martedì 23 aprile 2019

Eletti Cohen. In libreria la testimonianza di Pierre Fournié



Questo volume, proposto per la prima volta in lingua italiana, è stato per anni uno dei classici del Martinismo delle origini, cioè quella esperienza originaria nata con l'Ordine degli Eletti Cohen di Martinez de Pasqually, di cui Pierre Fournié fu il primo segretario, sostituito poi Louis-Claude de Saint-Martin. Il tentativo è quello di conciliare le profonde intuizioni iniziatiche e le pratiche operative di quella prima scuola con l'ortodossia del pensiero cattolico. Un testo che va a completare l'uscita di una serie di classici attorno al Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri di Martinez de Pasqually: Saint-Martin, Willermoz, Prunelle de Lière, de Maistre, Lopukhin, Palagius, Sedir, Chevillon, Papus, Bricaud, Ambelain.

L'altra faccia di Giuda. Il nuovo libro di Fulvio Canetti



Con questo lavoro l'autore ha voluto lumeggiare la figura di Giuda affinché venisse 'ripensata' e 'spogliata' dalla agiografia popolare del traditore, usata per giustificare l'antisemitismo. Ha cercato di puntualizzare le differenze tra il messianesimo apocalittico-religioso degli ebrei zeloti ai tempi di Gesù e il messianesimo razionale-laico dei sionisti di Teodoro Herzl, che avevano gli stessi obiettivi, con programmi diversi. Il Sionismo, pertanto si può considerare un messianesimo nella sua variante laica, rifiutato dalle Nazioni del mondo, a causa dei secolari pregiudizi contro Israele. Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno.

Pietro Gori. Anarchico, ribelle, massone. Successo a Piombino per il convegno del Rito di York

Tiziano Busca con Mauro Cascio

Grande successo alla sala consiliare di Piombino per la conferenza, patrocinata dal Comune, dedicata a Pietro Gori. Anarchico, ribelle, massone. Valerio Gherardini ha ricordato con una dotta introduzione il valore della storia e della memoria. La storia è più o meno ancora oggi maestra di vita, e i valori, maturati lungo il corso dell'esperienza dell'uomo, sono ancora qui a segnare e disegnare i nostri orizzonti e il nostro destino. Gori fu un idealista in senso pieno e vero, abitava cioè i suoi ideali e ne faceva concretamente azione politica. Per questo fu "ammanettato al par dei malfattori" come canta in Addio a Lugano. Lo storico Mauro Carrara ne ha ripercorso la biografia, anche ricordando la sua iniziazione in Argentina, presso la Rispettabile Loggia Rivadavia, i suoi studi, la sua militanza in Italia e all'estero, sempre con questa bruciante passione. Il filosofo Mauro Cascio ne ha inquadrato il pensiero, a partire da opere quali Le basi morali dell'anarchia e Il vostro ordine e il nostro disordine, nel contesto della cultura massonica continentale (Lessing, Fichte, Voltaire). Così stretta che un solo verso basta a spiegare la comunione ideale tra il pensiero anarchico e quello massonico: «Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà e un pensiero ribelle in cuor ci sta».
Al centro delle riflessioni, chiuse e coordinate da Tiziano Busca, anche il ruolo dell'economia predatoria della dignità umana. Un tema che il Rito di York ha negli anni avuto a cuore, ricordiamo su tutti gli incontri con Giancarlo Elia Valori e con Diego Fusaro. Gori la chiama 'antropofagia economica'. «Con la rivoluzione politica, che abolì i privilegi feudali, lasciando solo il denaro dominatore del mondo – la classe vittoriosa nella lotta, giacché si era accaparrata tutte le risorse della vita dal capitale alle ricchezze naturali, trovò che bastava la semplice dipendenza economica dei lavoratori, per farne degli strumenti docili e delle macchine di produzione così feconde di ricchezza per la classe parassitaria, come produttrici di miseria per se medesime».

Addio a Lugano


Enrique de Villena appunti tra storia, leggenda e letteratura

di Michele Leone

Enrique de Villena

Enrique de Villena (1384 –1434) si è presentato quasi per magia mentre ordinavo degli appunti volanti dopo un pantagruelico pranzo pasquale. A proposito di Gargantua e Pantagruele, a breve un post che avrà a che fare con il lavoro di da François Rabelais, ma non ti “spoilero” nulla per ora.

Torniamo a Enrique de Villena, potrebbe essere il personaggio di un romanzo e queste mie poche righe spesso lasceranno il sentiero della storia per avventurarsi in quello dell’immaginazione e della fantasia. D’altronde immaginazione e fantasia sono alla base di ogni operazione magica.

Una vita tra corte e solitudine quella di Enrique ultimo rampollo della nobile casata degli Aragona, Gran Maestro dell’Ordine militare di Calatrava. Enrique de Villena rinunciò più o meno volontariamente al suo matrimonio – della moglie pare si fosse invaghito il re di Spagna che lo propose per la Gran Maestranza che prevedeva il celibato – e di diede ad un celibato non privo d’amori clandestini e no.

Enrique de Villena è una sorta di Faust ante litteramnella visione di molti, di qui il suo soprannome “il negromante” o “l’astrologo”, per altri è un ciarlatano, per altri ancora un cultore della scienza intesa in senso moderno, traduttore di diverse opere tra cui la Divina Commedia, un letterato poeta che ha ispirato con la sua persona altri letterati e poeti. Probabilmente Enrico era tutto questo, in anticipo di circa cent’anni sul Siglo de Oro.

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Il giovane Alessandro Manzoni, la libertà, la Massoneria

Alessandro Manzoni

Una peculiare conferma, di tipo qualitativo, dell'esplosione di entusiasmo massonico conseguita anche da noi al trionfo di Bonaparte, si ricava da un caso letterario assai poco noto, e cioè dal colore spiccatamente massonico, beninteso sul piano ideologico, che assunse l'esordio poetico di Alessandro Manzoni. Il quale nel 1801, a 16 anni, da poco uscito di collegio, scrisse in rima il giovanile poemetto Del trionfo della Libertà, sotto l'influsso, a quanto pare, del fervore laico del massone Vincenzo Monti, da lui ascoltato a Pavia. Manzoni scagliava le sue terzine contro la Tirannia (s'intende quella dell'Ancien Régime), che con le sue

... orride mani
I sacrileghi don su l'ara pone,
e osa tendere al Ciel gli occhi profani.
Che più? sue crudeltadi ai Numi appone,
E fa ministro il Ciel di sue vendette;
E il volgo la chiamò: Religione

Augusto Comba, citazione da D. Bulferetti, "Del trionfo della libertà" di A. Manzoni e la Massoneria, in "Giornale storico della letteratura italiana", LXXI, 1918 fasc. 2-3, pp. 213-231