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martedì 10 dicembre 2019

Condividere e Coinvolgere. Ad Arezzo la Festa della Luce



“Diventarono deserti gli scranni della saggezza e i naufraghi del sogno aspettavano che si riaccendesse il faro della sapienza…siamo rimasti soli con le carni lacerate e il cuore scoperto e le mani bianche che si cercano”…Sono i versi di un fratello, il fratello Giannini, che il Gran Maestro Stefano Bisi ha voluto citare durante il suo intervento alla Festa della Luce, che il 7 dicembre da Arezzo ha dato quest’anno il via a tutte le altre,  per ricordare  le notti tempestose che il Grande Oriente d’Italia ha vissuto nel corso della sua storia recente… e dalle quali è sempre riuscito ad emergere più forte e saldo di prima.

“Mani che si cercavano – ha detto – quando era fatica essere fratelli e che però si sono ritrovate…” dopo il ciclone del 1981 – 1982 (la P2), e ancora quello 1992 – 1993 (l’inchiesta Cordova e la fuga di Giuliano Di Bernardo che allora guidava la Comunione). Proprio da Arezzo, ha ricordato il Gran Maestro,  partì una scissione che  ebbe poca fortuna nel Goi. Ma il capitolo di quella storia, ha detto, si è definitivamente chiuso … ”fatelo sapere a chi ci tolse il riconoscimento… che noi ci siamo e ci saremo…e che oggi siamo felici, perché un magistrato ha scritto nero su bianco che la  vicenda del 1992 non è come ce l’ha raccontata chi abbandonò il Vascello….chi lasciò tra le onde impetuose, ma è un’altra. Questo magistrato  ci ha dato ragione nel richiedere l’archiviazione della querela presentata nei miei confronti per diffamazione da chi abbandonò il Grande Oriente”.

“Noi siamo qui oggi –ha rimarcato il Gran Maestro- dimostrando di saper sempre reggere l’urto senza romperci, capaci di soffrire senza timore. Qui, in questa città, Arezzo, che è una delle capitali della Libera Muratoria. Città dell’oro, che brilla un po’ meno nelle fabbriche degli orafi, ma che risplende nel nostro cuore. Quell’oro che brilla e brillerà nelle parole e nei gesti di ognuno”.  “Ci siamo stretti la mano – ha proseguito il Gran Maestro-  in senso di amicizia e di fratellanza. E’ questo il significato autentico della Festa della luce,  una festa anche se non per tutti…” E il suo pensiero è andato a un ragazzo di 14 anni, un giovanissimo atleta, figlio di un fratello, che pochi giorni prima di una importante prova sportiva, si è tuffato in mare ed è rimasto bloccato. “Noi siamo tutti con lui –ha detto- pronti ad aiutarlo a tornare a una vita normale a realizzare i suoi sogni.  E’ questa la catena d’unione. La catena d’unione non sono parole, la catena d’unione ci fa rialzare dopo una caduta, ci fa vincere sfide impossibili, con la forza dei nostri sguardi,  la voce dei nostri cuori”…

“Noi siamo una comunità –ha rimarcato Bisi- una comunione che ha radici antiche e forti e sa costruire il futuro, luogo della bellezza e dell’armonia, che è un’orchestra dove ognuno sta al suo posto. Ci sono….i musicisti, c’è colui che la dirige…e c’è lo spartito, che tutti devono seguire…E qual è lo spartito del Goi. È il progetto e il percorso. Il nostro progetto e i percorsi condivisi È il futuro, al quale si arriva attraverso un percorso obbligato, una strada che ci deve portare ad essere migliori, non  i migliori – ha precisato - ma migliori. Noi crediamo che sia più importante  superare gli altri e ci dimentichiamo di noi stessi ma la gara che dobbiamo vincere è quella con noi stessi. E se sapremo migliorare noi stessi, riusciremo anche a migliorare il mondo che ci circonda e il pianeta in cui viviamo. Ma è un lavoro complesso che richiede costanza, determinazione, forza e salute e anche un po’ di follia...

