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martedì 30 giugno 2020

Mario Cevolotto e la Massoneria



Documenti relativi al 1925, scoperti dal Servizio Biblioteca nel Fondo Ferrari gettano nuova luce su Mario Cevolotto (1887 1953) avvocato, giornalista e politico, massone che risulta affiliato nel 1914 nella loggia Fraternitas di Roma e poi nel 1919 nella loggia Propaganda,  tra i padri della Costituente e membro della  Commissione dei 75 presieduta da Meuccio Ruini.

Amico del futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini e di Giorgio Amendola, Cevolotto fu tra i maggiori esponenti, insieme con Ivanoe Bonomi, Meuccio Ruini, Luigi Gasparotto ed Enrico Molè, del Partito Democratico del Lavoro (sorto nell’aprile 1943 e noto fino al 13 giugno 1944 come Democrazia del Lavoro, Dl), di ispirazione democratico-progressista. A lui fu affidata la segreteria politica di Democrazia del Lavoro e durante l’occupazione nazista rimase a Roma e giocò un ruolo attivo nella Giunta Militare del Comitato di Liberazione Nazionale.   Il 12 dicembre 1944 fu chiamato da Ivanoe Bonomi a far parte del suo secondo governo come titolare del ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Conservò anche la segreteria del partito. Nel giugno 1945, Cevolotto fu chiamato da Ferruccio Parri a far parte del governo – noto anche come governo della Reistenza- in qualità di ministro dell’Aeronautica. Tenne questo dicastero anche nel successivo governo De Gasperi (dicembre 1945). Nel 1946 venne eletto nell’Assemblea costituente nel gruppo di Democrazia del lavoro, dove fu proprio lui a proporre con successo l’abolizione di ogni forma di censura governativa preventiva per le pubblicazioni. Dopo il 1948 Cevolotto si allontanò dalla vita politica attiva.

Come emerge dalle carte ritrovate dalla ricercatrice e archivista del Goi Elisabetta Cicciola nel fondo Ferrari, conservate presso il Grande Oriente d’Italia e di cui il Servizio Biblioteca diretto dal Gran Maestro Onorario Bernardino Fioravanti sta ultimando l’ordinamento, nel 1925 presiedeva, in seno al Rito Scozzese Antico ed Accettato,  l’Aeropago dei  Grandi Eletti Cavalieri Kadosh, che, a quanto si è scoperto, era  un vero e proprio “laboratorio” di studio e di elaborazione del pensiero, anche politico. La conferma in una  velina dell’Ordine del Giorno approvato il 30 maggio 1925, che esorta  “la Massoneria a prendere la parola contro l’attuale Governo in difesa del diritto di Associazione” e di un verbale manoscritto delle sedute, dal 7 marzo al 23 luglio 1925, con la firma autografa di Cevolotto,  che offre uno spaccato sulla vita politica italiana e soprattutto sulla legge n. 2029 del 26 novembre 1925, inserita nelle cosiddette leggi fascistissime che tra il 1925 e il 1926 iniziarono la trasformazione dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia e che culminarono nel 1939 con la sostituzione della Camera dei Deputati con la Camera dei fasci e delle corporazioni.

Fonte GOI (Erasmo n. 6 giugno 2020.

mercoledì 17 giugno 2020

Il Mozart nero



“Il Mozart nero” , la bellissima biografia scrittta dal musicologo Luca Quinti, da poco pubblicato da Diastema, restituisce alla storia la figura straordinaria di Joseph Bologne (1745-1799), Cavaliere di Saint-Georges, nato in Guadalupa da una schiava nera, educato a Parigi, prima della Rivoluzione, massone, straordinario violinista, il miglior spadaccino di Francia. La  monografia totalmente inedita, che si avvale della  prefazione di Domenico Nordio, ricostruisce la vita avventurosa di un uomo, mulatto e per questo spesso oltraggiato, vittima del razzismo che già all’epoca serpeggiava in Europa e nelle colonie, che sepppe guadagnarsi fama, onori e successi..

