venerdì 23 gennaio 2015

Le origini dei Rosacroce



La tradizione dei Rosacroce ha influenzato qui e là la simbologia massonica, in maniera evidente nel XVIII del Rito Scozzese e in molti passaggi dei gradi dei Capitoli e dei Concilii nel Rito di York. Il movimento rosacrociano è il reale il punto di incontro di varie tradizioni sapienziali, ben a fuoco già in Grecia (forse provenienti dall’Egitto) meglio organizzate nel neoplatonismo che si consegnerà nel Rinascimento alle riflessioni di Giordano Bruno, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola. È lo Spirito che si muove, quello stesso Spirito che prenderà corpo sedimentandosi nel rituali della moderna Massoneria. In questo senso i Rosacroce (come l’Alchimia o la Qabalah) hanno influenzato la struttura stessa del percorso formativo iniziatico. Non è un processo storico, ma un processo spirituale, in  senso hegeliano. Ma qual è il cuore comune a tutte queste cose? L’articolo che vi proponiamo oggi (da ereticamente.it) ripercorre le origini del movimento. Ma segnala anche le costanti di senso. «Non è più Dio che deifica l’uomo, ma è questo stesso che si deifica nella coscienza della sua dignità umana e divina insieme. Questa dignità è tale che lo stesso Dio “non disdegnò di farsi sua creatura”. L’uomo è lo specchio e il compendio dell’universo e attraverso la conoscenza di sé è infinitamente gradiente verso l’infinito, nella sua volontà di sperimentare in sé ogni vita, di comprendere in sé l’umanità e la divinità. Il progresso dell’anima razionale trova il suo termine di paragone nella libertà, e quando questa è assoluta anche l’uomo è assoluto e divino».
I primi attori dello scenario rosicruciano hanno questa grande eredità culturale, hanno fatto i conti con l’intolleranza degli assolutismi religiosi, hanno vissuto da protagonisti l’evoluzione scientifica che ha inaugurato un nuovo metodo di ricerca, basato sulla formulazione di ipotesi da verificare con la sperimentazione. Voglio cioè sottrarre, i Rosacroce, la ricerca al dogma. Non vogliono pregare Dio, ma conoscerlo. E indicare la via di ritorno al Padre. Attraverso un Redentore. Che forse è sempre stato dentro di noi.

Leggi tutto l'articolo