“Questa caratteristiche sono state necessarie – ha spiegato- affinchè il Goi abbia potuto raggiungere risultati importanti della nostra storia…”. Poi il Gran Maestro ha fatto riferimento anche a un’altra importante battaglia, vinta dal Grande Oriente contro pregiudizi e fake news, raccontando del passo indietro compiuto dall’attuale presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, che,  attraverso una precisazione ufficiale, ha preso le distanze da  alcune dichiarazioni di Di Bernardo, che aveva fatto sue e rilanciato, ma delle quali aveva in seguito riscontrato l’infondatezza. “Morra –ha riferito Bisi- ha voluto dirci che la sua Commissione non ha registrato collusioni tra ‘ndrangheta e Goi…ognuno di voi può tirare le proprie conclusioni…Le ferite anche quelle del 2017 – ha proseguito facendo riferimento alla vicenda legata a Rosy Bindi- si sono trasformate in sorrisi. Ci abbiamo creduto tutti insieme…ed è chiaro il messaggio per il futuro. Un futuro che va vissuto con forza, armonia e serenità”.  Ma il Gran Maestro ha voluto concludere l’evento rievocando parole che vengono da lontano, quelle  di Lao Tze,  leggendario filosofo cinese del VI secolo che diceva: Perché ci sia pace nel mondo, è necessario che le nazioni vivano in pace. Perché ci sia pace fra le nazioni, le città non devono battersi le une contro le altre. Perché ci sia pace nelle città i vicini devono  andare d’accordo, perché ci sia pace tra i vicini è indispensabili che nelle case regni la armonia. E perché nelle case ci sia pace bisogna trovarla nel profondo del proprio cuore.  La pace, ha sottolineato Bisi,  si trova cercando di essere migliori, lavorando duramente su noi stessi con ottimismo, con l’ottimismo del velista che non aspetta nel mare in tempesta che si calmi il vento, ma aggiusta le vele…. Ma non tuttii fratelli – ha aggiunto- sono lupi di mare, ma apprezzano molti  la campagna, i giardini… a loro dico: non lasciate che le spine del gambo di una rosa offuschino la bellezza e il profumo del fiore, non lasciate che le spine, con il dolore che provocano, celino la bellezza della vita e spengano nel vostro cuore la voglia di vivere».

La Festa della Luce, che ha visto un’ampia partecipazione di fratelli, si è tenuta presso il Centro Congressi ad Arezzo in Via Lazzaro Spallanzani 23. Ad organizzarla il Collegio Circoscrizionale della Toscana. “Condividere e Coinvolgere”, il tema scelto per quest’anno.

Fonte: GOI

lunedì 2 dicembre 2019

Il Tempio di Re Salomone. Successo a Siracusa per l'iniziativa del Rito di York

Domenico Bilotta con Giancarlo Germanà

Un lavoro enorme, quello di Giuseppe Sindona e del Capitolo di Siracusa del Rito di York tutto per l'organizzazione di un momento formativo che lascerà traccia. Un viaggio all'interno del simbolismo cabalistico del Rito curato da Mauro Cascio, Giancarlo Germanà e Federico Pignatelli, dopo i saluti del Sommo Sacerdote Domenico Bilotta e del GM f.f. Alessandro Pusceddu si è analizzato un tesoro sapienziale che rischia spesso di venire trascurato. Il problema degli studi iniziatici è proprio questo: o li si misconosce, e prevale nella Massoneria un accento mondanizzante e laicizzante, oppure li si banalizza, con i più improbabili Fanta-esoterismi. Il metodo e il rigore del Rito di York mira proprio a questo: a guidare passo passo nel perfezionamento interiore il Maestro desideroso di mettere meglio a fuoco la propria conquista simbolica. Anche il Rito di York, infatti, con le sue tre camere, è un viaggio all'interno del Tempio, cioè un viaggio interno alle conquiste di coscienza dell'uomo. Le conclusioni sono state affidate ad Antonino Recca, che ha portato i saluti del collegio, al past Tiziano Busca e al Gran Commendatore Massimo Agostini.