martedì 21 aprile 2020

Sulle orme di Geminiani, violinista e primo italiano iniziato in Massoneria



Tra i tanti grandi liberi muratori e celebri musicisti, un posto di primo piano merita sicuramente Francesco Xaverio Geminiani, compositore ed eccelso violinista nato a Lucca nel 1687 e morto a Dublino nel 1762. Non solo per il suo straordinario talento, ma anche è stato in assoluto il primo italiano ad essere iniziato in Massoneria, nella loggia The Apple Three poi divenuta Queen’s Head. Evento che ebbe luogo il primo febbraio 1725. Vero virtuoso contribuì a far conoscere all’estero la tecnica di Arcangelo Corelli, il massimo autore barocco di sonate e concerti e di Alessandro Scarlatti, compositore di opere, cantate e musiche strumentali. A Londra per il modo appassionato delle sue esecuzioni era chiamato “il furibondo Geminiani”. Dal 1733 si trasferì a Dublino. Ci ha lasciato un importante trattato The Art of playing on the violin stampato a Londra nel 1751. Geminiani ritornò in Italia, a Napoli, assieme al fratello Giorgio Olivares per erigere la Loggia De la Perfetta Unione su mandato del Gran Maestro Lord Coreleine. Questa Loggia fu in non solo la prima Loggia napoletana ma anche la prima loggia italiana di cui si abbia notizia. Vi fecero parte tra gli altri Raimondo di Di Sangro, Principe di San Severo.

In piazza Guidiccioni a Lucca il 18 ottobre 2017 con il contributo del Grande Oriente d’Italia gli è stata dedicata una statua, voluta dall’officina che porta il suo nome. L’opera, in marmo bianco, è dell’artista Maurizio Lunardi, che ha fatto dono al Goi del bozzetto..

FONTE: GOI

lunedì 20 aprile 2020

Meuccio Ruini e la Massoneria



In attesa di festeggiare i 150 anni dalla presa di Porta Pia e di riprendere le celebrazioni di un secolo e mezzo di Roma capitale, aperte ufficialmente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 3 febbraio scorso prima di precipitare nell’emergenza Covid 19, può farci compagnia e aiutarci a immergerci nel clima fervido che portò alla nascita della nostra nazione un libro davvero prezioso: «Pensatori e politici del Prerisorgimento e Risorgimento d’Italia», del massone e giurista Meuccio Ruini, nato a Reggio nell’Emilia, la città del Tricolore, il  14 dicembre 1877 e spentosi a Roma il 6 marzo 1970, iniziato a Roma nel Grande Oriente nel 1901. Figura straordinaria di intellettuale, Ruini fu testimone diretto di epocali cambiamenti, dalla crisi dello stato liberale ai  due conflitti mondiali alla Resistenza e alla nascita dello stato repubblicano, partecipò  alla prima Guerra Mondiale, dove si conquistò una medaglia d’argento, e intensa fu la sua attività politica: si oppose all’avanzata del  fascismo, partecipò alla lotta clandestina al regime, alla Resistenza,  fece parte della Consulta Nazionale, fu presidente del Consiglio di Stato prima e dopo la seconda guerra mondiale, presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, senatore e poi senatore a vita. Ma il suo nome è soprattutto legato alla nascita della Repubblica italiana. Ruini fu infatti chiamato a presiedere la Commissione dei 75, istituita in seno all’Assemblea Costituente, il 15 luglio del 1946 con il compito di redigere la nostra Costituzione. Il volume è una raccolta di saggi, scritti tra il 1928 e il 1943, durante quello che Ruini chiamò il suo “esilio in patria”. Il filo comune che lega i protagonisti di questa antologia risorgimentale è quello, come si legge nella prefazione a firma di Rosario Altieri, che compone in un “tessuto storico” il pensiero e l’azione di coloro che dal ‘700 in poi hanno sperato e operato per l’unità d’Italia. E non solo, perché, nelle menti illuminate, anche l’Europa era già presente. Alcuni scritti sono completi, altri paiono incompiuti, “ma ciò nonostante rimangono come segno tangibile di una memoria storica che non può e non deve disperdersi”. L’introduzione è di Marieli Ruini, nipote del grande giurista.

