mercoledì 13 maggio 2015

L'esoterismo del tatuaggio



Tocca buttarci un occhio a questo nuovo titolo proposto da Tipheret. Cosa unisce i misteri dell’antico Egitto alla Gioconda di Leonardo? Cosa hanno in comune Petrarca con il Giorgione? La città di Dio e Rimbaud? Apparentemente nulla, eppure il mondo dell’esoterismo e dei simboli sono comuni alle più diverse culture ed artisti. In queste pagine Michele Leone e Giovanni Zosimo ripercorrono alcune tappe salienti del rapporto tra esoterismo ed arte, in un susseguirsi di suggestioni e ipotesi alla stregua di investigatori sulla “scena del crimine”.
«Da sempre nella storia dell’uomo che poi è quella dell’arte vi è una connessione tra svelato e velato, tra occulto e manifesto. Questo mistero spesso si esplica in una tensione difficilmente spiegabile da parte dell’artista, ovvero, l’ispirazione. Ispirazione che può arrivare da un evento casuale nella vita quotidiana dell’artista o giungere da un’ispirazione metafisica o arrivare dalle più profonde valli del suo essere. L’ispirazione dell’artista altro non è che l’inspirare dell’uomo comune, e in una “riduzione” volutamente forzata il più indispensabile dei movimenti per sopravvivere; come l’aria dona la vita e crea il ritmo, inspirare ed espirare, allo stesso modo l’ispirazione genera movimento e vita».


Essere giovani e iniziati



Il prossimo 30 maggio si svolgerà la conferenza pubblica sul tema «Essere giovani e iniziati», con un dibattito e la visita ad un museo massonico. L’appuntamento è a Parigi alle 13.30 presso l’Hotel del Grande Oriente di Francia, rue Cadet 16.

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martedì 12 maggio 2015

Il simbolismo del numero 10

La Tetraktys pitagorica

La numerologia è una delle chiavi di comprensione del simbolismo massonico, anche per influssi culturali pitagorici e, soprattutto, qabalistici. Vi proponiamo oggi un nuovo studio, sul simbolismo in particolare del numero 10.

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Le città simboliche



Vi siete mai chiesti da dove provengano e quale significato abbiano le ornamentazioni che abbelliscono le facciate dei nostri edifici storici? Tali radici si perdono nella notte dei tempi tra miti e leggende le cui origini risalgono alle più antiche tradizioni, come si apprende in questo libro di prossima uscita per Tipheret. L’ornamento non rappresenta solo un motivo di abbellimento ma è preminentemente un messaggio sintetico come solo il simbolo può esserlo. Poco importa se tali ornamentazioni sono state usate senza avere coscienza del loro valore simbolico: rimangono simboli inalterati nella propria essenza.
Da sempre il loro scopo è quello di suscitare un’interpretazione più profonda, fare da mediatore tra l’uomo e ciò a cui gli stessi simboli si ricollegano. Lo scopo del saggio è di risvegliare il gusto di una conoscenza della tradizione dell’abitare, del significato sacro e dell’insegnamento che con quest’ultimo ci è stato trasmesso tra colori e decori. Questo per poter nuovamente imparare a leggere (come era in uso nell’antichità) ornamenti, insegne, araldi, gonfaloni; in poche parole i simboli del nostro territorio, della nostra tradizione e della nostra storia. La ricerca sull’ornamento e sui principi simbolici, sulle proporzioni, così come sui percorsi e sul loro significato ci suggerisce che le costruzioni e il loro spazio devono nascere da un profondo creativo, da un processo globale.

Per Colloquia edificare, la nuova edizione dedicata alle periferie esistenziali



L'8 maggio presso la Casa Massonica di Palmi si è tenuto il primo incontro della 15° edizione del "Per Colloquia Aedificare", rappresentazione plastica dell'impegno culturale dell'officina "Pitagora XXIX Agosto " ( 1168 ) di Palmi. Tema di questa edizione: "Libera Muratoria e periferie esistenziali". Hanno impreziosito la serata, in un Tempio accogliente e ritualmente ordinato decine di Fratelli provenienti da tutti gli orienti calabresi.

Lungo l'elenco delle logge rappresentate dai loro maestri venerabili o altri delegati: "Gioacchino Murat" di Vibo Valentia, "Pitagora" di Reggio Calabria, "Bovio" di Reggio Calabria, "Federico II" di Lamezia Terme, "Logoteta" di Reggio Calabria, "Telesio" di Cosenza, "E. Ferrari" di Palmi, "De Luca" di Catanzaro, "Garibaldi" di Reggio Calabrua, "Monteleone" di Vibo Valentia, "Bruzia De Roberto" di Cosenza, "Akhenaton" di Latina. Hanno, inoltre, preso parte ai lavori i Fratelli Marco Vilardi, vice presidente del Collegio circoscrizionale della Calabria, Maurizio Maisano - consigliere dell'Ordine - e i Grandi Ufficiali Cosimo Petrolino e Giuseppe Giannetto.

Dopo la rituale apertura dei lavori Angelo Politi, maestro venerabile dell'Officina ha ceduto parola al relatore della serata, Mario Saccomanno, consigliere dell'Ordine, che si è conquistato l'attenzione dei presenti consegnando a tutti i presenti, prima della sua brillante, articolata narrazione, un foglio bianco con il solo titolo : ad ognuno il compito di riempirlo di propri contenuti.

La tavola architettonica di Saccomanno, regalata con originale sapienza ai tanti fortunati Fratelli presenti, ha disegnato il sentimento autentico della vera prossimità plasmata dai veri valori fondanti della Libera Muratoria che rappresentano il perimetro nei quali impegnare il nostro agire nella storia e dove è sempre più fondamentale l'importanza dell'incontro con l'altro, così da poter fare della prossimità una regola di vita, elemento essenziale per una diversa "ricerca di senso" nel quotidiano mediante il sentimento della gratuità ed una nuova e diversa 'grammatica umana' che rende attuale la Libera Muratoria. Riflessioni, queste, che partendo dall'incipit di don Ciotti" per costruire speranza dobbiamo partire da lì, dai margini, da chi dalla speranza è stato escluso.

Perché la speranza o è di tutti o non è speranza", testimoniano la necessità di una nuova e diversa costruzione di senso. In un clima di assoluta attenzione e condivisone fraterna, Saccomanno, è riuscito a far emergere in tutti l'emozione di un "viaggio" caratterizzato da impegno e responsabilità, che solo un reale "percorso di senso" può fortificare e rendere autentico.La soddisfazione dei tanti Fratelli presenti è stata testimoniata dai numerosissimi interventi, sapientemente sintetizzati da Marco Vilardi, Vice Presidente Circoscrizionale, che, nel portare i saluti di tutti i ffrr. calabresi, ha sottolineato lo spessore dei lavori e il clima di cordiale fraternità vissuti all'interno dell'Officina che ha saputo per ben quindici anni tenere alta la volontà di crescita culturale dell'intera circoscrizione calabrese.
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