Mauro Cascio (con Tiziano Busca)

Federico Pignatelli

Alessandro Pusceddu

Massimo Agostini

lunedì 23 settembre 2019

Francesco Rutelli ricorda il nonno Mario. Ed Ernesto Nathan




La Roma dopo la caduta dello Stato Pontificio, città ricca di fermenti culturali e artistici. A raccontare la città come era ai primi del Novecento, attraverso alcuni suoi protagonisti dell’epoca, Francesco Rutelli, ospite il 20 settembre della Massoneria del Grande Oriente d’Italia nell’ambito della manifestazioni per l’anniversario della Breccia di Porta Pia e dell’Equinozio d’Autunno. Sindaco della capitale dal 1993 al 2001, nonché ministro della Cultura e vicepresidente del Consiglio dei Ministri dal 2006 al 2008, attualmente presidente dell’Anica, Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, Rutelli, nel corso della conversazione “Frammenti di storia” che si è tenuta al Vascello ha ricostruito lo straordinario clima dell’epoca, rievocando grandi figure come quella di Ernesto Nathan, che fu primo cittadino di Roma dal 1907 al 1913, Ettore Ferrari, autore della statua di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori, entrambi massoni e Gran Maestri del Grande Oriente d’Italia e del bisnonno, lo scultore Mario Rutelli, che insieme a loro partecipò al clima unico di quegli anni che furono decisivi per la costruzione dello stato laico e unitario.



Mario Rutelli, che era nato a Palermo nel 1859 e che morì a Roma nel 1941, era un siciliano di grande talento, che, dopo aver lavorato per il padre, la cui impresa costituiva quella che era probabilmente la principale fabbrica del Mediterraneo in quegli anni, frequentò l’Accademia di Belle Arti nel capoluogo dell’isola, e poi lo studio di Giulio Monteverde a Roma e quello di Auguste Rodin a Parigi. Tanti i suoi lavori sparsi in tutta Italia, e non solo: dalla Sicilia a Roma, dalla Germania alla Gran Bretagna. Nella capitale, celebre è il monumento ad Anita Garibaldi sul Gianicolo, cui il Grande Oriente d’Italia ha reso omaggio nell’anniversario della presa di Porta Pia, ma anche la Fontana delle Naiadi a piazza della Repubblica, una delle “Vittorie” sul monumento a Vittorio Emanuele a piazza Venezia, il gruppo marmoreo degli “Irosi” danteschi nella Galleria nazionale d’Arte Moderna, il monumento a Nicola Spedalieri a piazza Sforza Cesarini. E, a Palermo, la Quadriga del Politeama Garibaldi; e ancora, a Catania, il monumento equestre al re Umberto I. E poi, a Monaco di Baviera, le tracce di una statua di Wolfgang Goethe, e ad Aberystwyth, nel Galles, il monumento commemorativo per i marinai inglesi e il monumento a quello che sarebbe stato il re dimissionario Edoardo VIII… Un elenco davvero lungo a testimonianza del fervore dell’epoca. Un fervore di cui sono incontestabili poli e punti di riferimento a Roma, Ernesto Nathan, che guidò la città eterna dal 1907 al 1913 e che le cronache lo considerano il migliore sindaco che Roma abbia mai avuto. Ed Ettore Ferrari, appassionato di arte ma anche di politica e che fece un unicum delle due passioni diventando protagonista della celebrazione artistica del nuovo stato laico nato con l’Unità d’Italia.

FONTE

lunedì 9 settembre 2019

Massoneria e XX Settembre. A Villa Il Vascello Vittorio Sgarbi, Peppe Servillo, Francesco Rutelli, Luciano Violante e Ferruccio De Bortoli



«L’Arte della Bellezza. La Bellezza dell’Arte».  Sarà questo tema della manifestazione del XX Settembre di quest’anno. Un appuntamento sempre molto atteso dalla Massoneria del Grande Oriente d’Italia che celebra l’anniversario di Porta Pia, data storica dell’unità d’Italia,  e l’Equinozio  d’Autunno che segna la ripresa dei lavori nelle logge dopo la pausa estiva. Come di consueto i festeggiamenti si terranno, a carattere pubblico a Roma presso il Vascello, sede nazionale della più antica e numerosa istituzione massonica italiana, dal 18 al 21 settembre.
Tra gli ospiti del ricco programma Vittorio Sgarbi, Peppe Servillo, Francesco Rutelli, Luciano Violante e Ferruccio De Bortoli.