FONTE: GOI

In ricordo di Angelo Raffaele Lacerenza, Repubblicano e Massone


di Antonino Zarcone

Il 19 aprile 1811 a Barletta (BT), nasce Angelo Raffaele Lacerenza. Volontario nel reggimento di fanteria “Regina” borbonico nel 1831, animato da idee democratiche, si avvicina alla carboneria ed alle idee di Mazzini, per cui viene arrestato con l’accusa di cospirazione. Liberato, lascia il Regno e si reca in esilio a Corfù, poi a Smirne dove aderisce alla Giovine Italia, quindi a Costantinopoli, in Egitto, a Bombay ed a Madras dove esercita la professione di medico. Nel 1848, incaricato da Mazzini di sostenere la rivoluzione in Francia ed in Italia, si stabilisce a Firenze, da dove diffonde a proprie spese in tutta Italia seimila copie del “Decreto di grazie ed onori” concessi dal governo di Montevideo ai legionari italiani comandati da Garibaldi nella Guerra dei Farrapos. Dopo una sosta a Napoli, per convincere il Re a concedere la Costituzione, torna a Barletta, dove costituisce la Guardia Civica, subendo ancora l’arresto per organizzazione di bande armate. Liberato continua il suo impegno per promuovere le idee repubblicane. Nel 1860, formato un reparto di volontari, si unisce a Garibaldi e partecipa alla Spedizione dei Mille alle dipendenze di Bixio. Inviato nel continente per fomentare la rivolta e preparare lo sbarco di Garibaldi, a Foggia organizza il battaglione Volontari “Cacciatori dell’Ofanto”. Promosso maggiore da Garibaldi nel 1860, viene ammesso nell’Esercito italiano con il grado di capitano ed assegnato al 47° fanteria con cui partecipa alla guerra del 1866. Massone, accusato di diffondere le idee repubblicane nell’esercito, lascia il servizio nel 1871 e si trasferisce a Milano poi a Napoli, dove organizza e presiede la Società dei reduci garibaldini. Astensionista convinto, rifiuta la candidatura al Parlamento per fedeltà alle sue idee repubblicane. Muore a Napoli il 29 dicembre 1889.

mercoledì 15 aprile 2020

In ricordo di Luigi Mascherpa

di Antonino Zarcone



15 aprile 1893, Genova, nasce Luigi Mascherpa. Ufficiale di Marina, partecipa alla Grande Guerra come pilota di idrovolanti guadagnando la medaglia d'argento al valor militare. Iniziato alla Massoneria in una Loggia della Gran Loggia d'Italia nel 1922, in seguito è imbarcato sull'incrociatore San Giorgio, nel 1926 comanda il battaglione San Marco, nel 1931 è sottocapo di stato maggiore del Comando Marina di Pola, nel 1936 assume il comando in 2ª del Deposito C.R.E.M. di Taranto, e con il grado di contrammiraglio, dal 1942, comanda la piazzaforte di Leros e delle isole vicine. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 rifiuta la resa ai tedeschi e conduce la resistenza italiana fino al 16 novembre 1943. Catturato dai tedeschi, che uccidono gli ufficiali e parte dei soldati italiani che avevano partecipato alla resistenza, viene trasferito in Germania quindi consegnato al Governo della Repubblica Sociale italiana e rinchiuso nel carcere degli Scalzi di Verona poi in quello di San Francesco di Parma. Durante la detenzione rifiuta di fuggire nonostante l'opportunità fornita da un bombardamento alleato che colpisce il carcere e l'assalto dei partigiani per liberare i detenuti politici. Processato dal Tribunale Speciale di Parma il 22 maggio 1944, nel cosiddetto Processo degli ammiragli, dopo un processo condizionato da un clima di forte intimidazione, viene condannato a morte "per alto tradimento", ovvero non essersi arreso ai tedeschi. Muore fucilato nel poligono di tiro di Parma il 24 maggio 1944. Viene insignito della medaglia d'oro al valore militare alla memoria.

Motivazione delle decorazioni:

Medaglia d'argento al valor militare
«Aiutante di bandiera e ufficiale di rotta della divisione, con intelligenza e solerzia coadiuvava il suo ammiraglio nella preparazione ed istruzione di una importante missione di guerra. Durante l'esecuzione di essa e sotto il fuoco nemico in modo intelligente ed encomiabile esplicava ogni incarico a lui affidato, mostrando animo sereno e grande spirito di abnegazione — Durazzo, 2 ottobre 1918»

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Ufficiale Ammiraglio di eccezionali doti morali e militari, assumeva, in circostanze estremamente difficili, il comando di un'importante base navale nell'Egeo. Attaccato da schiaccianti forze aeree e navali tedesche, manteneva salda, in oltre cinquanta giorni di durissima e sanguinosa lotta, la compagine difensiva dell'isola. Dopo una strenua ed epica resistenza protrattasi oltre ogni umana possibilità, ormai privo di munizioni e con gli effettivi decimati, era costretto a desistere dalla lotta. Catturato dal nemico e condannato a morte da un tribunale di parte asservito ai tedeschi, coronava fieramente col sacrificio della vita una esistenza nobilmente spesa al servizio della Patria — Zona di operazioni, settembre 1943 - maggio 1944».

