venerdì 8 febbraio 2019

Repubblica Romana, 170 anni di amore. Domani un convegno a Roma


Illustrazione di Antonio Balbiani in “Storia Illustrata della vita di Garibaldi”, Ed. Inversini-Pagani, Milano 1860

Il 9 febbraio del 1849 è la data storica della nascita della Repubblica Romana, la prima vera testimonianza moderna di democrazia e di libertà politica che la nazione italiana riuscì a esprimere prima del repubblicanesimo di oggi. Fu un’esperienza esaltante che chiamò a raccolta gli artefici del Risorgimento, primi tra tutti Giuseppe Mazzini, con il suo motto ‘Dio e Popolo’ che la ispirava, e Giuseppe Garibaldi che fino alla fine tentò di far vivere con i suoi seguaci – la Repubblica Romana durò cinque mesi –  quell’originale esperimento politico, il primo in Europa, che vagheggiava per l’Italia, con la sua illuminata Costituzione, un luogo più giusto dove vivere, laico, liberale, democratico e progressista.

La loggia capitolina “Dio e Popolo” (786) del Grande Oriente d’Italia, intitolata allo storico motto mazziniano, celebrerà, d’intesa con il Collegio Circoscrizionale del Lazio e il Servizio Biblioteca, il 170esimo anniversario della Repubblica Romana con un convegno pubblico che rievocherà quegli eventi e stimolerà la riflessione sul grande lascito di quel progetto che, anche se per breve tempo, fece vivere una parte d’Italia nella modernità. Sarà un omaggio, senza retorica, a uomini e idee a cui gli italiani devono molto.

“Dio e Popolo, Repubblica Romana, 170 anni di Amore” è il titolo dell’incontro che si terrà a Roma il prossimo 9 febbraio, alle ore 9 e 30, presso Palazzetto Mattei, a Villa Celimontana (in via della Navicella 12). I lavori si articoleranno per tutta la giornata e saranno aperti dal maestro venerabile della “Dio e Popolo” Giuseppe Bramucci. Seguirà l’introduzione di Carlo Ricotti, presidente del Collegio Circoscrizionale del Lazio, che modererà gli interventi. Porteranno contributi: il Generale Luciano Alberici da Barbiano (“Appunti e considerazioni sui principali aspetti militari”), il politologo Giuseppe Allegri (“1849 – Una Costituzione sociale?”), la storica Ester Capuzzo (“Gli Ebrei nella Repubblica Romana”), la studiosa e traduttrice Renata Caratelli (“Opinioni e commenti di alcuni autori stranieri dell’epoca”), il giornalista e scrittore Stefano Tomassini (“Roma 1848-1870. Inizio e fine del Risorgimento”), il Maestro Stefano Ragni (“Storia e Musica in ricordo della Repubblica Romana del 1849”, un percorso musicale con pianoforte e voce narrante), gli storici Carlo Ricotti (“La Costituzione della Repubblica Romana del 1849”) e Umberto Longo (“1849 – L’Eredità”). Sono in programma anche gli interventi del Bibliotecario del Grande Oriente d’Italia Bernardino Fioravanti e dell’ex Gran Maestro Virgilio Gaito.

Fonte: GOI