lunedì 27 agosto 2018

La linea di San Michele e le cattedrali gotiche

di Marco Bonelli Bassano


La linea, o forse meglio, le linee di San Michele, sono linee di energia. sono un argomento che da secoli appassiona gli studiosi. L’autore ha raccolto queste informazioni, le ha assemblate, e si è accorto che una linea portava ad altre linee, che l’incrocio di queste linee portava ad altre realtà che non potevano essere trascurate e che riguardavano le cattedrali gotiche, il cosiddetto Chemin à Jerusalem, il pellegrinaggio a Gerusalemme che, almeno una volta nella vita doveva essere fatto, a meno di non inginocchiarsi ed addentrarsi in un labirinto posto sul pavimento di una chiesa, il Camino de Santiago, quella strada lunga chilometri, che ancora oggi viene percorsa a piedi, attraversando tutta la Spagna, per giungere alla fine a Santiago de Compostela ed alla sua storica chiesa.

Alcuni elementi sono forse immaginari, altri sono tangibili e assolutamente consultabili. Si lascia pertanto al libero arbitrio del lettore il leggere, il riflettere e trarre le conclusioni. In realtà, come su una scacchiera, quell’alternarsi di bianco e nero porta a molteplici interpretazioni, così la verità dobbiamo cercarla dentro di noi e tentare di farla affiorare.

venerdì 24 agosto 2018

Chi si ricorda della Compagnia de Galantomeni?

La maschera adoperata durante i simposi


Al centro della trama de «Le donne curiose» di Carlo Goldoni, la commedia rappresentata per la prima volta al Teatro Sant'Angelo nel corso del carnevale del 1753, è un'associazione, una Compagnia de Galantomeni, fondata da un gruppo di amici e guidata da una ben nota maschera veneziana: Pantalone de Bisognosi. In tale associazione è vietato l'ingresso alle donne e questo divieto induce una famelica curiosità nell'animo delle compagne dei suoi componenti. Dietro ai sospetti femminili che giustificavano tale curiosità tuttavia, si nascondono tutti i luoghi comuni più classici di propaganda antimassonica. Sicuramente, sospettano a turno le protagoniste, all'interno di 'quel maledetto ridotto' si faranno 'stregonerie', si riceveranno donne in segreto, si praticheranno attività illecite, innominabili alla luce del giorno. O forse, secondo ipotesi più legate alla temperie dell'epoca, si produrrà il lapis philosophorum (cioè la pietra filosofale), o magari si preparerà 'l'oro disputabile'. Che per bocca delle donne vengono formulate accuse di ben altra origine diviene particolarmente chiaro quando attraverso la voce della serva Rosaura giungono parole che riecheggiano assai da vicino la bolla con cui Clemente XII condannò la Massoneria: «Se non vogliono che si veda, ci vi sarà qualcosa di brutto». Goldoni ci presenta la Compagnia de Galantomeni come un gruppo di uomini riuniti in una camera, amici della civiltà, della cultura e del conversare. Tanto lontano dalla cultura del sospetto del senso comune l'amore per la ricerca di una Verità che non si crede data in senso assolto ad una storia e ad una geografia, ma sempre da indagare e cercare, con il dialogo e il confronto. Sarà soltanto l'iniziativa di Brighella, servitore di Pantalone, ad introdurre finalmente le donne nel luogo di riunione e fugare ogni possibile dubbio sull'onestà di intenti dei protagonisti.
Su iniziativa di Mauro Cascio la Compagnia de Galantomeni è rivissuta negli anni scorsi, con i suoi libri, pubblicati da Rubbettino (una collana di filosofia della religione, che dalla Compagnia prende il nome, che ha pubblicato in prima edizione italiana autori come David Strauss, Miguel de Unamuno e la prima traduzione della Metafisica di Tommaso Campanella), i suoi misteri e una serie di simposi che hanno coinvolto decine di filosofi, accademici e studiosi, con rituali di agape originali settecenteschi sul modello delle società socratiche.

giovedì 23 agosto 2018

Annalisa Chirico ospite della Massoneria



Appuntamento il 21 settembre, nell’ambito delle celebrazioni della Breccia di Porta Pia e dell’Equinozio d’Autunno con il Vascello Letterario. Protagonista Annalisa Chirico, che alle 16,30 presenterà il suo libro “Fino a prova contraria”, un saggio, edito da Marsilio, che racconta la malagiustizia e ha dato vita anche a un omonimo movimento di cui la giornalista e volto noto del piccolo schermo è presidente.

In una repubblica giudiziaria gogna e impunità marciano unite. Quale prezzo paga il nostro paese per l’anomalo ruolo dei giudici nella vita delle persone e delle aziende?

«Nei dibattimenti senza fine i processi si celebrano sulle pagine dei giornali, le vittime apprendono l’arte del vivere con lentezza, i colpevoli restano a piede libero nell’attesa di una sentenza che li assicurerà – forse, un giorno – alla giustizia che non c’è.»

Da qualche decennio è in corso un processo all’apparenza irreversibile: la trasformazione del nostro paese in una repubblica giudiziaria, dove giustizia e politica si intrecciano, si confondono, si equivalgono. Il giusto processo somiglia sempre più a una santa inquisizione in un sistema dai tempi pachidermici che lascia la vittima senza risposte e il colpevole impunito. Annalisa Chirico descrive le origini di tali storture mettendone a fuoco i pericoli e le ricadute sulla libertà dei cittadini e sulla competitività del paese. Al grido di «resistenza costituzionale», certe frange giudiziarie hanno condotto mille crociate in barba al principio della separazione dei poteri. Oggi impazza il «populismo penale», cavallo di battaglia di quanti, nell’agone politico, alimentano la falsa credenza del giudiziario come lavacro per la società intera. Il magistrato assume di volta in volta il ruolo dell’imprenditore, del sindacalista, dello scienziato, addirittura del legislatore, in una «giudicatura» che infligge il colpo di grazia al primato della politica.

Fonte: GOI

martedì 21 agosto 2018

Eros e Qabbalah



Il maschile, il femminile e le relazioni erotiche che ne derivano costituiscono, fin dall’epoca più remota, anche un modo di pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti che fra essi intercorrono. In Occidente, alla tradizione di pensiero che da Empedocle e dal Simposio di Platone giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva e l’interpretazione del Cantico dei Cantici sono i fondamenti da cui si sviluppano speculazioni che estendono la sfera del pensiero erotico sino ad abbracciare la dimensione intradivina, creando una molteplicità di coppie sessuate che si rifrangono specularmente a tutti i livelli della realtà.
In questo libro Moshe Idel, oggi il massimo studioso di Qabbalah, esplora, all’interno della letteratura mistica ebraica, «trattazioni sulla sessualità che vanno dalle descrizioni delle relazioni sessuali tra Dio e la Sua demonica concubina superna alle prescrizioni più conservatrici e scrupolose sulle relazioni che un cabbalista deve avere con sua moglie». Idel si addentra dunque, audacemente, in quella che definisce la «cultura dell’eros» peculiare dell’ebraismo, dove il rapporto sessuale non solo assolve a un comandamento fondamentale, ma ha una valenza cosmica, poiché esercitando un’azione teurgica sulla sfera superna favorisce di riflesso l’unione fra gli elementi maschile e femminile della divinità, e fa così discendere sul mondo la sua benedizione e il suo influsso.
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