sabato 14 marzo 2020

In ricordo di Emanuele Francica Pancali

di Antonino Zarcone



Il 13 marzo 1783, a Siracusa, nasce il barone Emanuele Francica Pancali. Da giovane si trasferisce a Palermo, dove frequenta i circoli rivoluzionari, partecipa alla cospirazione palermitana del 1795, viene iniziato alla Massoneria e, successivamente, anche alla Carboneria che lo invia nella città natale per fare proselitismo. Anti borbonico, mentre si trova a Siracusa, entra inizialmente in contrasto con alcuni esponenti della carboneria fautori della costituzione ma non ostili alla monarchia napoletana. Eletto Sindaco di Siracusa durante la rivolta del 1837, si trova a fronteggiare gli eccessi rivoluzionari e l'epidemia di colera. Inviato in esilio a Napoli dopo la sanguinosa repressione borbonica, dopo due anni gli è consentito di rientrare in Sicilia, non a Siracusa. Città che può rivedere dopo la rivoluzione del 1848, quando ne diventa rappresentante al parlamento siciliano. Membro del comitato rivoluzionario, fugge per evitare la condanna a morte e si reca a Malta, dove aderisce al Comitato mazziniano degli esuli. Tornato in Sicilia dopo la spedizione dei Mille, si ritira a vita privata. Muore a Siracusa il 10 maggio 1868.

mercoledì 26 febbraio 2020

Giuseppe Nuvolari, mazziniano e massone

di Antonino Zarcone



26 febbraio 1820, Roncoferraro (MN), nasce Giuseppe Nuvolari. Imprenditore, nel 1850 è costretto a fuggire in Piemonte perché coinvolto nella congiura di Belfiore. Mazziniano, non si limita a finanziare l’attività propagandistica e rivoluzionaria ma partecipa da volontario alle guerre risorgimentali con Garibaldi, nel 1859 nei Cacciatori delle Alpi e nel 1860 con i Mille. Due anni dopo è ancora con il Generale nella spedizione conclusasi in Aspromonte. In questa occasione, mentre si trova a Palermo, viene iniziato dallo stesso Garibaldi alla massoneria di rito scozzese nella Loggia “I Rigeneratori del 12 gennaro 1848 al 1860 Garibaldini” insieme a molti altri ufficiali garibaldini. Ritornato nella città natale dopo la guerra del 1866, rimane sempre devoto a Garibaldi. Muore a Roncoferraro il 17 luglio 1897.


lunedì 17 febbraio 2020

In ricordo di Enrichetta Caracciolo di Forino

di Antonino Zarcone



Napoli, 17 febbraio 1821, Napoli, nasce Enrichetta Caracciolo di Forino. Figlia di un Maresciallo dell'esercito borbonico, viene costretta dalla famiglia alla vita monacale e nel 1840 prende i voti. Donna colta, tenta di abbandonare l'abito da monaca attraverso istanze al sovrano e la fuga dal convento per cui viene punita con la clausura. Autorizzata nel 1849 a lasciare per breve tempo la clausura per motivi di salute, subisce continue angherie per l'ostilità del vescovo di Napoli che le toglie anche la possibilità di godere della propria dote e la costringe a vivere della carità dei parenti. Lascia i voti a seguito della spedizione dei Mille e quando Garibaldi giunge a Napoli le assegna il posto di ispettrice degli educandati della città. Pochi mesi dopo sposa col rito evangelico il patriota napoletano di origine tedesca Giovanni Greuther. Fautrice della Massoneria femminile a Napoli, collaboratrice di quotidiani e riviste, scrive opere a carattere patriottico e permeate di anticlericalismo che vengono tradotte in francese, tedesco, olandese, danese e ungherese, in russo, polacco e greco. In occasione della terza guerra d'indipendenza, pubblica a Napoli un Proclama alle Donne Italiane in cui le sprona a sostenere la causa nazionale. Partecipa al Comitato femminile napoletano di sostegno al disegno di legge del deputato massone e socialista Salvatore Morelli per i diritti femminili. Muore a Napoli il 17 marzo 1901.

giovedì 13 febbraio 2020

In ricordo di Guglielmo Pepe

di Antonino Zarcone




13 febbraio 1783, Squillace (CZ), nasce Guglielmo Pepe. Allievo della Scuola Militare Nunziatella, partecipa alla difesa della Repubblica Partenopea. Catturato dopo la sconfitta, esiliato, si arruola nella Legione Italica poi nel battaglione toscano quindi presta servizio sotto Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, re di Napoli. Costituzionalista, partecipa ai moti del 1820 e comanda il contingente napoletano nella guerra contro gli austriaci del 1848, combattendo nella difesa di Venezia. Muore a Torino l'8 agosto 1855. Massone, autore di opere a carattere militare ha lasciato scritti sulla guerra per bande.