Leggi il programma completo


mercoledì 10 luglio 2019

Sulla via della bellezza. Vito Mancuso a San Galgano



“Cosa siamo?”. La “bellezza” è “una forza diretta al bene comune: essa dilata la nostra energia”: ripensando al nostro rapporto con il pianeta, come umanità stiamo rischiando di fallire, perdendo il nostro “essere sapiens” torniamo ad essere solo “faber e consumens”:  “la via della bellezza è la via della salvezza”. Sono le parole conclusive del filosofo Vito Mancuso nella conferenza da lui tenuta il 5 luglio nell'Abbazia di San Galgano a cura delle logge senesi del Grande Oriente d’Italia “Arbia” (138), “Montaperti” (722), “Salomone” (758), “Ormus (1090) e Agostino Fantastici (1472). Le conclusioni sono state del Gran Maestro Stefano Bisi.

Fonte: GOI

lunedì 8 luglio 2019

La Sapienza di Re Salomone: Ebraismo e Massoneria. Tiziano Busca e Mauro Cascio incontrano il Rabbino Capo di Trieste

Il tavolo dei relatori

Tiziano Busca e Mauro Cascio hanno incontrato il Rabbino Capo della Comunità ebraica di Trieste Alexander Meloni. Una iniziativa curata dal capitolo di Udine del Rito di York e introdotta dal GS Giulio Andolfato. La Massoneria è una palestra teoretica, un luogo dove si mettono a fuoco quelle domande a cui le religioni provano a dare una risposta. Per questo da sempre è terreno di dialogo e di confronto. Per questo nel suo Grande Architetto dell'Universo si riconoscono come fratelli credenti di tutte le fedi religiosi. Si è ricordato l'afflato di Lessing, su cui poggia il concetto di Tolleranza, e ovviamente Voltaire. Ma la cultura massonica riposa su Goethe, Mozart, sull'Enciclopedia di Diderot e d'Alambert, sugli idealisti tedeschi e ha scritto le pagine più alte, con Fichte, Schelling, Hegel. L'uguaglianza, la fratellanza, l'autonomia della ricerca teoretica. L'humus che incanterà Mozart, iniziato il 5 dicembre del 1784 che alla Massoneria dedica più della metà delle sue opere, tra cui la più famosa, il Flauto Magico. Ma anche la Musica funebre massonica in do minore per orchestra K77. In un'altra opera, K483, Mozart musica questi versi: «Tu che adori il Creatore dell'Universo senza limiti / Non importa se lo chiami Jehova, Dio, Fu o Brama. Ascolta, Ascolta le parole e le trombe del Signore di Tutto». Ma non solo Mozart, anche Sibelius: «Se un Fratello si smarrisce e cade protendiamo la nostra mano in aiuto, così, i Massoni, prospereranno sempre. Così resteranno uniti. Buono e piacevole è per i fratelli vivere in armonia». Di recente un musicologo del Conservatorio di Milano e ordinario di Storia della Musica all'Università di Trieste, Quirino Principe, ha fatto notare in una serie di incontri che l'attuale inno europeo, l'Inno alla gioia che chiude la nona di Beethoven è "un omaggio alla tradizione massonica, ed è interamente dominato dalle grandi idee di fratellanza universale, di concordia fondata sulla Ragione, di empatia sociale, di giustizia fondata sulla libertà di pensiero".  Aldo Basso in un celebre saggio, L'Invenzione della Gioia, dice che quella di Schiller è un'interpretazione interamente massonica della civiltà occidentale. Non c'è bisogno peraltro degli accademici per accorgersene. Basta leggere la traduzione del testo:

noi entriamo ebbri e frementi,
o celeste, nel tuo tempio.
Il tuo incanto rende unito
ciò che la moda rigidamente separò,
i mendichi diventano fratelli dei principi
dove la tua ala soave freme.

Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso

All'incontro ha partecipato Michela Ebreo, discendente del celebre Leone Ebreo, l'autore rinascimentale dei Dialoghi d'amore. Dopo la Conferenza, una delegazione del Rito di York è stata ricevuta nella locale Sinagoga.

Da sinistra: Meloni, Cascio, Ebreo, Busca, Giuliani


Un momento della visita


mercoledì 3 luglio 2019

Mozart, musica e Massoneria. Una lectio-magistrali al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo a Palermo



Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) non fu solo un grande musicista, ma fu un uomo dotato di una spiccata intellettualità. Dedito agli studi storici, teologici e filosofici, Mozart riversa nella sua opera tutte queste competenze creando composizioni particolarmente interessanti sotto il profilo filosofico e massonico.
La conferenza-concerto «W.A. Mozart: musica e massoneria» a cura del Grande Oriente d’Italia e del Consiglio dei MMVV dell’Oriente di Palermo si propone di approfondire questi stimoli intellettuali portando il pubblico a conoscere e capire capolavori spesso sconosciuti ma molto significativi del compositore salisburghese.
L’appuntamento è a Palermo il 25 luglio alle 21.15 presso il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo.
Parteciperà Giacomo Fornari. L’accompagnamento sarà a cura di Erlendur Tor Elvarsson (tenore) e Piero Barbareschi (pianoforte).
L'evento rientra nel calendario delle attività previste per "Estate allo Spasimo 2019“ patrocinato dal Comune di Palermo.

martedì 2 luglio 2019

Vito Mancuso ospite della Massoneria a San Galgano



Il suggestivo scenario dell’Abbazia di San Galgano farà da cornice a un incontro pubblico in programma il 5 luglio, alle ore 17 e 30, a cura delle logge senesi del Grande Oriente d’Italia “Arbia” (138), “Montaperti” (722), “Salomone” (758), “Ormus (1090) e Agostino Fantastici (1472). Protagonista sarà il teologo Vito Mancuso che terrà una conferenza su “Sulla via della Bellezza: sosta a San Galgano”. A introdurre i lavori sarà il presidente del Collegio Circoscrizionale della Toscana Luigi Vispi. Partecipa il Gran Maestro Stefano Bisi, che chiuderà l’incontro, accompagnato dal Gran Segretario Francesco Borgognoni.


Abbazia di San Galgano

L'Abbazia è dedicata a Galgano Guidotti, il cavaliere che dopo una vita dedita alla violenza e alla lussuria rinunciò alla vita mondana e diventò eremita ritirandosi in una capanna nella sommità della collina di Montesiepi. L’Abbazia sorge a valle. Iniziata verso il 1220 ma consacrata solo nel 1268, segna l’inizio dell’arte gotica in Toscana. Dopo il ‘500 il complesso andò gradatamente in rovina fino al 1924 quando fu restaurato da Gino Chierici ma solo allo scopo di rallentarne l’inarrestabile degrado: il risultato è che adesso non appare affatto come un rudere ma bensì come un’originale struttura lasciata volutamente incompiuta. Le proporzioni, i materiali, l’assenza del tetto, il rosone vuoto, il silenzio, il cielo a vista avvolgono e stordiscono. Ed è proprio la mancanza del tetto, crollato nel 1768, che esalta l’articolazione e l’eleganza architettonica delle linee che si slanciano verso il cielo aperto come un inno alla spiritualità, accomunando in questo l’Abbazia a quelle di Melrose e di Kelso in Scozia, a quella di Cashel in Irlanda e a quella di Eldena in Germania.


La spada nella roccia nella cappella di San Galgano

Nella Rotonda di Montesiepi – costruita nel luogo dove dimorò Galgano e che sovrasta l’Abbazia – è custodita la spada che, secondo la leggenda, il cavaliere conficcò miracolosamente nella roccia come segno di addio alle armi e l’inizio di una vita morigerata: “ed essa, per virtù divina, si saldò in modo tale che né lui né altri, con qualunque sforzo, fino ad ora poterono mai estrarre”, è scritto nei verbali del processo di canonizzazione, il più antico che si conosca. Galgano morì nel 1181 e quattro anni dopo fu proclamato santo da papa Lucio III.

