
Con l’augurio che Mattarella non ritenga che la sua funzione sia solo quella di grande mediazione. Magari di mediatore tra la stupidità e l’ipocrisia.

* Tratto dal suo profilo Facebook. Già deputato in più consiliature, Mellini è stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Editorialista e saggista, è autore di numerosi saggi in cui con vena politica indaga sulle storture della legge.

lunedì 4 marzo 2019

Tiziano Busca: «Abbiamo da vincere una battaglia di libertà»

di Tiziano Busca*

Tiziano Busca con Nicola Zanetti


«Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi». A dirlo fu Winston Churchill e lo fece al termine della battaglia di Inghilterra, quella che salvò la libertà di tutti, pure la nostra. In questo momento noi siamo come quel vecchio conservatore inglese che ha osato sperare quando nessuno sperava più e per questo ha visto. Noi dobbiamo sperare di lui per vincere a nostra volta. La Massoneria è sotto attacco. Un attacco continuo, persistente, sui soliti fronti, dai soliti nemici. Ti hanno dichiarato guerra. Anche se ogni tanto arriva il dolore e la sorpresa del fuoco amico. Abbiamo una battaglia di libertà da vincere. E lo facciamo, bene saperlo, in assoluta solitudine, senza la stampa a favore e senza appoggi politici. Perché la calunnia quotidiana contro la Massoneria è un punto di nessuna importanza nell'Agenda del Paese. Eppure lo abbiamo detto dal primo giorno: attenzione a queste aggressioni, perché si comincia con una minoranza e poi sappiamo che la tirannia è come l'uva, ne mangi un chicco e non smetti più. Noi lo abbiamo detto dal primo giorno: non abbassiamo la guardia. Abbiamo una storia, un prestigio, un decoro, che ci vogliono far dimenticare, perché siamo tutti mafiosi, per loro. Che non ci sia nessuna evidenza, meno meno che giudiziaria, non conta. L'importante è fare passare il messaggio, così che leggi liberticide siano approvate a furor di popolo e con la stampa  a favore. Attenzione che funzionò così anche con le leggi razziali.
Abbiamo attraversato momenti peggiori. Ma oggi, come sempre, non combattiamo solo per noi. Combattiamo per il senso di una libertà che ogni giorni vediamo in pericolo. Nessuno potrà spegnere l'ultima fiamma. Noi, ricordando le parole di Churchill, siamo qui per questo.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York

L'Accademia degli Antichi Saperi. Le discipline tradizionali in una piattaforma e-learning. Prossimamente il simbolismo del Rito di York





È online il sito dell'Accademia degli Antichi Saperi. L'obiettivo è quello di far rivivere lo spirito dell'Antica Accademia di Giambattista della Porta del 1560, organizzando un piano di approfondimento in 'classi' con insegnamenti come la Cabala, contestualizzati però con la modernità (dalla meccanica quantistica alla psicologia del profondo). I discenti sono guidati da autori e studiosi affermati, in un totale di dieci corsi annui, con un comitato scientifico già presieduto dal compianto Gabriele La Porta con Daniela Abravanel e le dirette discendenti di Isaac Abravanel e Leone Ebreo, tra i massimi filosofi-cabalisti rinascimentali, Daniela Abravanel e Michela Ebreo.
Un corso, a cui potranno accedere tutti i Compagni del Rito di York, realizzato in collaborazione con il nostro Blog, sarà dedicato il secondo semestre all'esame passo passo di tutto il simbolismo cabalistico dei rituali delle varie camere. Ore di lezioni in modalità e-learning con supporti e materiali didattici e test di valutazione per misurare in tempo reale il proprio apprendimento.

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La Sapienza di Re Salomone. Il saggio di Mauro Cascio su Massoneria e Cabala al secondo posto della classifica Best Seller Ibs




Successo di vendite per La Sapienza di Re Salomone, il libro di Mauro Cascio, recentemente presentato anche a Siena, dedicato al rapporto tra Massoneria e Cabala con una nota introduttiva di Nadav Hadar Crivelli, uno dei cabalisti più noti e affermati in Europa. «Erano anni che la filosofia non volava così in alto», ha scritto tra l'altro. Nello studio del filosofo pontino grande spazio viene riservato al simbolismo delle varie camere del Rito di York. Nella classifica Bestseller di IBS libri, nel suo settore, il volume edito da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno ha chiuso la settimana scorsa al secondo posto.

venerdì 1 marzo 2019

Plutarco e il bisogno di filosofia



«La maggior parte delle persone immagina che la filosofia consista nel dibattere dall’alto di una cattedra e nel fare corsi su alcuni testi. Ciò che tuttavia sfugge, a persone del genere, è la filosofia che si vede esercitata ininterrottamente nelle opere e nelle azioni di ogni giorno. Socrate non faceva disporre sedili per gli uditori, non si sedeva in una cattedra professorale; non aveva un orario fisso per discutere o passeggiare con i suoi discepoli. Ma scherzando con loro, bevendo o andando alla guerra o all’agorà, e alla fine andando in prigione e bevendo il veleno, egli ha filosofato. È stato il primo a dimostrare che, con ogni tempo e in ogni luogo, in tutto ciò che ci accade e in tutto ciò che facciamo, la vita quotidiana dà la possibilità di filosofare».

Plutarco di Cheronea, Moralia