Questa notte è venuta a mancare la madre del Compagno Gaetano Rosato, Gran Cancelliere del Concilio dei Massoni Criptici. In questo triste momento l'Illustre Gran Maestro Mario Pieraccioli, unitamente e tutta la Giunta del Gran Concilio, si stringe a Lui in una Fraterna Catena d'Unione a cui partecipano tutti i Compagni dell'Arco Reale e il loro Sommo Sacerdote Tiziano Busca.
Le principali notizie della massoneria Italiana ed estera. Il simbolismo, la filosofia, gli Studi Tradizionali
venerdì 4 dicembre 2015
giovedì 3 dicembre 2015
In libreria la seconda parte di «Canale Mussolini» di Antonio Pennacchi
Un grandioso romanzo corale e polifonico, un'opera letteraria di smagliante bellezza che, alternando i toni dell'epica a quelli dell'elegia, ci dà lucidamente conto di ciò che siamo, in forza di ciò che nel bene e nel male siamo stati. Questo è Canale Mussolini, parte seconda di Antonio Pennacchi, il seguito del libro che gli ha fatto vincere qualche anno fa il Premio Strega.
Il 25 maggio del 1944 – ultimo giorno di guerra a Littoria – nel breve intervallo tra la partenza dei tedeschi e l'arrivo in città degli anglo¬americani, Diomede Peruzzi entra nella Banca d'Italia devastata e ne svaligia il tesoro. È qui che hanno inizio – diranno – la sua folgorante carriera imprenditoriale e lo sviluppo stesso di Latina tutta. Ma sarà vero? Il Canale Mussolini intanto – dopo essere stato per mesi la dura linea del fronte di Anzio e Nettuno – può tornare a essere quello che era, il perno della bonifica pontina. In un nuovo grande esodo, che ricorda quello epico colonizzatore di dodici anni prima, gli sfollati lasciano i rifugi sui monti e tornano a popolare la città e le campagne circostanti. I poderi sono distrutti, ogni edificio porta i segni dei bombardamenti. Ma il clima adesso è diverso, inizia la ricostruzione. Nel resto d'Italia però la guerra continua e si sposta man mano verso il nord, mentre gli alleati – col decisivo ausilio delle brigate partigiane e del ricostituito esercito italiano – costringono alla ritirata i tedeschi e le milizie fasciste. È una guerra di liberazione, ma anche una guerra civile crudele e fratricida. E la famiglia Peruzzi, protagonista memorabile della saga narrata in queste pagine, è schierata su tutti i fronti di questo conflitto. Paride al nord nella Rsi – mentre sogna di tornare dall'Armida e da suo figlio – rastrella ed insegue i partigiani. Suo fratello Statilio combatte i tedeschi in Corsica con il Regio esercito, poi a Cassino e su su fino alla linea Gotica. Il cugino Demostene è partigiano della brigata Stella Rossa, e combatte anche lui per liberare l'Italia. Accanto a loro ritroviamo lo zio Adelchi, che vigila sulle ceneri di una Littoria piena di spettri e di sciacalli, in attesa che nasca Latina; il mite Benassi e zia Santapace, collerica e bellissima; l'Armida con le sue api, e la nonna Peruzzi, che attribuisce compiti e destini alle nuove generazioni via via che vengono al mondo. E su tutti c'è Diomede – detto Batocio o Big Boss per un piccolo difetto fisico – il vero demiurgo della nuova città. Con il suo funambolico impasto linguistico veneto-ferrarese, col suo sguardo irriverente e provocatorio sempre addolcito però da un'umanissima pietas – «Ognuno ga le so razon» – Antonio Pennacchi torna a narrare le gesta dei Peruzzi, famiglia numerosa e ramificata di pionieri bonificatori, grandi lavoratori, eroici spiantati, meravigliosi gaglioffi, e donne generose e umorali. E se nel primo volume di Canale Mussolini ci aveva fatto riscoprire un capitolo della nostra storia per molti versi dimenticato, in questa seconda parte si dedica a mantenere viva la memoria del difficile processo di costruzione della nostra Italia democratica e repubblicana.
mercoledì 2 dicembre 2015
Dichiarazione di nozze con se stessi
Esprimete quanto avete dentro di voi, e vi salverà.
Reprimete quanto avete dentro, e vi distruggerà.
A queste parole di Gesù nel Vangelo di San Tommaso, Rob Brezsny fa seguire un paio di ottime domande, che vorremmo condividere con voi: «C’è qualche aspetto di voi che non state esprimendo? In che modo potete rimediare?»
Cari Compagni di Viaggio, quanta parte di noi stessi teniamo celata, camuffata sotto maschere di tutti i tipi? Magari per convenzione sociale, o timore di ripercussioni, o perfino per un pre-giudizio con cui ciascuno di noi l’ha già etichettata?
