giovedì 31 gennaio 2019

Che cos'è un Maestro



« Io non sono stato maestro mai di nessuno; soltanto, se c’è persona che quando parlo o attendo a ciò che credo l’ufficio mio, desidera ascoltarmi, sia giovane sia vecchio, non mi sono mai rifiutato; e non è vero che, se ricevo denari, io parlo e, se non ne ricevo, sto zitto, perché io sono egualmente a disposizione di tutti, poveri e ricchi, di chiunque mi interroghi e abbia voglia di stare a sentire quello ch’io gli rispondo [...]. Non ho mai promesso nessun insegnamento a nessuno né nessuna cosa ho mai insegnato [...] metto alla prova quei tali che credono d'esser sapienti e non lo sono»

Platone, “Apologia di Socrate”, 33 b-c

martedì 29 gennaio 2019

Valore e attualità del compagnonaggio, antica iniziazione di mestiere

Nel 1986 la città di New York ha affidato ai Compagnoni il restauro della Statua della Libertà

Il Compagnonaggio è la più antica associazione di mestiere ancora oggi vitale. Proviene dalle corporazioni medievali e i suoi membri, i Compagnoni, hanno messo in piedi istituzioni che sfidano il tempo con regole basate sull’onore e la solidarietà, la pratica del viaggio, la qualità del lavoro sancito dal capolavoro. Dal 2010 il Compagnonaggio è registrato nell’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità ed è una scuola unica di trasmissione di conoscenze e abilità legate ai mestieri della pietra, del legno, del metallo, della pelle e dei tessuti. Diffuso in Francia, è presente anche in Svizzera, Belgio, Olanda, Germania e Paesi Scandinavi anche se con tradizioni e aspetti diversi. Si parlerà di questo storico sodalizio il 16 febbraio, dalle ore 10, al Teatro Vascello di Roma (Via Giacinto Carini, 78)

Leggi qui per ulteriori informazioni


lunedì 28 gennaio 2019

I sogni degli antichi. Il nuovo libro di Claudio Saporetti



Nel mondo antico sognare era uno dei tanti modi per tentare di conoscere il volere delle divinità e la storia futura: proprio come studiare l’eterno ruotare degli astri, esaminare il volo degli uccelli, scrutare le viscere di una vittima. Quest’opera distingue con dovizia di particolari e acume filologico tali varie categorie; ne scaturisce un mondo che si agita nel sottofondo; interpreti, sovrani, divinità ed eroi, protagonisti della storia e della letteratura. In primo piano sono gli esempi provenienti dalla Mesopotamia, comprensivi delle testimonianze sumere e assiro-babilonesi. Ad essi ne sono accostati altri, scelti dalla letteratura di vari popoli del passato: Ittiti, Egizi, Ugaritici, Ebrei fino ad alcuni casi tratti dal mondo greco più antico. Se ne potranno osservare, di conseguenza, le affinità, ma anche le profonde differenze, a rimarcare i caratteri peculiari che li hanno contraddistinti.
Claudio Saporetti prossimamente in libreria per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno.

domenica 27 gennaio 2019

Tiziano Busca: «Oggi c’è gente con la coscienza pulita ma scarsa memoria»

di Tiziano Busca*



Il ricordo è permanente, oppure non è, ha l’ipocrisia del dovuto, della data, della frase di circostanza con la data di scadenza. Il Giorno della memoria è una cosa che deve entrare dentro tutte le nostre fibre perché deve esorcizzare non una tragedia passata, ma un rischio presente, che avvertiamo tutti i giorni, nella sua banalità, nella sua apparente innocenza. ll clima culturale che ci ha ricordato il senatore 5S Elio Lannutti appena qualche giorno fa è tipico di una mentalità, purtroppo molto diffusa in larghe fasce della popolazione, che ancora crede ai Protocolli dei Savi di Sion, che crede cioè ci sia una ‘regia occulta del mondo’, di ebrei e massoni, che magari non si riuniscono di notte nei cimiteri, ma che nelle sinagoghe o nelle logge pianificano questa o quella operazione finanziaria, e lo smantellamento delle sovranità nazionali. Sospetto che si allarga a tutti gli ebrei, e a tutti i massoni. E questo continuo avvelenamento dei pozzi, questo clima culturale ostile e diffidente alimentato quotidianamente, che ha reso possibile una persecuzione sistematica alla luce del sole, a favor di stampa e di opinione pubblica. Perché nessuno poteva dire: io non lo sapevo, quando si prese a discriminare tutti gli ebrei, quando li si cominciò a licenziare dai loro lavori. Si è costruito un comodo capro espiatorio, poi, per lavarci tutti la coscienza, ma le leggi razziali e le deportazioni pesano nella coscienza di tutti, non nella coscienza di qualcuno.
La giornata della memoria vuol dire fare i conti con il passato è il passato è lacerante, doloroso. Perché siamo tutti colpevoli. Ma vuol dire anche fare i conti con il presente, perché i complottisti di oggi sono uguali ai complottisti di ieri, perché la stampa di oggi è a favor di complotto come la stampa di ieri, perché le discriminazioni di oggi, contro i massoni che sono esclusi dal contratto di governo e contro cui è stata presentato un disegno di legge di cui proprio Lannutti è primo firmatario, sono ancora una volta a favor di popolo e con il silenzio della stampa che quasi mai ha evidenziato la discriminazione. Attenzione che c’è una mentalità che è pericolosissima, e che oggi ha la maggioranza al parlamento e al senato. Li riconosci subito. Solo quelli che snobbano la giornata della memoria, che ti dicono che sì, è vero, ma che bisogna ricordare anche tutte le altre tragedie del mondo. Il Comune di Aprilia è stato capace di invitare soltanto ProPal e un portavoce della comunità palestinese. «La memoria è come il mare, ne ha la stessa stranezza», diceva Primo Levi, «ti può restituire quello che vuole lei, brandelli, rottami, magari a distanza di anni». Oggi dobbiamo passeggiare tutti sulla riva. E capire la lezione che ci dà.

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York