mercoledì 30 settembre 2020

Riprendono con vigore i lavori rituali

 
da dx a sin: il Sommo Sac. Comp. Bilotta, 
il Gran Comm. dei Cav. Templari Agostini M. 
il Gran Tesoriere comp. Fortunato V.
 
Sabato 26 settembre nel bellissimo Tempio di Perugia, sotto la guida del Gran Sacerdote comp, Renato A. Presilla, nel rispetto delle disposizioni COVID il Capitolo Grifo ha ripreso i suoi lavori rituali. Hanno onorato l'Oriente il Sommo Sacerdote comp. Domenico A. Bilotta, il Gran Tesoriere comp. Fortunato V., il Deputy del Sommo Sacerdote comp. Natale G., il Gran Commendatore dei Cav. Templari Massimo Agostini, l'Ecc.mo Presidente dell'Ordine del Gran Sacerdozio comp., Mauro Luzi. 
Presenti compagni dei Capitoli Marca Fermana di Fermo, Galli G. Bruno-Nello Gentili diPesaro, Keystone di Ancona e Gesualdo de Felice di Pescara. 
La presenza di compagni e Cav. Templari ha rappresentato una importante unione di anime che rende grande il Rito di York.



martedì 29 settembre 2020

La fine del mondo di Roberto Kunstler



L’emozione viaggia su di un doppio binario. Quello di un libro che strega e incanta e a cui è difficile resistere, Davanti alla fine del mondo. Qualcosa che è difficile da definire: letteratura? filosofia? È un saggio? Sono dei racconti? Sono dei romanzi? C’è la seduzione del bello scrivere e già solo quello è ammaliante, ma con la riflessione, profonda, che va dentro, verso la radice delle cose, tutto diventa entusiasmo. Mauro Cascio è così: sangue che si fa lettera, passione che è impegno e bellezza. Un tesoro per pochi che è come quelle spiagge sconosciute, fuori dalle guide turistiche. Un paradiso per privilegiati che non ha niente del salotto pop.

L’anello di congiunzione è Massimo Ricciuti, raffinato intellettuale, musicista. A lui è venuta l’idea di fare incontrare il pensiero e l’opera del filosofo pontino a un altro genio, un poeta riconosciuto come Roberto Kunstler, il Bob Dylan italiano, l’autore di tutti i successi di Sergio Cammariere. Così il libro ha ispirato il suo nuovo lavoro. Originale, potente. «Non mi era mai successo. Io ho tratto sempre ispirazione dai miei materiali. Avevo fatto eccezione solo con Dalla pace del mare lontano, ispirata da Carlo Michelstaedter». Mauro Cascio però ha musicalità, aggiunge Ricciuti (coautore dei testi).

E l'altra sera al Teatro dell’Arciliuto Kunstler ha proposto, con Ricciuti e con Andrea Libero Cito al violino, assieme ai pezzi più noti del suo repertorio (da Tutto quello che un uomo a Senza dire niente) tre dei nuovi brani che faranno parte del suo nuovo disco: la Canzone di Abelardo (liberamente ispirata a Lo Sposalizio di Arale), L’Ultimo viaggio di Ulisse e la title-track: Davanti alla fine del mondo. Una serata, a cui ha partecipato anche Jonathan Giustini, fortemente voluta da Michele Polini e dall’Associazione L’Edera, dall’unione romana del PRI. L’Iniziativa Repubblicana e l’Almanacco Repubblicano media partner.

mercoledì 23 settembre 2020

La questione economica e il Partito Repubblicano: in libreria torna Arcangelo Ghisleri




In uscita per Bonanno Editore La questione economica e il Partito Repubblicano di Arcangelo Ghisleri, co-fondatore, 125 anni fa, del PRI. Il volume è curato da Mauro Cascio e ha una nota introduttiva di Corrado De Rinaldis Saponaro, attualmente segretario nazionale del partito. «Gli articoli del 1901 scritti da Ghisleri su L’Italia del Popolo, quo- tidiano dei repubblicani lombardi, ci riportano direttamente a quello che era un Partito Repubblicano rivoluzionario. Ghisleri riflette ancora l’amarezza per quest’unità nazionale compita da Casa Savoia al termine di un processo risorgimentale scippato causa forse l’ingenuità, non certo la cattiva fede di Garibaldi. Ghisleri difende la figura morale del generale, il suo valore militare, ma riprende la polemica sempre più forte di Mazzini, sino alla rottura dei rapporti personali avvenuta nel 1870. Ghisleri ci dà dunque l’immagine più compiuta di un partito, quello che raccoglie Mazzini e Cattaneo, esule in patria, lo stesso partito che nel 1918 aderendo alla causa militare dei Savoia, Gobetti avrebbe dato per morto. Si evince come il primo problema del Partito Repubblicano era quindi di carattere storico-politico, l’unità nazionale realizzata con i mezzi e le forze della monarchia aveva messo in crisi il suo stesso profilo politico ideale. “La Repubblica divide”, aveva detto Crispi solo sette anni prima, alle Camere del Regno, e la ferita inferta è ancora viva».