mercoledì 5 febbraio 2020

Citroën e la Massoneria



Il 5 febbraio del 1878 nasce in Francia il Fratello André-Gustave Citroën, della Loggia massonica La Philosophie di Parigi: famoso ingegnere, imprenditore e fondatore della nota casa automobilistica che porta il suo nome.

martedì 4 febbraio 2020

A Firenze una piazza per Lando Conti



Firenze intitolerà una piazza a Lando Conti,  massone, sindaco della città dal 1984 al 1985, ucciso da un commando delle Brigate Rosse il 10 febbraio1986. A lui sarà dedicata l’area di circolazione davanti al tribunale, compresa tra via Carlomagno, via della Torre degli Agli e viale Guidoni.  Lo ha deciso  il 28 gennaio, la giunta approvando l’apposita delibera presentata dalla vicesindaca e assessora alla toponomastica Cristina Giachi.  Per l’omicidio di Conti, morto a 52 anni, in un agguato  su Ponte alla Badia, mentre sulla sua auto stava andando in consiglio comunale, sono stati condannati all’ergastolo Maria Cappello, Fabio Ravalli e Michele Mazzei e a 30 anni Marco Venturini. Nessuno ha parlato e sono rimasti impuniti altri 7-8 brigatisti, tra cui l’esecutore materiale del delitto. La giunta fiorentina  ha anche dato il via libera ad altre due intitolazioni. A Bianca Bianchi insegnante, scrittrice, politica e componente dell’Assemblea Costituente, vicesindaca del comune di Firenze e assessora alle questioni legali e affari generali dal 1970 al 1975, sarà dedicato un giardino all’interno di piazza della Costituzione. A Vittorio Rimbotti presidente dell’Associazione nazionale combattenti forze armate regolari guerra di Liberazione e medaglia d’oro al valor militare, sarà intitolata la passarella sul torrente Mugnone, tra via Boccaccio e via Francesco Caracciolo. “Tre figure che incarnano lo spirito unitario, patriottico e costituzionale della nostra Repubblica – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – Conti rappresenta il politico impegnato sul territorio a lavorare per il bene comune, l’uomo di talento che si offre quale risorsa per la sua città. Bianca Bianchi è stata una delle protagoniste della vita democratica italiana del dopoguerra come madre costituente e amministratrice locale, vicesindaca di Firenze. Rimbotti rappresenta il soldato che dopo l’8 settembre 1943 sa scegliere con coraggio da che parte stare. Ciascuno di loro rappresenta un esempio di senso dello Stato ed etica della responsabilità”.

Era stato iniziato nel Grande Oriente d’Italia  il 22 novembre del 1957 nella loggia “Giuseppe Mazzoni” (62) di Prato. Nel 1959 si era trasferito nell’officina “La Concordia” (110) di Firenze e nel 1970 troviamo il suo nome tra i fondatori della Costantino Nigra (714), sempre di Firenze. In seguito, passò alla “Abramo Lincoln” (884) che oggi è a lui intitolata. Fu Gran Cappellano, nel 1974, dell’Arco Reale. Nel 2006 è stato proclamato Gran Maestro Onorario alla memoria.

 Quattro logge portano il suo nome e la nostra Comunione  lo ricorda e ne commemora come ogni anno l’anniversario della morte, tanto più fiera  in un’epoca come la nostra in cui si vorrebbero escludere i fratelli dall’amministrazione della cosa pubblica, di  uomini come lui che si sono impegnati sul territorio a lavorare per il bene comune, uomini di talento, preziose e importanti risorse per il paese, primi cittadini, che spesso hanno fatto la differenza.

Fonte: GOI

lunedì 3 febbraio 2020

Guglielmo Oberdan e la Massoneria

di Antonino Zarcone



Il 1° febbraio 1858, a Trieste, nasce Guglielmo Oberdan, nato Wilhelm Oberdank. Di modeste condizioni di famiglia riesce a completare gli studi tecnici e, grazie ad una borsa di studio del comune di Trieste, si iscrive al Politecnico di Vienna. Mazziniano, quando viene chiamato alle armi in occasione dell'occupazione della Bosnia, diserta e si rifugia a Roma dove frequenta ambienti garibaldini ed Irredentisti e si iscrive all'università di ingegneria. È presente al funerale di Garibaldi dove porta al collo la bandiera di Trieste. Convinto che il proprio martirio può portare Trieste all'italia nell'estate del 1882, organizza un attentato contro Francesco Giuseppe da effettuare a Trieste in occasione della visita per i 500 anni di dedizione della città all'Austria. Arrestato a Ragosa, mentre tenta di entrare clandestinamente in territorio austriaco, prima fornisce false generalità poi confessa le proprie intenzioni. Il 20 ottobre 1882 è condannato all'impiccagione dal tribunale militare di Trieste per il reato di tradimento, diserzioni e cospirazione. Nonostante le richieste di clemenza da parte del mondo intellettuale, il 20 dicembre è impiccato nel cortile interno della caserma grande di Trieste. Era stato iniziato alla massoneria..