FONTE

lunedì 17 giugno 2019

Tiziano Busca: «È fatto di errori il progresso dell'uomo. La Massoneria è custode di verità non date»



«La Massoneria è la strada dell'errore. Non nel senso che si sbaglia, ma nel senso che non esiste una verità ultima e definitiva da mettere in tasca. Così la Massoneria è la ricerca. La Verità non sta all'inizio del viaggio. Sta alla fine». Lo ha detto Tiziano Busca a La Spezia, in occasione della presentazione de La Massoneria parla all'uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle organizzata dal Capitolo Apro Lunense del Rito di York, con il suo Gran Sacerdote Mario Bertocchi e Angelo 'Ciccio' Delsanto, da anni instancabile motore culturale.
Il filosofo Mauro Cascio è tornato sul doloroso paradosso della Massoneria. Quello di avere una storia che ha scritto le pagine migliori della nostra cultura, e di non avere riconoscimenti dal mainstream. Eppure nessuno può negare che nella formazione del suo patrimonio ideale ha concorso un Lessing, un Voltaire, tutto l'idealismo tedesco da Fichte ad Hegel, personaggi come Mozart, Goethe, Victor Hugo e poi le democrazie occidentali, diciassette presidenti degli Stati Uniti sono stati massoni, il Risorgimento Italiano, con Garibaldi, i mazziniani, Ernesto Nathan, cinque presidenti del Consiglio, i repubblicani che hanno scritto la Costituzione, Meuccio Reini, Giovanni Conti, Ugo della Seta... e persino Paolo Paschetto, massone, che ha disegnato il simbolo della nostra Repubblica.
I lavori sono stati condotti da Alessia Canaccini, che ha sorpreso tutti, pubblico e relatori, per la puntualità delle sue osservazioni e per la profondità analitica delle sue letture. Le conclusioni sono state affidate a Claudio Palandrani.

giovedì 2 maggio 2019

Massoneria, Architettura, Cabala. Un incontro a Roma


Il Re Salomone con la Regina di Saba

“Qabbalah e Architettura. Focus sulle proporzioni del Tempio di Salomone e della Cappella Sistina” è il titolo del convegno pubblico che sarà ospitato a Casa Nathan domenica 5 maggio, ore 15,00, organizzato dall’Ordine DeMolay Italia in collaborazione con le Logge DeMolay 1305 e Har Tzion Monte Sion 705 di Roma, e con il patrocinio del Collegio del Lazio. Relatori, Elena Lea Bartolini De Angeli, docente di Giudaismo ed Ermeneutica ebraica presso la Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale (ISSR/MI) e l’Università degli Studi di Milano Bicocca, Serena Borghesani, storica dell’arte e presidente del gruppo Alumni Donne DeMolay Italia e Roberto Quaranta, Loggia Har Tzion Monte Sion. Modera la giornalista Clara Salpietro Damiano e conclude Carlo Ricotti, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del Lazio.

Fonte: GOI

martedì 23 aprile 2019

Pietro Gori. Anarchico, ribelle, massone. Successo a Piombino per il convegno del Rito di York