Il testo riesce a dar conto di una struttura identitaria molto forte, che restituisce una posizione originale del repubblicanesimo in Italia, soprattutto sul piano economico, che è ancora oggi di grandissima attualità.

martedì 22 settembre 2020

L'equinozio d'autunno

di Luca Delli Santi




I popoli antichi hanno sempre riconosciuto grande importanza alle stagioni, al susseguirsi dei solstizi e degli equinozi, l’osservazione di questi eventi scandiva il ritmo della natura con cui l’essere umano armonizzava il proprio.
In quelle epoche remote la conoscenza astronomica ed astrologica erano parte di un’unica disciplina e l’astrologia era considerata un prezioso sapere iniziatico, si trattava di simboli, archetipi in cui specchiarsi, ne rimane testimonianza nel tempio massonico, dove lo zodiaco è un simbolo fondamentale del macrocosmo.
L’equinozio, dalla locuzione latina aequa nox, ovvero il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, segna la transizione dall’estate all’autunno e dall’inverno alla primavera, le due stagioni estreme cedono il passo a climi più temperati. L’equinozio di primavera nella cultura abramitica veste una funzione simbolica di grande rilievo, esso ha un ruolo nel definire il giorno in cui cade Pesach ed è elemento di riferimento nel calcolo che determina la Pasqua cristiana che, come noto, inizia il computo dal primo plenilunio della primavera.
L’equinozio di autunno offre notevoli spunti di riflessione all’iniziato libero muratore, per il particolare momento in cui cade. In astrologia esso si verifica durante l’influsso del segno astrologico della Bilancia.
Nel calendario ebraico si colloca nel mese di Tisherei. Il segno della Bilancia (Moznaim), nella sua espressione più elevata è detto Matkela, si tratta  della posizione in cui i due bracci sono perfettamente in equilibrio fra loro e rispetto all’asse centrale. Il segno della Bilancia a questo livello è l’Albero della Vita nella sua perfetta armonia, le dieci Sephirot sono poste sui tre assi comunicando continuamente fra loro, realizzando quel complesso scambio di informazioni tra i mondi che consente la sussistenza della vita.
L’asse centrale del segno della Bilancia in equilibrio ci rammenta la posizione che l’essere umano deve tenere in meditazione, o meglio la “disposizione interiore”, che deve darsi per raggiungere la  Sapienza. Era la disposizione che il profeta Ezechiele assunse sulla riva del fiume Chebar, tutte le forze del proprio essere erano dispiegate e pronte ad essere impiegate nell’Opera del Carro, tutte le esperienze acquisite nelle vite passate e quelle che si acquisiranno in futuro. L’asse centrale è anche  il punto di snodo della complessa rete a matrice dei ghilgulim, in effetti la Bilancia riguarda anche quelli che nella tradizione asiatica vengono chiamati pesi o debiti karmici, e la nostra capacità di sciogliere quei nodi, affrontando i nostri limiti, trasformandoli in elementi di propulsione per il “viaggio”. 
Matkala è il nome aramaico del segno della Bilancia, così come è scritto nel Sefer ha Zohar, che narrando del “Libro del Segreto Nascosto”, uno degli elementi più complessi ed affascinanti del Libro dello Splendore, lo descrive come il Libro che “è soppesato dalla Bilancia”. Si tratta di un riferimento alle tre lettere madri dell’AlephBet ( Aleph, Bet, Shin), i tre pilastri dell’universo che sorreggono ed ordinano il Cosmo.
L’Equinozio d’autunno, con la sua collocazione in Bilancia, offre, più di ogni altro evento, l’opportunità ai liberi muratori di riflettere sul grado di perfezionamento interiore raggiunto, su quanto ancora vi sia da sgrossare dalla pietra, soprattutto i Maestri Muratori sono chiamati ad interrogarsi se,  ed in che misura, essi siano in quel punto centrale fra Squadra e Compasso da cui ci si può auspicare di compiere l’Opera.

lunedì 21 settembre 2020

La spiritualità dell'arte




In un libro che intende chiarire il vero ruolo dell’arte nella vita delle persone, Kandinskij porta avanti un discorso particolarmente articolato. Fornisce spunti di riflessione interessanti riguardo la natura del rapporto che lega l’aspetto spirituale a quello più puramente artistico, soffermandosi su quelli che reputa essere i motivi fondamentali per cui l’uomo ha avvertito sin dai primordi della sua esistenza un bisogno interiore di espressione. Approcciando quello che può essere definito un vero e proprio trattato sull’arte, Kandinskij utilizza il proprio sguardo da pittore per mettere in evidenza l’aspetto spirituale di questa e sottolineare quali siano gli elementi che tutti dovremmo tenere in considerazione nel giudicare un’opera.