venerdì 24 gennaio 2020

Un altro nobile figlio della Massoneria: Timoteo Riboli

di Antonino Zarcone



24 gennaio 1808, a Colorno, nel Ducato di Parma, nasce Timoteo Riboli. Orfano di padre, riesce a laurearsi in medicina all'Università di Parma grazie all'aiuto di Maria Antonietta di Borbone e producendo preparati in cera per il Gabinetto Anatomico. Esule a Torino dopo i moti parmensi del 1848, partecipa alla seconda guerra d'indipendenza divenendo il medico personale di Giuseppe Garibaldi, che in seguito cura in diverse circostanze, tra cui la celebre ferita alla gamba. È ancora tra i volontari di Garibaldi nella "Campagna dei Vosgi" inquadrato nel corpo sanitario dell'Armata. Massone, insignito del 33º grado, succede al conte Aleksander Izenschmid de Milbitz come sovrano gran commendatore del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico ed accettato di Torino che conduce alla fusione col Spuremo Consigio sedente in Roma. Fondatore con Garibaldi della Società per la Protezione degli Animali, oggi Ente Nazionale Protezione Animali, nel 1879 si ritira a vita privata. Muore a Torino il 15 aprile 1895..

giovedì 23 gennaio 2020

In ricordo di Pietro Colletta



Il 23 gennaio 1775 a Napoli, nasce Pietro Colletta. Dopo aver intrapreso studi giuridici, nel 1794 intraprende la carriera militare. Da subalterno combatte a Civita Castellana contro i francesi ed alla difesa di Capua. Aderisce alla Repubblica Napoletana per cui al ritorno del Borbone viene imprigionato e costretto lasciare l'esercito per esercitare la professione di ingegnere civile. Riammesso nell'esercito di Bonaparte, nel 1896 è nominato giudice del tribunale di Terra di Lavoro e dei due Principati, con sede a Napoli. Durante il regno di Murat è intendente della Calabria Ulteriore poi direttore generale del corpo di ingegneri di strade e ponti. Diventato tenente generale, rimane con Murat nelle sue campagne militari fino alla fine del regno. Trattenuto in servizio dopo la restaurazione borbonica comanda la IV divisione e dopo i moti carbonari del 1820 viene nominato ispettore generale del Genio quindi è inviato in Sicilia come comandante generale nell'isola. Rientrato a Napoli nel 1821 assume il ministero ad interim della guerra e della Marina. Con la sconfitta dei costituzionalisti per l'intervento austriaco viene imprigionato ed inviato in esilio a Brno. Nel 1822 si trasferisce a Firenze dove partecipa alla vita culturale, collabora alla rivista Antologia e si dedica agli studi storici e letterari. Massone, a Napoli ricopre l'incarico di Maestro venerabile della Loggia di rito egiziano "La Sapienza Trionfante" e della loggia di adozione "La Vigilanza". Muore a Firenze l'11 novembre 1831. (a.z.)

lunedì 13 gennaio 2020

Vincenzo Lunardi e la Massoneria



L'11 gennaio 1754, Lucca, nasce Vincenzo Lunardi, pioniere del volo. Da giovane si trasferisce presso un parente a Napoli dove, compiuti gli studi, si arruola come ufficiale del genio nell'esercito borbonico. Nominato segretario dell'ambasciatore napoletano a Londra si avvicina al mondo illuminista, aderisce alla Massoneria e, dopo il successo dei fratelli Mongolfier, si appassiona al volo e progetta un pallone a gas dotato di migliore capacità ascensionale e di più grande autonomia. Il 15 settembre 1784, alla presenza della Corte britannica, presso l'Artillery ground di Londra, utilizzando un pallone gonfiato con idrogeno, di diametro 33 piedi e provvisto di due pale, compie la sua prima ascensione in Inghilterra, atterrando, dopo un volo di 2 ore e 15 minuti, a Ware, nell'Hertfordshire. Dopo altre ascensioni nel Regno Unito, compie i suoi voli in altre città europee, a Napoli, davanti a Ferdinando I, ed a Palermo. Si reca poi in Spagna e a Lisbona, dove muore, nel convento dei Cappuccini italiani, il 1º agosto 1806.
(a.z.)

