sabato 27 dicembre 2014

La civetta e la talpa. Il grande ritorno, in libreria, degli studi hegeliani

Un ritratto di Hegel

Di Hegel, Idealista, massone, è un personaggio di cui la storia del pensiero non può fare a meno. E non tanto e non solo perché dopo Hegel la filosofia occidentale sia stata o sia ‘hegeliana’, anche se di post-hegeliani di peso ce ne sono stati, Spaventa, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, ma soprattutto perché dopo Hegel è diventato impossibile fare a meno di fare i conti con il suo pensiero e con la visione delle cose e del mondo. Un recente articolo su Alias, l’inserto culturale del Manifesto, rende conto di questo rinnovato interesse, di questo ‘ritorno ad Hegel’, come strumento di difesa contro una ‘cultura spiritualistica e antirealistica’ da una parte e una pragmaticità atea e tecnica e che non ha più niente di filosofico da dire dall’altra.


Il filosofo Remo Bodei

Da poche settimane in libreria c’è l’ultimo libro di Terry Pinckard, intitolato La filosofia tedesca 1760-1860 che legge i classici di Hegel come un laboratorio filosofico in cui si forgia il pensiero della modernità. Ma in questa stagione c’è fermento, dicevamo, anche tra gli scaffali. Mimesis ha riproposto in italiano il testo di Pinckard più famoso, La Fenomenologia di Hegel. La socialità della ragione. Ritratti Hegeliani di Luca Corti è un’analisi della filosofia americana contemporanea. È uscito anche una nuova edizione di La civetta e la talpa. Sistema ed epoca in Hegel di Remo Bodei, mentre quest’estate ancora Mimesis ha mandato in stampa Il bisogno di filosofia di Hegel, con prefazione di Paolo Vinci e postfazione di Pierluigi Valenza.


Il rapporto tra Hegel e il patrimonio simbolico e tradizionale della Massoneria

Il mondo accademico non si sofferma abbastanza sulle fonti massoniche del pensiero hegeliano né sulla molto probabile appartenenza di Hegel alla Massoneria. Un vecchio saggio di Jacques d’Hondt andava in questo senso (Hegel segreto) mentre l’anno scorso è stato riproposto in libreria il valido studio di Gleen Alexander Magee (con la prefazione di Massimo Donà): Hegel e la tradizione ermetica che ci sembra vada ancora più dentro. Se d’Hondt indagava sui documenti, Magee cerca di capire quanto il ‘sistema’ sia stato influenzato da letture alchemiche, massoniche e cabalistiche oltre alla ben nota ispirazione diretta di autori come Paracelso, Jakob Bohme e Franz von Baader