La nostra Anima, però, è qui per esprimersi liberamente, e chiede continuamente di farlo: attraverso i grandi slanci, certo, ma forse ancora di più attraverso quei microscopici impulsi che guizzano istantaneamente dentro di noi e che il più delle volte sfumano come nebbia al sole. Intonare una canzone, regalare una moneta, fare una carezza, redarguire gentilmente e con fermezza un prepotente, fermarsi a osservare un fiore, chiudere gli occhi e respirare intensamente un profumo...
E allora, facciamo un regalo a noi stessi: per qualche momento, ogni giorno, lasciamo che qualcosa di inespresso si manifesti; lasciamo che la nostra parte più profonda e più vera emerga alla luce del mondo e concediamoci una gioiosa danza, di allegria e autenticità, a braccetto con lei.
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«Io amo tutto di me.
Amo la mia bellezza curiosa e la mia incredibile sofferenza.
Amo la mia anima affamata e i miei giochi volubili.
Amo le mie scommesse misteriose e le mie umili bravate.
Amo la mia fiorente oscurità e le mie bandiere in fiamme.
Amo i miei difetti, i miei vuoti, le mie paure galoppanti.
Amo le mie sconcertanti intuizioni e i miei spaventosi confini.
Amo i miei torti, le mie ragioni, i miei sogni ambigui.
Amo il mio coraggio, la mia codardia, i miei schemi elaborati.
Io amo tutto di me».
dalla “Dichiarazione di nozze con se stessi”,
in Rob Brezsny, Pronoia è l’antidoto alla paranoia
(di prossima pubblicazione per Spazio Interiore)
Fonte: Spazio Interiore
Archeologia della Mesopotamia Antica
Sulle rive dei fiumi Eufrate e Tigri sono nate le prime comunità urbane che hanno inventato la scrittura ed elaborato pensieri e immagini fondanti la nostra cultura contemporanea: di tale affascinante periodo storico-artistico tratta “Archeologia della Mesopotamia antica”, a cura di Davide Nadali e Andrea Polcaro, edito da Carocci, il volume che sarà presentato giovedì 3 dicembre 2015, alle ore 11, nella Sala Adunanze del Dipartimento di Lettere di Palazzo Manzoni, in piazza Mordicchi.
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martedì 1 dicembre 2015
Ricordando Ivan Mosca
di Salvatore Casales
Un giovanissimo Ivan Mosca, a sinistra, con Robert Ambelain
Se non avessi letto il blog dell' Arco Reale - Rito di York probabilmente non sarei tornato a ricordare quest'uomo di un certo spessore artistico e culturale che ancora oggi fa parlare di sé anche per i suoi noti Quaderni, preziosi riferimenti a chi, con moderato garbo e senso della ricerca, desidera intraprendere gli studi muratori e, attraverso questo data base di dati, successivamente desidera penetrare nei meandri della conoscenza libero muratoria.
Eccezionali quaderni... me ne fu fatto dono quando ancora compagno e poi maestro cominciai a comprendere il lavoro d'insieme costruito dal Fratello Ivan Mosca, quel lavoro verso il quale molti muratori dovrebbero rivedere, sia fossero degli apprendisti o dei maestri.
Conobbi Ivan in più volte, quando ancora io apprendista, guardavo a quest'uomo con rispetto, lo guardavo e silente meditavo sul suo aspetto esteriore, avvolte sufficiente, con un fare canzonatorio, ironico nell’ atto del discorrere e di mostrarsi a noi giovani di primo pelo, un saggio. Spesso era silente, dallo sguardo pieno di serenità e quando iniziava a proferir parola, annullava quel suo celato aspetto esteriore e di incerta statura, per mostrarne un'altra : quella dell'uomo che sa di sapere... che oltre a essere detentore della bell'arte della pittura, era divenuto un vero massone; già soggetto di riferimento culturale per quanti ebbero la fortuna di ascoltarlo.
Accanito fumatore, a quell'epoca lo ero anch'io, me lo ricordo dirimpettaio in un' agape a Caltanissetta all’Hotel Diprima, quando fra un pasto e un'altro quel suo pacchetto di sigarette non aveva un attimo di tregua. Mi ero intesorito della sua presenza.
Oggi, invece, mi sento felice e orgoglioso di ricordarlo e di fare degli accenni su questa immensa personalità massonica, ringraziando i fratelli del Rito di York di averlo ricordato e di ricordarlo in una serata a Lui dedicata e a quanti non ebbero la fortuna di conoscerlo nella sua autentica statura di massone e oggi lustro della Massoneria del Grande Oriente d'Italia.
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