Tiziano Busca con Mauro Cascio

Grande successo alla sala consiliare di Piombino per la conferenza, patrocinata dal Comune, dedicata a Pietro Gori. Anarchico, ribelle, massone. Valerio Gherardini ha ricordato con una dotta introduzione il valore della storia e della memoria. La storia è più o meno ancora oggi maestra di vita, e i valori, maturati lungo il corso dell'esperienza dell'uomo, sono ancora qui a segnare e disegnare i nostri orizzonti e il nostro destino. Gori fu un idealista in senso pieno e vero, abitava cioè i suoi ideali e ne faceva concretamente azione politica. Per questo fu "ammanettato al par dei malfattori" come canta in Addio a Lugano. Lo storico Mauro Carrara ne ha ripercorso la biografia, anche ricordando la sua iniziazione in Argentina, presso la Rispettabile Loggia Rivadavia, i suoi studi, la sua militanza in Italia e all'estero, sempre con questa bruciante passione. Il filosofo Mauro Cascio ne ha inquadrato il pensiero, a partire da opere quali Le basi morali dell'anarchia e Il vostro ordine e il nostro disordine, nel contesto della cultura massonica continentale (Lessing, Fichte, Voltaire). Così stretta che un solo verso basta a spiegare la comunione ideale tra il pensiero anarchico e quello massonico: «Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà e un pensiero ribelle in cuor ci sta».
Al centro delle riflessioni, chiuse e coordinate da Tiziano Busca, anche il ruolo dell'economia predatoria della dignità umana. Un tema che il Rito di York ha negli anni avuto a cuore, ricordiamo su tutti gli incontri con Giancarlo Elia Valori e con Diego Fusaro. Gori la chiama 'antropofagia economica'. «Con la rivoluzione politica, che abolì i privilegi feudali, lasciando solo il denaro dominatore del mondo – la classe vittoriosa nella lotta, giacché si era accaparrata tutte le risorse della vita dal capitale alle ricchezze naturali, trovò che bastava la semplice dipendenza economica dei lavoratori, per farne degli strumenti docili e delle macchine di produzione così feconde di ricchezza per la classe parassitaria, come produttrici di miseria per se medesime».

Addio a Lugano


giovedì 7 marzo 2019

Alchimia. Marco Rocchi all'Università di Urbino

Marco Rocchi

L’evoluzione del pensiero alchemico dalle origini al XVIII secolo”. È il titolo del seminario, organizzato dalla Società Filosofica Italiana – sezione di Urbino- che è stato tenuto Il 5 marzo nell’ambito della cattedra di Storia della filosofia del corso di laurea in Psicologia clinica dell’Università di Urbino dal professor Marco Rocchi, docente dello stesso ateneo ed ex Maestro Venerabile della Loggia Antonio Jorio 1042 all’oriente di Pesaro.

A partire dalle origini metallurgiche dell’alchimia, il seminario ha tracciato l’articolata storia di questa disciplina fino al suo incontro col rosacrocianesimo e con la Massoneria. Il prof. Rocchi ha anche affrontato il legame, controverso e complicato, tra questa disciplina e il padre della rivoluzione scientifica, Isaac Newton. Sono stati infine ricordati i contributi – molto differenti ma entrambi fondamentali – di Carl Gustav Jung e di Frances Amelia Yates nella rivalutazione dell’alchimia.

Non è la prima volta che  Rocchi porta questi argomenti negli ambienti sia scolastici che universitari, dove ha sempre incontrato studenti particolarmente curiosi nei confronti di queste discipline.

È un modo di combattere con le armi della conoscenza e della cultura della cultura i troppi pregiudizi che ancora condizionano l’approccio storico e filosofico tanto sull’alchimia quanto sulla Massoneria. E ogni volta i giovani rispondono con entusiasmo e curiosità..

martedì 26 febbraio 2019

Tiziano Busca: «Dei piccoli costruttori si affrancarono dagli assolutismi. E nacque la Massoneria»



Su YouTube l'intervento recente di Tiziano Busca a San Vito al Tagliamento «Nelle gilde medievali gli iniziati hanno usato una struttura operativa come strumento di conoscenza. Un luogo, uno spazio, distaccato dagli assolutismi religiose. Il costruttore era davvero 'libero', cioè 'affrancato' da uno stato di totale sudditanza. Il fenomeno diventa più importante quando si struttura. E nasce la Massoneria, nell'attuale città di York, con elementi di saperi sempre più complessi ed elaboratori, con le influenze cabalistiche e alchemiche, nell'area del Mediterraneo. Tutto si salda in un percorso favoloso che ha il suo massimo splendore nella Firenze del Rinascimento». Il Sommo Sacerdote del Rito di York ha ripercorso così le tappe del suo ultimo libro, La Massoneria parla all'uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle.