venerdì 10 gennaio 2020

In ricordo di Faustino Tanara

di Antonino Zarcone



10 gennaio 1831, Langhirano (PR), nasce Faustino Tanara. Avviato al sacerdozio lascia il seminario di Berceto per seguire gli ideali di Mazzini. Affiliato alla Giovane Italia, nel 1859 entra nei Cacciatori delle Alpi col grado di sergente e partecipa ai combattimenti di Casale Monferrato, Varese, San Fermo e Laveno concludendo la campagna con il grado di sottotenente dei bersaglieri. L'anno dopo è con i Mille raggiungendo il grado di maggiore. Fondatore a Langhirano e Parma di Società di tiro a segno, affiliato alla massoneria, nel 1866 partecipa alla battaglia di Bezzecca dove viene gravemente ferito durante una carica alla baionetta venendo decorato con la croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia. Nel 1867 è ancora con Garibaldi a Mentana e Monterotondo. Consigliere comunale di sinistra, quando il governo approva la tassa sul macinato, viene arrestato per evitare un suo intervento come leader nelle proteste contro il balzello. Nel 1870, colonnello, comanda la 1^ Legione italiana nella campagna dei Vosgi, per cui è insignito della Croce di Cavaliere della Legion d'onore. Trascorre gli ultimi anni di vita facendo l'agricoltore e muore a Langhirano il 25 aprile 1876.

giovedì 9 gennaio 2020

Angelo Gatti e la Massoneria

di Antonino Zarcone



9 gennaio 1875, Capua, nasce il generale Angelo Gatti. Ufficiale proveniente dall'Accademia Militare è noto per la sua cultura storica e per le sue capacità di scrittore che lo portano all'insegnamento di storia e arte militare alla scuola di guerra di Torino e ad una intensa attività pubblicistica con articoli di storia, letteratura, ma soprattutto di argomenti militari. Ufficiale di stato maggiore durante la Grande Guerra, nel 1917 viene assegnato al Comando Supremo dove diventa il capo dell'ufficio storico con il compito di mantenere la memoria degli accadimenti del conflitto. Lo stesso anno viene iniziato alla massoneria ed iscritto alla Loggia Propaganda Massonica di Roma. Segue Cadorna a Versailles dopo Caporetto ma lascia il servizio dopo la guerra dedicandosi alla saggistica a tempo pieno. Direttore della collana "Collezione italiana di diari, memorie, studi e documenti per servire alla storia della guerra del mondo" edita da Arnoldo Mondadori, scrive anche poesie, romanzi. Nominato Accademico d'Italia nel 1937, trascorre gli ultimi anni a Milano, dove muore il 19 giugno 1948.

