giovedì 8 novembre 2018

Lo gnosticismo storico. Filippo Goti in libreria



È difficile per l’uomo contemporaneo riuscire a comprendere un fenomeno composito ed articolato come lo gnosticismo. I suoi sistemi filosofici ricchi di immagini affrontano la questione ontologica in modo diametralmente difforme da come essa è trattata nei sistemi ermetici e nelle religioni monoteiste del bacino del mediterraneo; la potenza delle loro effigi, la moltitudine di tenebrose forze avverse, la nostalgia per un mondo perfetto contrapposto a questa nostra manifestazione e la solitudine dell’anima gnostica, appaiono all'odierno lettore più prossimi alla favola che a tentativi di comunicare una qualche auspicabile forma di redenzione e salvezza.
Tale asimmetria comunicativa è dovuta sicuramente all’incapacità dell’uomo che vive nel terzo millennio di liberarsi dalla costrizione di una informazione frammentaria, scomposta ed enunciativa, che limita la sua capacità di riflettere oltre un vacuo e dilatato presente. In uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno.

martedì 6 novembre 2018

La biografia infelice di Sandor Marai, autore della malinconia



Ci sono biografie che ti fanno riflettere sull'influenza della Storia sulla vita dei singoli uomini, che finiscono per esserne inghiottiti: una di queste è, per esempio, quella di Sándor Márai, autore di "Le braci" (pubblicato per la prima volta nel 1942 e riscoperto solo nel 1995, sei anni dopo il suicidio dell'autore). Com'è possibile che uno dei più grandi autori del Novecento abbia incontrato il successo letterario solo dopo la sua morte? Ecco un approfondimento sul blog de Il Tuo Biografo.

lunedì 5 novembre 2018

Tiziano Busca: «Amo pensare a una Massoneria che sia anche matematica»

di Tiziano Busca*




Diceva che Goethe che i matematici sono un po’ come i francesi: ogni volta che gli dici qualcosa la traducono nel loro linguaggio e subito appare diversa, più bella, più elegante. Come quando una formula ti traduce la bellezza, la simmetria e tu credi che in quella formula ci sia tutto, anche se non la capisci. La matematica ha il fascino di dare un abito ai fenomeni. Ma c’è di più: ha la presunzione di poterti raccontare tutto l’esistente. Come se fosse una lingua, appunto. E tramite numeri, rapporti, funzioni, possa controllare la totalità del reale. Mathema, non a caso, vuol dire anche conoscenza.  E Maat era la dea egizia della misura, dell’equilibrio, dell’ordine. L’idea è quella che da premesse ipotetiche, con definizioni rigorose ed assiomi, io possa tutto controllare e tutto raccontare.
La complessità dei nostri giorni ha bisogno di matematiche complesse, ma in realtà non ci sono formule. Ci sono invece tanti numeri primi, isolati, divisibili per uno e per se stessi. Come bambini che se ne stanno in un angolo e non vogliono giocare. Tanti numeri che ritengono che la matematica, cioè le cose fatte anche per stare insieme ed essere compresi nel contare e organizzare il mondo, portano via il pallone che si erano portati da casa.
A questo è chiamata oggi la Massoneria, a unire, a immaginare momenti in cui i numeri diventino formule, capaci di raccogliere in armonia e che niente lascino fuori. Io ho paura di traduzioni fatte con sotto-insiemi, voglio immaginare un grande progetto in cui sia possibile dire le cose, con l’aiuto di tutti, senza nessuno che rimanga indietro. Amo pensare una Massoneria includente, rispettosa come da storia, per le minoranze e le diversità. Una Massoneria che ricerca il senso ultimo delle cose e che sappia confrontarsi con la complessità del reale e con il presente che cambia. Solo allora potrà tornare a contare.

Un celebre cartone della Walt Disney racconta i Pitagorici

* Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM dell'Arco Reale - Rito di York