lunedì 25 febbraio 2019

San Vito al Tagliamento. Successo per il convegno con Tiziano Busca, Massimo Agostini, Egidio Senatore



“Maria Maddalena Apostola degli Apostoli”. Splendido evento, magistralmente organizzato da Daniele Franceschi e Lorenzo Duchi, in una città accogliente, San Vito al Tagliamento, e con un pubblico eccezionale. L'occasione per Tiziano Busca, relatore assieme a Massimo Agostini ed Egidio Senatore, con Guido Vitali e Andrea di Lenardo, per tornare a parlare del suo ultimo libro La Massoneria parla all'uomo (Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno). Perché non bisogna mai abbassare la guardia. I nemici della Massoneria, nutriti dal clima di rabbia, ignoranza e superstizione, sono sempre attenti ad assicurare la quotidiana dose di calunnia. L'informazione culturale non deve smettere mai di tenere alta la testa e la concentrazione.

venerdì 8 febbraio 2019

Repubblica Romana, 170 anni di amore. Domani un convegno a Roma


Illustrazione di Antonio Balbiani in “Storia Illustrata della vita di Garibaldi”, Ed. Inversini-Pagani, Milano 1860

Il 9 febbraio del 1849 è la data storica della nascita della Repubblica Romana, la prima vera testimonianza moderna di democrazia e di libertà politica che la nazione italiana riuscì a esprimere prima del repubblicanesimo di oggi. Fu un’esperienza esaltante che chiamò a raccolta gli artefici del Risorgimento, primi tra tutti Giuseppe Mazzini, con il suo motto ‘Dio e Popolo’ che la ispirava, e Giuseppe Garibaldi che fino alla fine tentò di far vivere con i suoi seguaci – la Repubblica Romana durò cinque mesi –  quell’originale esperimento politico, il primo in Europa, che vagheggiava per l’Italia, con la sua illuminata Costituzione, un luogo più giusto dove vivere, laico, liberale, democratico e progressista.

La loggia capitolina “Dio e Popolo” (786) del Grande Oriente d’Italia, intitolata allo storico motto mazziniano, celebrerà, d’intesa con il Collegio Circoscrizionale del Lazio e il Servizio Biblioteca, il 170esimo anniversario della Repubblica Romana con un convegno pubblico che rievocherà quegli eventi e stimolerà la riflessione sul grande lascito di quel progetto che, anche se per breve tempo, fece vivere una parte d’Italia nella modernità. Sarà un omaggio, senza retorica, a uomini e idee a cui gli italiani devono molto.

“Dio e Popolo, Repubblica Romana, 170 anni di Amore” è il titolo dell’incontro che si terrà a Roma il prossimo 9 febbraio, alle ore 9 e 30, presso Palazzetto Mattei, a Villa Celimontana (in via della Navicella 12). I lavori si articoleranno per tutta la giornata e saranno aperti dal maestro venerabile della “Dio e Popolo” Giuseppe Bramucci. Seguirà l’introduzione di Carlo Ricotti, presidente del Collegio Circoscrizionale del Lazio, che modererà gli interventi. Porteranno contributi: il Generale Luciano Alberici da Barbiano (“Appunti e considerazioni sui principali aspetti militari”), il politologo Giuseppe Allegri (“1849 – Una Costituzione sociale?”), la storica Ester Capuzzo (“Gli Ebrei nella Repubblica Romana”), la studiosa e traduttrice Renata Caratelli (“Opinioni e commenti di alcuni autori stranieri dell’epoca”), il giornalista e scrittore Stefano Tomassini (“Roma 1848-1870. Inizio e fine del Risorgimento”), il Maestro Stefano Ragni (“Storia e Musica in ricordo della Repubblica Romana del 1849”, un percorso musicale con pianoforte e voce narrante), gli storici Carlo Ricotti (“La Costituzione della Repubblica Romana del 1849”) e Umberto Longo (“1849 – L’Eredità”). Sono in programma anche gli interventi del Bibliotecario del Grande Oriente d’Italia Bernardino Fioravanti e dell’ex Gran Maestro Virgilio Gaito.

Fonte: GOI