lunedì 16 dicembre 2019

Giuseppe Mazzoni e la Massoneria

di Antonino Zarcone



16 dicembre 1808, nasce a Prato Giuseppe Mazzoni. Figlio di Niccolò, giacobino che durante il periodo napoleonico aveva promosso l’innalzamento dell’albero della libertà e più volte Maire della città, e di Anna Bottari.
Dopo i primi studi presso il canonico G. Silvestri, frequenta il collegio Ferdinando di Pisa, da cui viene espulso nel 1824 per aver fatto parte di una setta segreta, gli «Intrepidi di Dante», che professa ideali patriottici e antireligiosi. Laureatosi in giurisprudenza nell’ateneo pisano, compie il tirocinio a Firenze presso lo studio dell’avvocato G. Venturi, affiliato alla Giovine Italia e attivo cospiratore, che lo avvicina alle idee mazziniane. Nel giugno 1847 è tra i fondatori a Firenze del giornale democratico L’Alba. Il 22 marzo 1848, scoppiata la prima guerra d’indipendenza, si aggrega alla colonna di volontari che, partiti dalla Toscana alla volta della Lombardia, sono diretti a Modena, dove la città si era ribellata al duca Francesco V e dove tenta invano l’instaurazione di un governo repubblicano.
Rientrato a Prato, diventa l’animatore del Circolo del popolo, che raccoglie gli elementi democratici di orientamento repubblicano ed elabora un programma politico in cui figurano: il suffragio universale, la libertà di parola e di associazione, vaste autonomie municipali ed alcune riforme sociali volte a risolvere i problemi del lavoro e a migliorare le condizioni delle classi popolari.
Deputato al Consiglio generale della Toscana, poi Ministro di Grazia e giustizia e degli affari ecclesiastici, alla partenza di Leopoldo II da Firenze, diventa membro del triumvirato. Dopo la restaurazione imposta dagli austriaci prende la strada dell’esilio prima in Francia dove affina le sue idee democratiche poi in Spagna.
Rientra a Prato soltanto il 2 agosto 1859 perché chiamato dei democratici della sua città natale, che lo candidano all’Assemblea nazionale, il nuovo Parlamento toscano nato dalla rivoluzione pacifica che vede i Lorena lasciare Firenze. Contrario all’annessione al Piemonte sabaudo per fedeltà ai suoi principî repubblicani diserta la seduta durante il voto. Attivo nella raccolta di fondi per la spedizione garibaldina in Sicilia, tra i fondatori a Firenze della Fratellanza artigiana e della Società democratica, collabora con il giornale La Nuova Europa, dal quale espone le sue idee democratiche influenzate dall’incontro con Bakunin, anche se più moderate.
Eletto Deputato per il Collegio di Prato per la sinistra nel 1870, nominato senatore Il 17 marzo 1879, nel ventennio postunitario ricopre costantemente l’incarico di consigliere nel Consiglio comunale di Prato e dal 1865 in quello provinciale di Firenze.
L’ultimo decennio della sua vita è caratterizzato dalla militanza nella massoneria, cui era stato iniziato nel 1849 nella loggia Saint-Jean d’Écosse di Marsiglia. Regolarizzato nel 1869 nella loggia Universo di Firenze, nel maggio dello stesso anno viene eletto gran maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia, l’obbedienza massonica che dal settembre 1870, dopo le dimissioni del gran maestro il colonnello Ludovico Frapolli, guida come reggente e della quale diventa poi il gran maestro effettivo dal 27 gennaio 1871 fino alla morte. Fra gli atti più significativi compiuti nel suo decennio alla guida del Grande Oriente vanno ricordati il trasferimento della sede a Roma nel 1871, la fusione con il Supremo Consiglio del rito scozzese di Palermo nel 1872 (che pone fine al dissidio fra le logge che praticavano il rito simbolico e quelle di rito scozzese, per lo più ubicate nel Mezzogiorno e di spiccata intonazione democratico-repubblicana e che di fatto porta alla unificazione la massoneria ), la fondazione nel 1877 della loggia Propaganda massonica a Roma, capeggiata in prima persona dal gran maestro e destinata ad accogliere gli esponenti più in vista del mondo politico, economico e culturale che non possono partecipare ai lavori delle logge di provenienza.
Muore a Prato l’11 maggio 1880.

martedì 3 dicembre 2019

Cosenza ricorda Ettore Loizzo



Non solo una strada, Cosenza ha dedicato all’ingegnere Ettore Loizzo, che fu vicesindaco della città e tra i maggiori esponenti della Massoneria italiana, anche il Laboratorio di elettronica dell’Istituto Tecnico Industriale A. Monaco, dove l’illustre fratello a lungo insegnò. Un’iniziativa che si è tenuta il 30 novembre e che segue l’omaggio che il Comune ha voluto fare al suo illustre cittadino, dedicandogli, con una delibera di giunta dell’8 novembre scorso, il tratto di via Neghelli, compreso tra corso Mazzini e via 24 Maggio. Nel corso della cerimonia è stata apposta anche una targa a ricordo di Loizzo ed è stato consegnato un contribuito per le attività didattiche . All’evento hanno preso parte gli esponenti della loggia, che porta il suo nome con il numero distintivo di 1145, il dirigente scolastico Iti Giancarlo Florio e Giovanni De Miglio, presidente dell’ associazione socioculturale Ettore Loizzo.

Nato a Cosenza il 18 settembre 1927 e spentosi il primo dicembre del 2011, Loizzo, imprenditore e docente, ha contribuito a importanti opere pubbliche. Per l’Ordine degli ingegneri di Cosenza ha diretto per più di un decennio la rivista “Il Politecnico”. Uomo dal senso pratico semplice e morale della vita, è stato testimone di un impegno politico attivo. In seno al Goi ha ricoperto incarichi di vertice. Dal 1982 al 1985 è stato membro della giunta in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine nel 1978, Dal 1982 al 1990 Gran Maestro Aggiunto. Ricoprì poi nel 1993 il delicatissimo ruolo di Gran Maestro Reggente insieme a Eraldo Ghinoi. L’ultima officina di cui ha fatto parte è stata la Bruzia-P. De Roberto n. 1874 all’Oriente della sua città. Nel 1992 fu insignito della Giordano Bruno classe oro.