giovedì 19 luglio 2018

Nuoro. Le lacrime del maestro… diventano opera d’arte



«In un angolo del tempio, seduto nella sua sedia, guardando il simbolo del delta luminoso, un triste e vecchio Maestro piangeva. Dai suoi occhi diverse lacrime scendevano per il viso. Senza sapere perchè le contai: erano sette…». Sono le prime parole de “Le Sette Lacrime Di Un Vecchio Maestro Massone” , breve racconto conosciuto da tutti i fratelli e che racchiude in sé il senso del della comunità, del ruolo del maestro venerabile e del suo rapporto con la propria officina. La loggia Giuseppe Garibaldi all’Oriente di Nuoro ha voluto fissare queste parole in un oggetto unico, un’opera d’arte donata al Collegio della Sardegna. La consegna al  presidente  Giancarlo Caddeo è avvenuta nel corso della tornata a logge riunite che si è tenuta a Cagliari lo scorso 3 giugno.

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mercoledì 18 luglio 2018

L’Italia delle speranze. Biram Dah Abeid a Villa Medici Il Vascello



Tradizionali celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e per l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Tre le date quest’anno dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale dal 20 al 22 settembre. In primo piano libertà e diritti, tra gli ospiti Biram Dah Abeid, attivista mauritano, Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.

FONTE GOI

martedì 17 luglio 2018

Lo Zohar. La Cabala come anima della Massoneria




Sepher ha-Bahir – Il Libro della chiarezza Tale capitolo, da non confondere con il testo omonimo scritto verosimilmente verso la fine del dodicesimo secolo nella Francia meridionale, è considerato dagli studiosi il nucleo portante dello Zohar, e oltre ad essere annoverato tra i «capitoli sciolti», è da considerarsi anche slegato nel soggetto, è, infatti, costituito da una serie di brevi paragrafi senza alcuna consequenzialità argomentale.
Le Heikháloth – I Palazzi le Heikháloth disegnano, sicu- ramente, un periodo anteriore al sorgere della Qabalah vera e propria. Nelle Heikháloth, il mistico ebreo, rapito nella sua visione estatica, cerca di descrivere, nel linguaggio conforme alla propria cultura religiosa, ma soprattutto all’interno dell’ortodossia rabbinica, ciò che incontra nel suo particolare percorso di avvicinamento al Trono di Dio. Tutto preso dal suo itinerario non si cura di indagare la natura della divinità, che gli rimane, in verità, del tutto indifferente, s’interessa soltanto alla visione dell’apparizione di Dio sul Trono celeste, di cui ha appreso in Ezechiele, rimanendo assorbito da tutto ciò che di misterioso fluisce da questo mondo del soprannaturale Trono.

venerdì 13 luglio 2018

Tiziano Busca: «La Massoneria deve interpretare il cambiamento. Per non avere un mondo senza guida»




«Franco Volpi lo ha detto, e bene, commentando la filosofia di Heidegger: «L’undicesima Tesi su Feuerbach di Marx non basta più. Non basta più cambiare il mondo, perché esso cambia anche senza il nostro intervento. Si tratta piuttosto di interpretare questo cambiamento, affinché esso non porti a un mondo senza di noi, a un regnum homini, privo del suo sovrano. Guidare tale interpretazione è uno dei compiti più urgenti».
La Massoneria a questo può servire: a essere motore di un cambiamento. Cioè recuperare il suo ruolo storico di lievito della modernità. La fine delle ideologie ci ha costretto a non avere più nemmeno un soggetto della vita politica, una classe sociale, lo Stato, l’individuo. L’esserci-nel-mondo, cioè la capacità di creare un nuovo umanesimo di teorie e valori: è questo il laboratorio che può interessarci. Non può esistere una storia politica senza un soggetto, una storia in sé e per sé. E la Massoneria non è un passato da cancellare. La Massoneria è un presente che può aiutare una democrazia che oggi vacilla a diventare futuro».
Così Tiziano Busca, Sommo Sacerdote dei Liberi Muratori dell’Arco Reale - Rito di York in Italia..